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Il bingo e il mistero degli ammanchi di cassa

Dalla Sala di Forio sarebbero spariti 1.800 euro negli ultimi quattro giorni e addirittura circa 10.000 in un mese: indaga la polizia che ha sentito una cassiera su cui adesso gravano pesanti indizi di colpevolezza. La verità, forse, potrà emergere dall’accurata visione delle videocamere di sorveglianza

Una vicenda che presenta ancora qualche lato oscuro, anche se l’impressione è che gli inquirenti stiano seguendo una “traccia” che non dovrebbe tardare a portare risultati. Anche se la sorpresa e lo stupore sono grandi, perché a macchiarsi di un reato decisamente grave sarebbe una persona che lavorava in una struttura da diverso tempo e dunque godeva della massima fiducia da parte dei suoi datori di lavoro così come dei colleghi. La vicenda in questione riguarda la presunta sottrazione di denaro da un’attività commerciale ed ha vissuto un momento cruciale e significativo nella serata di mercoledì, quando nella Sala Bingo di Forio, ubicata nella centralissima via Cava delle Pezze, sono arrivati (e naturalmente certo non sono passati inosservati) gli agenti del commissariato di polizia di Ischia, guidati dal vicequestore Maria Antonietta Ferrara. I tutori dell’ordine hanno puntato la loro attenzione su una dipendente, nello specifico della cassiera, che al termine del suo orario di lavoro è stata invitata a seguire i poliziotti presso il commissariato di via delle Terme ad Ischia per essere ascoltata e interrogata dagli inquirenti.

Secondo quanto si è appreso, la cassiera sarebbe ritenuta la possibile responsabile di un ammanco di denaro di proporzioni tali da non poter passare inosservato. Non è dato sapere se l’indiscrezione raccolta corrisponda al vero ma ci troveremmo di fronte a cifre abbastanza consistenti: 1.800 euro negli ultimi quattro giorni, addirittura 10.000 da un mese a questa parte. Impossibile insomma far quadrare i conti con un “buco” di tale portata. A quanto si è appreso i gestori del Bingo avevano cominciato a notare qualcosa di poco trasparente e proprio per questo avevano posto in essere anche un’attività di controllo. Laddove siano state perpetrate reiterate sottrazioni di denaro dalla cassa, è ovvio che la verità potrebbe risiedere nelle immagini delle videocamere di sorveglianza che potrebbero aver immortalato dei movimenti sospetti da parte della cassiera. E non è un caso che anche nella giornata di ieri trapelavano voci a riguardo che parlavano di sospetti più o meno confermati, anche se nel momento in cui scriviamo non ci risultano provvedimenti adottati a carico della donna. In ogni caso le somme ingenti non devono apparire tali, perché la dipendente era impiegata presso un’area nella quale si effettuano una serie numerosa di pagamenti (tra cui ad esempio ricariche di carte prepagate e telefoniche, lotto videolottery e svariati servizi gestiti dai Monopoli di Stato. Insomma, una cassa dove certamente il denaro contante nell’arco di una giornata scorre a fiumi, specialmente in un’attività da sempre molto frequentata ed ubicata anche in una posizione centrale nel Comune del Torrione.

Nell’attesa di capire quelli che sono i potenziali sviluppi che potrà assumere questa vicenda, è il caso di abbandonarsi a qualche altra considerazione. Fonti decisamente attendibili non riferiscono che le videocamere inchiodano inequivocabilmente la cassiera riprendendola senza dubbio alcuno nell’atto di rubare soldi dalla cassa, ma pare che una serie di movimenti sospetti ed apparentemente incomprensibili nell’angusta area di pertinenza siano stati effettuati ed in alcuni casi paiono proprio non avere spiegazioni logiche né plausibili. Ma va altresì rimarcato come anche al momento dell’arrivo del personale diretto dal vicequestore Ferrara la cassiera non fosse in possesso di una somma di denaro significativa ma soltanto di pochi spiccioli. E poi, è anche questo è un particolare non trascurabile, parliamo di una lavoratrice che ha prestato servizio nella Sala Bingo per circa dieci anni caratterizzandosi per una condotta di lavoro assolutamente irreprensibile e dimostrando una dedizione ed una professionalità unanimemente riconosciute al punto tale da arrivare a rivestire anche l’incarico di responsabile d’ufficio. C’è poi anche una curiosità, la lavoratrice è un teste in un procedimento penale contro uno degli ex gestori della Sala Bingo, circostanza questa che probabilmente potrebbe aver inciso in quello che fu a tutti gli effetti un periodo di “parcheggio” (caratterizzato anche dalla cassa integrazione, fatto questo però abituale in tempio di covid) prima poi di essere reintegrata a pieno titolo nell’organico aziendale.

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