LE OPINIONI

IL COMMENTO Ad un anno dal primo vaccino

Il 27 dicembre del 2020 ci fu il cosiddetto V-Day, la data che ha segnato la prima vaccinazione anti COVID: cosa è cambiato in un anno e cosa ci aspettavamo? Un giorno importante che ha significato la speranza di intravedere una luce in fondo al tunnel, di riappropriarci della nostra libertà, di riprenderci tutto quello per cui abbiamo lottato ed è passato in secondo piano per un virus invisibile che ci ha reso prigionieri da liberi. Protagonisti dello storico momento Claudia Aliverini, infermiera dell’istituto Spallanzani di Roma e l’operatore socio-sanitario Omar Altobelli, che sono stati i primi a riceverlo. È passato un anno da quel giorno e l’Italia traina la campagna vaccinale a livello europeo e mondiale, siamo diventati in poco più di un anno il paese con le più alti credenziali. L’Italia, prima con Conte e poi con Draghi, ha dimostrato di essere una grande nazione. Di sprechi, tanti se vogliamo guardare indietro e vedete che fine hanno fatto i banchi a rotelle per le scuole e i centri vaccinali Primula, soldi pubblici sprecati nel vero senso della parola. Il nuovo commissario, il Generale Francesco Paolo Figliuolo, con molta determinazione ha messo in funzione una macchina organizzativa che funziona, in un’ottica di razionalizzazione e spending review, il peso morto ad essere stato tagliato sono stati appunto le primule, le strutture che sarebbero dovute servire alla somministrazione dei vaccini secondo il piano Arcuri. E intanto l’annullamento dell’intera progettualità relativa alla fornitura dei padiglioni temporanei destinati alla vaccinazione, ha portato ad un risparmio stimato pari a circa duecento milioni di euro, oltre a tanti tagli che sono stati fatti grazie alla rinegoziazione dei prezzi praticati per lo stoccaggio merci ed anche sul fronte della fornitura di aghi e siringhe, si stima che abbiamo risparmiato circa 350 milioni di duro. Con l’obiettivo mirato a vaccinare circa l’80 per cento della popolazione, siamo giunti a fine dicembre e sembra che abbiamo ottenuto il risultato sperato raggiungendo il 78 per cento dei vaccinati, e a detta degli esperti abbiamo evitato 12000 morti.

Ma torniamo un po’ a casa nostra ricordando che lo scorso anno la prima ad essere stata vaccinata nel nostro ospedale, è stata la pneumologia Viviana Pisano. Grazie alla lungimiranza del nostro Presidente Vincenzo De Luca, si può dire con orgoglio che siamo stati tra i primi ad avere le isole covid Free. Il che ha consentito un rilancio turistico notevole, rispetto ad altre località turistiche, alle città d’arte in Italia e non, in Campania i turisti non sono mancati. Certo De Luca ha mantenuto l’obbligo delle mascherine all’aperto ed altre restrizioni che in altre regioni non c’erano, ma abbiamo mantenuto stabili sia le terapie intensive che l’ospedalizzazione. È diventato quasi una star con i suoi interventi e le sue dichiarazioni piuttosto schiette, “È sconcertante, ancora oggi sui vaccini e sul Covid parlano troppe persone

quotidianamente, e non mi riferisco tanto alle trasmissioni televisive che hanno dato il peggio di sé in questi mesi nel creare confusione e accapigliamenti solo per aumentare gli ascolti. Abbiamo il responsabile dell’Istituto superiore di sanità, poi abbiamo il responsabile del Comitato tecnico-scientifico, poi abbiamo il consulente del ministro della Salute, poi il consulente del commissario al Covid, poi abbiamo l’Ema, poi l’Aifa, a tutti questi si aggiungono decine di virologi e infettivologi, e poi elementi di ogni origine e qualità: giornalisti, pseudo intellettuali, storici, filosofi, parcheggiatori abusivi. Tutti a parlare. Il clima di confusione che si è creato in Italia e che è stato pagato dalle famiglie e dai cittadini normali è stato impensabile, inimmaginabile. Lancio una proposta al Governo: decida di parlare una volta alla settimana e di emettere un comunicato semplice e stringato da mettere sul sito del Ministero della Salute, dando informazioni sulle cose principali. Possiamo avere questa soddisfazione di avere una volta alla settimana?

Per quanto riguarda la variante Omicron si è espresso così, “la variante Omicron sarebbe arrivata comunque, i Paesi non sono sigillati, ma i comportamenti irresponsabili determinano un incremento e una crescita drammatica del contagio. Bisogna essere responsabili. Se esplode il contagio nessuna persona responsabile può comportarsi come se il contagio non ci fosse. Ho denunciato e vietato feste e festini nelle scuole, fuori le scuole, feste da ballo con giovani e adulti, feste di laurea e di compleanno. Come si fa a non capire che i comportamenti devono essere radicalmente cambiati quando c’è una situazione di pericolo? C’è bisogno che sia il presidente della Regione a fare l’ordinanza per dire che non bisogna vendere alcolici al di fuori dei locali e consumarli davanti ai locali facendo assembramento? Che non bisogna fare le feste di compleanno o di laurea, il più delle volte con ragazzi che perdono i freni inibitori? E i papà e le mamme vogliono capire che devono essere un freno e un richiamo alla responsabilità per i ragazzi? Puoi capire che un ragazzo di 17 o 18 anni può perdere la testa, ma non la può perdere il padre. Abbiamo pagato in questi mesi un orientamento del Governo italiano che tende ad approvare sempre mezze misure, a perdere tempo. Ancora oggi il Governo ha preso delle decisioni significative ma probabilmente al di sotto delle necessità”.

Criticato per il suo linguaggio e il suo modo di dialogare molto diretto, per non dire mitico, intanto ad un anno esatto dall’inizio della vaccinazione, dobbiamo ringraziarlo, se siamo fra le regioni con il più alto numero di vaccinati, ad oggi abbiamo una buona organizzazione, le scuole sono rimaste aperte, nonostante qualche focolaio e la tendenza all’aumento di contagi fra i giovanissimi. Inoltre possiamo vantare una ripresa turistica abbastanza spedita rispetto ad altre località nonostante l’arrivo della variante Omicron che ha un po’ frenato le prenotazioni per questo capodanno. I vaccini stanno funzionando e sono i numeri a dimostrarlo, dobbiamo continuare a promuovere la vaccinazione di massa, per uscire da questo incubo il prima possibile che ci piaccia o no, c’è sempre un prezzo da pagare e per la libertà non esiste moneta di scambio.

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Beta

Ha proprio ragione, basterebbe ragionare un po’ piuttosto che aspettare le ordinanze!
Il giorno 26, in una nota pasticceria isolana erano tutti senza mascherina, incluso chi serviva dietro il bancone, in un locale non certo grande e privo di ventilazione trasversale.
Per la serie: siamo tutti una famiglia e siamo immuni, la mascherina basta averla con sé solo perché “obbligatoria”, ma è inaccettabile in un luogo dove si vive di turismo però…
Per fortuna non siamo proprio tutti così, il panettone non l’ho acquistato ed ho preferito andarmene!

Beta

Dimenticavo la traversata in traghetto, post natalizia: nessuno ha chiesto il greenpass o ha richiesto a chi sprovvisto, di indossare la mascherina.

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