CRONACA

IL CASO Che fine ha fatto la nicchia di monsignor D’Amante?

DI CESARE BARONIO

A chi dava fastidio la nicchia di inizio Ottocento con lo stemma di Mons. D’Amante?
Fu donata al Santuario dello Schiappone a inizi anni novanta; proveniente dalla cattedrale di Ischia e per alcuni anni utilizzata nella chiesa parrocchiale di Portosalvo, fu poi data allo Schiappone non essendo più utile in quella sede.
Chi è stato di recente allo Schiappone ci dice che è stata distrutta, non esiste più! Perché questo? Un arredo sacro di interesse storico (duecento anni di storia) che sarebbe anche catalogato  nei beni storici e artistici della soprintendenza e che si è distrutto con tanta facilità. Chi ne ha autorizzato la distruzione? La Curia? La stessa Soprintendenza? Forse aveva bisogno solo di restauro e invece si è preferito distruggerla. Qualche organo competente dovrà accertare la cosa!
Ora l’immagine della Madonna venerata allo Schiappone è posta su un tavolino in un angolo; alcuni preti non hanno proprio il senso del sacro! E anche lo stemma posto sulla balconata della cantoria è stato rimosso! Che fine ha fatto? Ricordava il giubileo del duemila con l’atto di consacrazione alla Mamma Celeste e l’accenzione della lampada votiva da parte dei sei comuni alla Madonna. Anche quella scomparsa! Di certo fatta con i soldi dei tanti fedeli che hanno gremito da sempre la collina dello Schiappone portando la loro offerta. Con la speranza che non sia stata distrutta anche questa, ci auguriamo che presto sia rimessa al suo posto originario.
In attesa che ciò si realizzi, diciamo a Monsignor Pascarella: anche qui mettici una pezza!

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