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“Il campione, Scampia, una città” l’evento sabato scorso al Marina 10

Di Isabella Puca

Foto Giovangiuseppe Lubrano

Casamicciola – Pubblico delle grandi occasioni per il primo degli eventi estivi con i libri dell’Hotel Marina 10. Sabato scorso all’hotel boutique della famiglia Mattera la presentazione di ben due volumi “Luci a Scampia” e di “Il rapimento del Campione”.  È stata Napoli con tutte le sue mille sfaccettature, le sue tante contraddizioni, il minimo comune denominatore di quest’appuntamento e sarà sempre Napoli protagonista del prossimo evento Targato Marina 10. Venerdì prossimo, 15 luglio, sarà infatti ospite Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, autore de “La mia Napoli”. Sabato sera, a discuterne con gli autori, l’avvocato Angelo Pisani e il giornalista Toni Iavarone, sono stati Roberta Bruzzone, criminologa, il giornalista Luigi Necco, il commercialista Massimiliano Torriello; a moderare l’incontro il coordinatore de “Il Golfo” Gaetano Ferrandino.13645274_1196154387103898_1845929218017472973_n «Nel mio libro – ha spiegato l’avvocato Pisani – ho voluto sottolineare qualcosa che è lontano dal male. In tanti anni è mancata la politica in un territorio che non ha nulla da invidiare ad altri. Il popolo di Scampia ha un DNA formidabile, ma i cittadini sono spesso vittime dello stato. Dopo aver fatto tante semplici iniziative, quelle persone sono sparite. Non dico che la camorra non esiste più, ma si è spostata altrove. Parlando con la gente si avverte tangibile la speranza del cambiamento. Ai ragazzi sono stati insegnati valori importanti come quelli della famiglia e dello stato. Il fenomeno Gomorra ha portato con sé un effetto emulativo molto forte. È stata un’operazione vincente dal punto di vista cinematografico ma il danno a Scampia c’è stato perché ora all’estero la riconoscono come quella vista in televisione e non come quello che realmente è». Seduto tra il pubblico insieme ad Antonio Sasso, direttore de Il Roma, anche lo storico direttore del tg 4, Emilio Fede. Presenti anche i primi cittadini del comune di Ischia e Casamicciola. «Il male non fa più affare – ha continuato Pisani, – Saviano e la produzione avevano avuto l’idea di chiamare il personaggio più cattivo della serie Maradò. Ce ne siamo accorti grazie a una soffiata; l’idea degli autori era quella di distruggere due volte Napoli toccando anche lo sport e Maradona. La questione è finita in tribunale per fare cambiare il nome di questo personaggio». Sulla copertina del libro firmato da Toni Iavarone compare il profilo di Maradona, ma il realtà lui nel libro non c’è; protagonista è un personaggio simile a lui. 13615317_1196155517103785_3651247476925385315_n «È un thriller, – spiega Iavarone – la fantasia del giornalista è sempre ancorata ai fatti e si parte, infatti, dalla cronaca. Napoli o è bella o è bruttissima, sembra non esserci una via di mezzo. Maradona ha fatto una promessa al suo popolo e l’ha mantenuta, il Napoli riguarda interamente la città: siamo uniti perché tifiamo Napoli. Ci crogioliamo spesso nel sentirci diversi dagli altri, siamo pittoreschi, viviamo alla giornata, ma il realtà Napoli ha molte eccellenze solo che è più facile descrivere la prima Napoli, quella pittoresca, e così le eccellenze vanno via». L’attenzione, con l’intervento di Luigi Necco si è poi spostata sullo sport, su Maradona e su quelle foto che lo incastrarono prima del suo addio al Napoli, «Napoli è così, cronaca nera e tribunale il sabato e la domenica la partita. Quando ci si accorse che qualcosa non andava uscirono delle fotografie sul Mattino che incastravano Maradona chi te le diede?». È stato Iavarone a rispondere alla domanda di Necco sottolineando che il colpo fu di Enzo Perez, giornalista di cronaca nera. L’attenzione di Necco si è poi spostata su Scampia, «è morta con le vele, a Saviano perdono tutto se non ci fosse stato lui a Scampia non ci sarebbe stata attenzione, ma il male da combattere è ancora lì».13620144_1196155413770462_4963313321917112779_n Pronta la risposta dell’avvocato Pisani che ha sottolineato come l’abbattimento di quelle due vele abbia causato la morte di tumore di parecchie persone a causa dell’amianto. L’intervento della Bruzzone, invece, si è incentrato sul  fenomeno emulativo di Gomorra che, pur partendo dalle pettinature dei personaggi,  investe tutta Italia, «quando abitavo a Roma Scampia era un brand negativo, ma quando ci ho messo piede per la prima volta mi sono trovata in famiglia e ringrazio Angelo per tutto quello che ha fatto e che sono sicura continuerà a fare». La lettura ci aiuta a guardare un posto in un modo diverso, c’insegna cose più profonde rispetto la tv e a superare i pregiudizi, «Nel libro – ha concluso l’avvocato Pisani –  non ho nascosto il male, ma il bene è più forte».

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