POLITICAPRIMO PIANO

Il “Barone” riparte dalla piazza, che comizio a Lacco Ameno

Dopo la caduta da sindaco ieri l’atteso appuntamento in Piazza Santa Restituta dove Giacomo Pascale ha riunito simpatizzanti ed elettori per ribadire la sua rabbia per la defenestrazione subita

Riecheggia l’inno di Mameli in piazza Santa Restituta ad accogliere il barone spodestato, l’ormai ex primo cittadino di Lacco Ameno costretto a cedere gli uffici da sindaco, con largo e prevedibile anticipo, nelle mani del commissario prefettizio Simonetta Calcaterra, che traghetterà il comune del Fungo alle prossime elezioni comunali. Quali saranno gli schieramenti che si contenderanno il consiglio non è ancora dato saperlo ma è difficile che Giacomo Pascale, il sindaco sempre in prima linea, si potrà accordare con anche uno solo dei consiglieri che hanno di fatto causato il suo prematuro abbandono del municipio. Giacomo Pascale tenterà di tramutare il lavoro svolto negli ultimi mesi in consenso elettorale? Lo vedremo tra qualche mese, intanto l’ex sindaco alla salita e discesa dal palco della piazza rassicura : “questo non è un comizio elettorale, ma solo un saluto e un ringraziamento rivolti al popolo di Lacco Ameno”.

Quando sale sul palco, davanti a una folla di non poco Giacomo Pascale trattiene a stento la commozione: “comm’ve scord cchiù?!” esclama, rivolgendosi a un uditorio in cui è possibile riconoscere anche tanti residenti di altri comuni. Non manca nemmeno un ringraziamento al sindaco Francesco Del Deo senza il cui aiuto, ricorda Pascale, la macchina amministrativa di Lacco Ameno avrebbe subito una drastica frenata, con chissà quali nefaste conseguenze. Un calore che l’ex sindaco si aspettava, conscio e orgoglioso di aver portato Lacco Ameno a un altro livello, ben lontano dalle difficoltà in cui il territorio versava appena pochi anni fa

Qualcosa di simile ai debiti trovati dalla amministrazione salita in carica nel 2013, quando il comune arrancava in una situazione debitoria spaventosa dovuta – secondo le accuse di Pascale – alla scellerata gestione della precedente amministrazione. Una stoccata neanche tanto velata rivolta a Carmine Monti, uno dei consiglieri che dalla minoranza ha comportato la caduta di Pascale.

Una caduta del tutto ingiustificata secondo l’ex primo cittadino di Lacco Ameno che in un lungo elenco ha ricordato agli astanti i numerosi sforzi realizzati per portare Lacco Ameno a funzionare nuovamente. Dai lavori alla rete fognaria, all’ascensore per il cimitero, gli sforzi per ridare scuole sicure ai piccoli scolari di Lacco Ameno, la palestra, i lavori al porto.

“Abbiamo fatto un lavoro enorme, entusiasmante , con una squadra che ringrazio. Abbiamo lavorato bene fino a poche settimane fa. Ora vado a casa, ma mi rincuora le circostanze che mi hanno portato a non essere più sindaco siano maturate non per mano del popolo, ma per volontà di pochi consiglieri. Vado a casa per invidia, questa è la verità, tuona Pascale dall’alto del palco. Un palco destinato a vedere tra non molto nuovamente Pascale protagonista: “Quando tornerò e sono certo che tornerò – promette Pascale dopo aver ricordato tutto quanto fatto per Lacco Ameno – lo farò portando anche un nuovo campo sportivo, perché se c’è una capacità che mi si deve riconoscere è quella di essere in grado di recepire finanziamenti pubblici per il bene della popolazione”.

Torna poi l’ex sindaco sulle circostanze che lo hanno portato a dover rinunciare alla fascia tricolore e con amarezza e incredulità, con le parole di un uomo politico che riconosce di avere ormai alle spalle vecchie e solide vicinanze politiche e con il dubbio di non avere nemmeno più la certezza di far parte di Forza Italia. Essere sfiduciati dal coordinatore regionale del partito azzurro è una vicenda notevole, un botto che fa rumore, la cui eco si è sentita fino in Liguria dove persino Giovanni Toti, presidente di regione, si è chiesto cosa sta accadendo tra componenti azzurri. In un momento in cui la politica nazionale a destra si sta riequilibrando velocemente sono domande legittime. Forse c’è chi spera che facendomi cadere con così tanto anticipo rispetto alla fine naturale del mio mandato possa nella cittadinanza venire meno il ricordo di quanto ho operato, “pensate – sottolinea Pascale rivolgendosi agli uditori accorsi ad ascoltare le parole di Pascale – quanta scarsa considerazione hanno di voi”.

“in questi anni – ricorda Pascale dopo una lunga lista di ringraziamenti, dai cittadini vessati dalle conseguenze del terremoto fino al presidente della Repubblica, passando per Di Maio e Salvini – ho commesso tanti errori, ma solo chi non opera non sbaglia. Vado via sereno sapendo di essermi speso per portare Lacco Ameno al centro dei riflettori dei media per le sue bellezze e virtù e non al centro dell’attenzione della Procura della Repubblica o della Corte dei Conti. Lascio con il rammarico di non aver avuto la possibilità di portare a termine il mio programma e con l’orgoglio di poter affermare che ogni consigliere comunale ha fatto con me il sindaco, non ho mai avuto paura di far crescere chi mi sta attorno. Non si può essere leader se vuoi tagliare teste. Amo Lacco amo la mia gente .Io sono uno di voi. Amato per rispetto non temuto” . L’ex sindaco Pascale saluta i cittadini di Lacco Ameno con un “Viva Lacco Ameno viva l’isola d’ischia viva l’Italia!” che sa di arrivederci.

Foto Franco Trani

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