CRONACAPRIMO PIANO

Il caso Emanuele aAcamone torna su “chi l’ha visto”

La conduttrice Federica Sciarelli mercoledì sera ha letto il terribile messaggio di Ivano D’Antonio, che ha raccontato di avere ucciso il giovane ischitano, ma anche di aver incassato 50.000 euro da Rai Tre

Si è tornato a parlare del caso di Emanuele Arcamone nel corso della puntata in onda mercoledì sera a ‘Chi l’ha visto?’. Ed ancora una volta non sono mancate polemiche e colpi di scena. La conduttrice Federica Sciarelli ha letto un messaggio definito “terribile”. Nel corso della trasmissione, infatti, viene letto il messaggio che Ivano D’Antonio ha pubblicato nei giorni scorsi nel gruppo Facebook “Cerchiamo Emanuele Arcamone”. La vicenda sull’isola, purtroppo, è tristemente nota. D’Antonio si è autoaccusato, appunto su facebook, di essere il responsabile della scomparsa di Emanuele Arcamone, studente di Ingegneria, sparito da Ischia nel 2013. L’uomo in questione, pubblicando un messaggio in un gruppo facebook creato per cercare proprio Emanuele, con un linguaggio a dir poco cruento, ha rivelato di aver ucciso il ragazzo e di aver seppellito il corpo in un terreno di proprietà di sua madre, allegando faccine sorridenti e un gesto volgare fatto con il ‘dito medio’. Come se non bastasse, successivamente, in un altro messaggio D’Antonio ha invece lanciato una provocazione a Federica Sciarelli e a tutta la squadra di Chi l’ha visto, dicendo: “Voglio restituire alla trasmissione i 50.000€ che mi hanno dato per l’intervista che ho rilasciato”. Affermazione totalmente smentita da Federica Sciarelli che ha ribadito come “Chi l’ha visto non paga nessuno per le interviste”. 

Come ricordato da Franco Arcamone, papà di Emanuele, Ivano D’Antonio è riuscito lo scorso anno (nella puntata andata in onda mercoledì 14 aprile 2019) addirittura a farsi intervistare dalla trasmissione “Chi l’ha visto”, dopo che la redazione era stata attirata da una serie di post pubblicati su facebook dallo stesso isolano, attualmente gravato da un divieto di dimora in tutti i sei Comuni dell’isola. Ed è proprio Franco a ricordare come l’uomo abbia utilizzato quella trasmissione televisiva “per sfogare la sua acredine contro le forze dell’ordine ed in particolare alcuni onorati carabinieri, che all’inizio della scomparsa fecero di tutto per trovare Emanuele, che lo tengono lontano dall’isola”. Emanuele all’epoca della scomparsa l’8 giugno 2013 aveva 23 anni ed era studente della facoltà di ingegneria meccanica all’università di Napoli. Quel mercoledì era tornato a Ischia per salutare la madre, lasciando i bagagli in stanza. Il papà lo ha visto nel primo pomeriggio sulla strada che da Ischia Porto porta a Casamicciola Terme. Da allora di lui nessuna traccia; il giovane aveva lasciato a casa il suo cellulare e i documenti. Questa la storia di Emanuele raccontata nuovamente dalla trasmissione in onda su Rai 3.  

Nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione del post su facebook di Iano D’Antonio è stato Franco Arcamone a nome dell’intera famiglia ad intervenire. “Oltre a non essere riusciti ad avere alcun riscontro positivo, siamo pure rimasti vittime di uno sconsiderato, senza cuore. A noi, nonché ad Emanuele, del tutto sconosciuto, che senza ritegno, nè alcun riguardo per la nostra fragilità emotiva, per il nostro devastante e smisurato dolore, si prende gioco di questa dolorosissima vicenda, impossessandosi arbitrariamente e senza pietà di questa storia, da prima accusando una donna, che non conosceva nè frequentava in alcun modo Emanuele, di averlo ucciso per divertimento e odio verso gli uomini e poi, a distanza di mesi, si auto -accusa, sul proprio profilo Facebook di averlo ucciso lui, oltraggiato il cadavere e seppellito nel terreno di proprietà della madre, e per questo di volersi costituire, salvo poi successivamente a cancellare quanto scritto”. Le parole di Franco Arcamone sono piene di sofferenza. La sofferenza di un papà che non sa, da sette anni, più nulla di suo figlio e che da anni deve subire anche altro. 

“Questa persona – spiega il papà di Emanuele – mi manda maledizioni di ogni tipo, pur di fatto non conoscendomi, per il semplice motivo che non ritengo di prenderlo seriamente in considerazione. Questa persona, spietata e senza cuore a noi sconosciuta, oltre al dolore per la perdita di un figlio, oltre al fallimento di non essere riuscito a ritrovarlo, si prende gioco di noi che solo il buon Dio sa come siamo riusciti a trascinarci avanti fino ad oggi, carichi di avvilente solitudine e disperazione”. Una tragedia nella tragedia. La famiglia di Emanuele Arcamone merita rispetto per il proprio dolore e l’appello di papà Franco è un invito netto a smetterla con certi atteggiamenti che altro non fanno che alimentare la fiamma del dolore che peraltro non si è mai spenta. 

Ads

Articoli Correlati

Rispondi

Back to top button