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LE OPINIONI

IL COMMENTO Adesso diciamo basta agli “indesiderati”

DI GIACOMO PASCALE

La volontà di chi è chiamato a decidere va sempre rispettata, senza entrare nel merito con considerazioni più o meno opportune. Mi riferisco – all’alba di quella che vuole essere una riflessione ben più articolata – al caso della chiusura per un mese del New Valentino (su cui mi sono già espresso in maniera credo abbastanza esaustiva sui miei canali social) ed alla sospensiva applicata poi dalla giustizia amministrativa che di fatto ha riaperto un luogo simbolo dell’intrattenimento sull’isola d’Ischia. Noi siamo amministratori e dobbiamo soltanto pensare a come si propaganda l’immagine dell’isola più bella del mondo: ecco, il ritorno a tempo di record del Valentino è un fatto che mi auguro possa avere la stessa eco mediatica del primo provvedimento. Il problema, però, è di altra natura ed è legato alla qualità del turismo ed in particolare a quello giovanile. In questo periodo dovremmo pensare a decantare le nostre bellezze, impiegare il nostro tempo a parlare di Castello Aragonese, Coppa di Nestore, parco sommerso di Cartaromana, Giardini La Mortella, Giardini Ravino, Villa Arbusto, delle nostre impareggiabili bellezze, delle terme, della ristorazione, delle spiagge, dei parchi termali, di imprenditori che ancora ci credono e investono, delle sanzioni inflitte alla Russia che ci stanno facendo pagare uno scotto notevole su un mercato su cui comunque avevamo puntato forte.

E invece rieccoci alle prese con un andazzo ormai consolidato: discutiamo di episodi che si possono attribuire ad un ristretto gruppo di “fetenti”. Mi sia poi permessa, a riguardo, un’altra considerazione. Spesso siamo portati a soffermarci, quando pensiamo a un turismo di bassa lega e di “malintenzionati”, sulle affittanze estive ovviamente in nero ma è giusto rappresentare che oggi determinati soggetti non fittano più soltanto le abitazioni ma alloggiano anche in albergo. Il problema non è soltanto essere delinquenti ma anche “socialmente scomodi”, ossia avere un modo di interpretare e vivere la vacanza che gioco forza cozza con quella tranquillità che dobbiamo garantire ai nostri ospiti. Ecco, l’estate va programmata per tempo altrimenti la nostra isola non ha futuro. In questo contesto non posso dimenticare il ruolo e gli sforzi profusi dalle forze dell’ordine, che stanno facendo degli sforzi straordinari in un momento in cui l’isola registra il tutto esaurito: se siamo ormai arrivati a Ferragosto e gli episodi di cronaca sono rimasti circoscritti lo dobbiamo ad un’attività di prevenzione e repressione assolutamente encomiabile.

L’auspicio è quello di non dover pronunciare più la fatidica frase “quando passa agosto”, quanto piuttosto augurarci che sia sempre agosto: insomma, dovremmo essere sempre col cartello sold out affisso ed essere visitati da gente che non vede l’ora di godersi le nostre bellezze invece che avere a che fare con chi vuole soltanto sovvertire le regole e l’ordine precostituito. Perché qui, ed è bene sottolinearlo, il problema non è di delinquenza ma prima ancora di essere scostumati: non esiste che un paese turistico sia costretto a varare i turni dei vigili urbani fino alle tre del mattino con un dispendio di energie fisiche ed economiche per essere costretti a guardare sostanzialmente dei bambini che scoraggiano ovunque. Trovo assurdo che si possa venire in vacanza e lasciare minori anche di tenera età in giro fino alle 4-5 del mattino e che causano disturbo, anzi – mi sia consentito – rompono i coglioni ad una comunità intera. E spesso ogni atto di vandalismo e di disturbo della quiete pubblica è pianificato e diventa quasi un gioco, insomma siamo davvero arrivati a livelli insostenibili, al punto di non ritorno. Questa gente, inutile girarci intorno, appartiene alla categoria degli “indesiderati” e va allontanata dal nostro territorio con una serie di iniziative mirate.

Voglio poi sottoporre all’attenzione del lettore un’ultima considerazione. La politica non la si fa a colpi di carta bollata, ma con una adeguata programmazione. E allora basta aspettare che arrivi agosto per farsi mille domande e porre un numero indeterminato di questioni al centro del dibattito. Tutti gli attori protagonisti della vita associazionistica, produttiva ed imprenditoria del territorio si siedano a tempo debito attorno a un tavolo e studino una visione comune di quello che vogliamo essere nei prossimi vent’anni. E pazienza se alcune scelte dovessero essere dolorose, se servissero a garantire un futuro migliore allora ben vengano.

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* SINDACO DI LACCO AMENO

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