CULTURA & SOCIETA'GALLERIA

Il borgo di Sant’ Alessandro nell’attesa dello storico corteo

Una passeggiata dove risiede l’incanto: tra i segreti di Sisina, la sarta della festa, e la bellezza di un borgo fermo nel tempo

Manca veramente poco alla 38° edizione della sfilata storica del costume ischitano nelle sue varie epoche. I primi figuranti si metteranno in mostra stasera quando, alle ore 21:30, i cortei storici di Marin, Popoli, Castelvetro, Ortisei, Val Gardena, Aberdeen – Scozia, insieme con i Mamuthones di Mamoiada, gli sbandieratori di Cava dei Tirreni e i falconieri del re di Milano, gemellati col Comune di Ischia, si muoveranno dal Borgo di Sant’ Alessandro per poi raggiungere la pineta Nenzi Bozzi. Con loro anche il gruppo Ndrezzata di Buonopane e il balletto di Barbara Rumore; insieme daranno vita a esibizioni folkloristiche precedute dal saluto delle autorità.Un breve assaggio, quello di stasera, che ci calerà nell’atmosfera di domani, festa di Sant’Alessandro. Alle ore 18:00 circa, dal Pontile Aragonese partirà il corteo storico del costume ischitano con i gruppi gemellati per poi muoversi lungo Pontile Aragonese, via Luigi Mazzella, Via A. Sogliuzzo, Via F. Sogliuzzo, Corso Vitttoria Colonna, Via Roma, Via Iasolino fino al Palazzo D’Ambra. Intanto, il borgo di Sant’Alessandro, lì dove nasce l’intera manifestazione, grazie all’Associazione Culturale Pro Sant’Alessandro, è in fermento.

Ognuno è impegnato con gli ultimi ritocchi, chi a rinfrescare la piccola chiesetta, chi come Franco e Stefania Napoleone con Anna D’Amico a controllare che tutto sia pronto per uno degli appuntamenti più attesi dell’estate isolana e chi, come Sisina Masturzo, la sarta del borgo, a cucire gli ultimi dettagli dei bellissimi abiti, ormai distribuiti, ai tanti che daranno vita alla sfilata. Siamo in uno dei borghi più belli dell’isola dove, tra i profumi degli orticelli e della vegetazione spontanea, scansando voli di farfalle, il sentiero di lastricato in pietra portain una strada circolare che confluisce nella bellissima chiesetta di Sant’Alessandro dove cultura e tradizione si uniscono. Al suo interno stampe antiche, quadri d’altri tempi e, all’ombra del piccolo altare, un tappeto, prezioso per le mani che vi hanno lavorato, unendo i piccoli pezzi di stoffadi vario colore e creando per la sua semplicità, un unicum nel suo genere. Il sole di mezzogiorno batte sulla pietra al frinire delle cicale, durante la passeggiata gli occhi osservano le piccole case colorate di pastello e lo sguardo si posa sulle persiane della signora SisinaMasturzo. Come da spalliera vi è adagiata l’ombra di uno degli splendidi vestiti che sarà indossato da una principessa occasionale la sera del ventisei di agosto. Le sue mani sapienti sulla pupa, la stoffa di raso antico appuntata con gli spilli, gli occhi colmi di passione per quel lavoro che non copre solo la settimana della festa, ma mesi di lavoro ed anni d’esperienza, fanno trasparire l’attaccamento per quella festa, delizia per i turisti e orgoglio per gli isolani. Per ogni abito c’ è una storia ed è Sisina a raccontarla, fiera del suo lavoro, ma al tempo stesso umile.

Ci tiene che siano gli abiti ad apparire invece che il suo volto, ma sono le sue mani a raccontare la passione impiegata per questa festa iniziata, quasi per gioco, nel 1981. L’idea era quella di creare un evento per festeggiare il restauro della Chiesetta di Sant’Alessandro e si pensò di realizzare degli abiti tradizionali ischitani utilizzando lenzuola e asciugamani. La sfilata fu piccola e impegnò solo quel fantastico borgo.L’evento, anno dopo anno, si ampliò sempre di più, prima con i parenti della gente del borgo, come i nipoti della signora Sisina, poi con tanti ischitani e, infine, con importanti gemellaggi. Gli abiti, da quelli ricreati con lenzuola e asciugamani, sono diventati sempre più preziosi come, ad esempio, l’abito matrimoniale di Vittoria Colonna che porta, cucite a mano, ben 5000 perline. Quella di Sisina e della squadra che coordina all’ago e al filo, è una ricerca continua. C’è uno studio dietro a ogni abito e tante sono le fotografie di modelli da cui trae ispirazione per le sue splendide creazioni. Terminata la festa, buona parte degli abiti vengono riposti all’interno di uno stanzone dove, ordinati con cura, attendono la sfilata dell’anno che verrà per mostrarsi in tutto il loro antico splendore. Una parte del borgo è così ferma nel tempo: monili, abiti e scarpe in merletto attendono di far rivivere la storia e al tramonto del ventisei d’agosto, come ogni anno, Vittoria Colonna e la sua corte scenderanno dal castello fino a raggiungere questo borgo incantato facendo tornare noi spettatori, bambini partecipi di una delle magie dell’estate isolana.

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