CRONACA

IL CASO Alloggi popolari, tenzone giudiziaria a Casamicciola

L’Istituto Autonomo Case Popolari della provincia di Napoli, pone in essere un provvedimento di procedura sgombero e riassegnazione alloggi per occupazione senza titolo, una donna di Casamicciola ricorre al Tar che dichiara il procedimento inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario innanzi al quale la causa potrà essere riassunta. La donna di Casamicciola, a sostegno del ricorso, assume in punto di fatto che il padre aveva ricevuto formale assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica nello stesso stabile di cui al provvedimento impugnato, ma che, avendo riscontrato che lo stesso non era libero, essendovi occupante abusivo, aveva proceduto ad occupare l’immobile de quo, nel quale essa ricorrente aveva sempre vissuto unitamente al padre. Il genitore aveva altresì provveduto a presentare istanza di regolarizzazione in relazione all’immobile de quo, oggetto di provvedimento di diniego fondato sul rilievo che lo stesso era stato sottratto al legittimo assegnatario. La ricorrente, a seguito del decesso del defunto padre, avvenuto nell’anno 2003, procedeva ad inoltrare allo I.A.C.P. nel 2010 istanza di voltura dei bollettini di pagamento del canone già intestati al padre, in esito alla quale lo IACP, con provvedimento prot. n. 3400 del 04.02.2010, così disponeva: “Risulta a questo Istituto che la S.V. occupa abusivamente l’alloggio in oggetto precedentemente assegnato. Tale comportamento è illegittimo e la S.V. è pertanto invitata a rilasciare l’immobile in questione. Questo Istituto interesserà il competente Comune per il consequenziale procedimento di rilascio. Si avverte, inoltre, che la S.V. sarà assoggettata alla sanzione amministrativa di euro 258,23, di cui al primo comma dell’art. 26 della L. 513/77 ed inoltre, la S.V. è tenuta al pagamento dell’indennità di occupazione che, nelle more del rilascio dell’alloggio, la verrà addebitata mensilmente. Copia della presente viene inviata alla Procura della Repubblica per quanto di competenza allegando gli atti sotto elencati”. Negli anni la donna per ben due volte ha inoltrato istanza di regolarizzazione del rapporto. Ma l’IACP non ha mai risposto bensì, nel 2010 diffidava la ricorrente al rilascio dell’immobile occupato senza titolo. Per i giudici amministrativi, in tema di edilizia residenziale pubblica, la controversia introdotta da chi si opponga ad un provvedimento dell’Amministrazione di rilascio di immobile ad uso abitativo occupato senza titolo, come nel caso concreto, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, essendo contestato il diritto di agire esecutivamente e configurandosi l’ordine di rilascio come un atto imposto dalla legge. Per questo il ricorso è stato dichiarato inammissibile per il difetto di giurisdizione del giudice adito, trattandosi di controversia riservata alla cognizione del giudice ordinario, davanti al quale il processo potrà essere proseguito. Ma in relazione alla natura della controversia e del contenuto della sentenza, per i giudici «sussistono eccezionali e gravi ragioni per disporre la compensazione delle spese e degli onorari del giudizio, fatto salvo il contributo unificato, che resta a carico della parte ricorrente».

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