LE OPINIONI

IL COMMENTO Bradisisma, sollevamento e sismicità

DI GIUSEPPE DE NATALE

Il bradisisma flegreo, dopo gli episodi di sollevamento più importanti degli anni ’70 ed ’80, dalla fine del 1984 ai primi anni 2000 ha evidenziato una subsidenza che ha permesso di recuperare circa 0.8 metri rispetto ai circa 1.80 metri di sollevamento avvenuti dal 1982 al 1984. In totale, dal 1969 al 1984, il porto di Pozzuoli, punto di massimo sollevamento del suolo, si era sollevato di circa 3.5 metri. Come è stato descritto in un nostro precedente lavoro scientifico pubblicato dalla rivista Nature Communications nel 2017, la sismicità ai Campi Flegrei, che avviene solo in periodi di sollevamento del suolo, è destinata ad aumentare, sia in numero che in energia (e quindi anche nella massima magnitudo) man mano che il sollevamento aumenta. Infatti, negli anni dal 2000 al 2009 il numero di terremoti/anno variava da 0 a 15; nel 2016 ce ne sono stati circa 130, nel 2017 150; nel 2018 ce ne sono stati circa 270, e nell’ultimo anno ben 509. Nel contempo, è man mano aumentata la magnitudo massima dei terremoti: a fronte del massimo evento in assoluto, avvenuto nell’Ottobre 1983, di magnitudo 4.0, dopo il 1984 gli eventi più forti erano stati di magnitudo 2.5 (il primo dei quali, dopo il 1984, avvenuto il 7/10/2015); ieri notte, la magnitudo massima è stata di 2.8 (ma probabilmente, pur nei limiti intrinseci della stima di magnitudo dalla durata, un po’ maggiore di 3). Quindi, quello di ieri notte è stato il terremoto più forte dalla fine del 1984, registrato infatti da tutte le nostre reti: Vesuvio, Appennino; perfino Casamicciola (IOCA) che in genere, per motivi di attenuazione delle onde nel sottosuolo, non registra la sismicità flegrea.

Nella figura si nota come l’attuale fase di sollevamento del suolo, iniziata intorno al 2003-2005, sia quasi perfettamente speculare rispetto alla fase di abbassamento avvenuta dal 1985 al 2003. Questa evidenza, nel nostro ultimo lavoro scientifico in cui rivisitiamo tutti i dati di bradisisma degli ultimi 40 anni, pubblicato dalla rivista Earth Science Review nel 2018, viene spiegata come un effetto di ripristino della pressione dei fluidi di falda, che erano usciti progressivamente dal sistema producendo lo ‘sgonfiamento’ (abbassamento del suolo) durato dal 1985 al 2003-2005, e, dal 2003-2005 ad oggi sta invece di nuovo entrando nel sistema, provocando il ‘rigonfiamento’ praticamente speculare che osserviamo negli ultimi 15 anni.

Grafico dell’andamento del livello del suolo nel porto di Pozzuoli (bradisisma) dal 1982 al 2017 (linea nera). Come si vede, l’andamento dell’abbassamento dal 1985 al 2003 è esattamente speculare al sollevamento 2003-2017. La linea rossa rappresenta la funzione matematica che meglio interpola i dati; la funzione è la stessa, variando soltanto il trend (abbassamento o sollevamento) per entrambi i periodi.

In termini di ipotesi per il futuro (che, attenzione, sono semplicemente interpretazioni scientifiche basate sulle osservazioni che abbiamo a disposizione oggi, quindi possono essere smentite in parte o in toto da evidenze future), le nostre interpretazioni, riportate nel lavoro di Earth Science Review, implicano che, verosimilmente, finchè non termina la fase di sollevamento la sismicità è destinata ad aumentare in numero ed in magnitudo. Nel contempo, però, non riteniamo che l’attuale sollevamento sia alimentato da una spinta magmatica, quindi per ora non crediamo che questi episodi possano preludere ad un’eruzione (a meno che non si verifichino significative variazioni, ad esempio forte aumento del tasso di sollevamento). Secondo la nostra ipotesi, il sollevamento dovrebbe fermarsi prima di raggiungere il livello di fine 1984, quindi prima del 2022. Ribadisco in ogni caso che queste sono puramente ipotesi scientifiche, la cui reale rispondenza con il fenomeno in atto non è certa.

* Dirigente di Ricerca

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

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Un commento

  1. Se si tratta di ipotesi, un ipotesi vale l’ altra, invece in nero su bianco la scienza, interpellata dalla Protezione Civile nel 2012 ha prodotto un “Rapporto Definitivo” sulla situazione flegrea.
    In questo rapporto c’è tutto, tranne il numero esatto di morti attese, però nomina il lavoro che contiene tale cifra (il numero di morti attese) cioè il progetto SPEED.
    IL Rapporto Definitivo è stato scritto in modo da essere comprensibile a chiunque, senza bisogno di essere vulcanologi o geologi, però pare che nessuno fra gli interessati lo abbia capito o almeno letto, infatti viene spiegato molto chiaramente che le caldere si possono comportare in maniera assai strana, cioè fare un sacco di casino senza però eruttare, per poi eruttare improvvisamente durante una fase di minor agitazione.
    È fondamentale capire questo: semplicemente non è detto che debba esserci un crescendo, mentre è detto che vi sono sia testimonianze recenti in situazioni simili, sia evidenze scientifiche che proprio Campi Flegrei si sia comportato così: eruzione nel giro di poche ore dall’inizio di segnali evidenti.
    Cioè, è successo che mentre andava tutto bene, come ora, si siano aperti due crateri a km di distanza dando poche ore di segnali forti.
    Ma Campi Flegrei non minaccia solo di eruttare, infatti è possibile prima vi siano delle “esplosioni freatiche”.
    Vi lascio il link al Rapporto Definitivo, vedrete così esattamente cosa stanno aspettando, invece di tante chiacchiere.
    Fin ora non ho sentito uno che sia uno che da come parla sembra che almeno abbia letto questo lavoro fondamentale, che è quello sul quale, a chiacchiere, si basa la Protezione Civile…ma andare a vedere voi stessi fino a dove si aspettano 200 kg di cenere per metro quadrato, così capite al volo se quelli che vi parlano di evacuazione lo hanno letto o vi prendono in giro (non lo hanno letto).
    https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/rapporto_GdL_CampiFlegrei_art_70_def.pdf&ved=2ahUKEwjPxvXisaHmAhUYTxUIHVPVArsQFjAAegQIAhAB&usg=AOvVaw2jUlaHB8Ipq2dxWbtFBF7b

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