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Il caso Evi turba la vigilia del consiglio comunale

ISCHIA – Mentre il paese affoga nei suoi mille problemi e la stagione turistica è ormai alle porte (con Pasqua dovrebbe esserci il primo – almeno si spera – afflusso notevole di vacanzieri sull’isola), la politica e gli amministratori del palazzo municipale di via Iasolino continuano a non dare segni di vita, a dimostrazione ormai di una evidente carenza di “entusiasmo” e voglia di fare cui di recente si è accompagnata anche una spaccatura interna di quelle che appaiono impossibili da sanare e che rischiano di segnare il congedo peggiore e più triste per la seconda sindacatura di Giosi Ferrandino e della sua maggioranza di centrosinistra. Nel frattempo, così, ci si occupa di questioni che ai cittadini interessano ben poco. Tra queste la nomina del terzo revisore della società partecipata Ischia Ambiente, che è stato individuato in Pietro Del Monte. Secondo quanto si apprende, non ci troveremmo davanti ad una nomina politica ma tecnica, o meglio la verità starebbe nel mezzo. Del Monte, infatti, sarebbe stato insediato su richiesta di Pierluca Ghirelli, che come è noto sarà il liquidatore dell’altra partecipata, la Ischia Risorsa Mare, che finirà inevitabilmente in liquidazione per effetto della nuova legge del governo presieduto da Matteo Renzi, che riserva questa sorte alle aziende che fatturano meno di un milione di euro. Di fatto, secondo quanto si apprende, proprio Del Monte dovrà fare in modo di studiare – ovviamente da una postazione privilegiata come quella interna – come aggredire le partecipate del Comune capofila dell’isola verde, che dovranno confluire tutte in quella monnezzara. Di Ischia Risorsa Mare abbiamo già scritto nei giorni scorsi, per quanto riguarda invece la Genesis, ove mai dovesse seguire lo stesso percorso (ricordiamo che in questo caso il socio di maggioranza è la Maggioli ed il Comune di Ischia detiene il 49% delle quote) scatterebbe una strategia ben delineata: mentre la gestione dei tributi tornerebbe in capo alla macchina municipale, patrimonio e suolo pubblico sarebbero invece affidati proprio alla Ischia Ambiente, che di fatto passerebbe in poco più di un anno dalle ceneri della liquidazione ad assumere le sembianze di una sorta di “holding”. Misteri e paradossi della politica ischitana secondo qualcuno, nulla di cui meravigliarsi secondo qualcun altro.
Nel frattempo, però, i nostri eroi sono alle prese con un altro grattacapo che turba non poco i loro “sonni” (o letargo, se preferite) e per il quale si è resa necessaria in una giornata inconsueta come il sabato la convocazione urgente di una riunione di maggioranza che si è svolta nella sala consiliare del municipio. Tutto questo dopo l’aut aut del governatore campano Vincenzo De Luca che ha imposto l’accettazione da parte delle singole municipalità all’adesione all’Ente Idrico Campano che però rappresenta quasi una “scure” sul capo dei politici di casa nostra e proviamo a spiegare il perché. Ci sono una serie di problemi, ovviamente allo stato dell’arte di natura meramente interpretativa, perché la gestione delle acque finirebbe in un ambito territoriale. In questo caso, proviamo a ragionare, verrebbero sicuramente fatti salvi i dipendenti del Cisi, giacchè il consorzio è titolare dei servizi, ma che cosa accadrebbe con quelli dell’Evi, che invece questi servizi se li è visti successivamente affidati? Un rompicapo non da poco e che certo non lascia tranquilli i consiglieri e gli assessori ischitani: è vero che l’ambito principale sarà poi dimensionato con una serie di “sotto ambiti” ma c’è chi solleva un’obiezione di non poco conto. L’Evi attualmente, come è noto, si occupa della manutenzione e dei servizi, che però secondo quanto si apprende potrebbero andare a gara e questo fa letteralmente tremare i polsi. Ad un’eventuale gara, insomma, nulla vieterebbe all’Evi di partecipare, ma cosa accadrebbe se non dovesse aggiudicarselo? Domanda da un milione di dollari di fronte a cui non manca chi per adesso preferisce non provare nemmeno ad ipotizzare una risposta, temendo il peggio.
Di mezzo, inutile sottolinearlo, c’è la solita gestione clientelare di questi carrozzoni. Perché chi è riuscito a piazzare per tempo i suoi “portatori d’acqua” (pardon, di consensi) nel Cisi, sta tranquillo insieme ai suoi adepti e parliamo di ventidue unità lavorativi. Ma quale sarà il destino degli altri? Saranno assorbiti dal distretto o cos’altro? Insomma, oggi come oggi c’è chi dorme tra due guanciali e chi invece “balla”. Ecco allora che il consiglio comunale in programma martedì pomeriggio non sarà affatto una passeggiata o la classica formalità, ma si potrebbe pensare di approvare la delibera formulando però qualche emendamento. Ci può stare, perché in fondo il caso di Ischia è di quelli veramente sui generis, non essendo riscontrabile in molte altre realtà del territorio provinciale e regionale.

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