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LE OPINIONI

IL COMMENTO Brand del mito o mito del brand?

Dite la verità, da quanto tempo sentite parlare, soprattutto dalla voce di Federalberghi isolana, della necessità di “brandizzare” l’isola d’Ischia? Come se Ischia, col suo patrimonio naturale, archeologico, storico, avesse bisogno chissà di quale volo pindarico nella fantasia pubblicitaria, per affermarsi nell’agone turistico. E’ davvero sorprendente l’incapacità di mettere insieme la volontà di amministratori pubblici e imprenditori privati di valorizzare al meglio l’immagine della nostra isola. E mentre noi ci perdiamo in chiacchiere, ancora una volta, nello stesso golfo e nello stesso arcipelago insulare, Capri ed Anacapri ci battono sul tempo. E’ notizia di questi giorni che i due Comuni capresi hanno raggiunto un accordo, affidando una nuova campagna pubblicitaria a GGStudio 8 e Purple Neon Lights, fondata su un mito semplice ed efficace: l’immagine dei “ due amanti” ovvero Capri e il Vesuvio.(in barba a quanto risultava al prefetto Valentini che, in visita ad Ischia, aveva affermato che i due Comuni sono perennemente in disaccordo mentre ha creduto alla favola dei 6 Sindaci ischitani che loro viaggiano in perfetta simbiosi). Nell’immaginario collettivo viene impressa, con immediatezza, l’idea della “bellezza”, della “vitalità” di Capri contrapposta al “pericolo”, all’insidia incombente rappresentata dal leopardiano “Vesevo” (ricordate La Ginestra: “sterminator Vesevo”?).

Viene immediatamente evocata la storia romana a Capri e la distruzione di Pompei ed Ercolano. In una sola immagine: I due amanti, viene raffigurato un feeling, un amore ma, nello stesso tempo, un “ tradimento” (l’esplosione del Vesuvio e la pioggia di cenere) capace di fermare e invertire il corso della storia. Già la scrittrice e giornalista napoletana Matilde Serao, direttrice di quotidiani e candidata ( non premiata) del Nobel per la letteratura, aveva decantato il mito dei “due amanti”. L’isola di Capri affiderà a due testimonial d’eccezione (già artefici di brand prestigiosi come Versace, Cavalli, Guess, Tezenis, Dolce e Gabbana) il lancio del nuovo brand. E tutto il comparto commerciale e turistico caprese supporterà l’iniziativa delle due amministrazioni comunali capresi. Cosa che Ischia non è capace di fare, per meschine rivalità, individualismi, municipalismi, checché raccontino i Sindaci al Prefetto. Ma l’iniziativa di Capri non ci disvela soltanto una “ capacità” a fronte della nostra “incapacità”. Ci conferma (uso il plurale impropriamente, in quanto le mie convinzioni non sembrano le stesse di amministratori e imprenditori locali) dunque dovrei dire “mi conferma” che non ha alcun senso ipotizzare una comune politica comunicativa delle tre isole del Golfo. Capri ha un’altra storia, un’altra mentalità. E’ legata al versante vesuviano e sorrentino, mentre noi abbiamo una storia, un’archeologia, una geologia del tutto affine con Procida e con i Comuni flegrei. E’ lì che bisogna agganciare il nostro brand. Non è un caso che la Regione Campania, nel rispolverare le “vie del mare”, con relativi finanziamenti al fine di agevolare collegamenti marittimi tra i vari porti e porticcioli della costa campana, abbia individuato diverse direttrici: Ischia è con l’area flegrea, Capri con la penisola sorrentina.

E mi sia consentito citare (cosa che faccio spesso) due iniziative di Comuni dell’area flegrea che potrebbero suggerire iniziative analoghe ad Ischia. Ecco di che cosa si tratta: è iniziata mercoledì 19 e si conclude oggi l’Operazione Avernum, col patrocinio dei Comuni di Pozzuoli e Monte di Procida e la partnership di Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, Associazione Vela latina di Monte di Procida e Idrosfera Snc. Questa operazione consiste nella scansione dei fondali del lago d’Averno che produrrà un modello morfo-batimetrico dello specchio lacustre che ispirò grandi poeti come Virgilio e Dante. Il Porto d’Ischia, oggetto, in questi giorni, di fantastiche ricostruzioni in 3D della Villa Marittima che sorgeva probabilmente nella zona del Tondo di Marco Aurelio, meriterebbe un’indagine del genere, basata sull’utilizzo di strumentazione avanzata non invasiva ( per esempio “sonar”) e identico intervento risulterebbe utile anche nel Parco Archeologico Sommerso di Aenaria, al fine di identificare eventuali nuovi indizi scientifici negli strati fangosi del fondo.

Altra iniziativa lodevole presa dal Comune di Bacoli, e che potremmo adottare anche ad Ischia, è quella che è stata fatta in accordo con l’EAV: nella stazione Cumana di Fusaro, a completamento di un complessivo restyling, sono stati incaricati artisti della Steet Art a dipingere le pareti con immagini evocanti Baia sommersa, anfore greco-romane, la Casina vanvitelliana, la Piscina Mirabilis, il Castello di Baia. Di modo che i turisti, che arrivano con il treno della Cumana, iniziano a “ vedere” le bellezze storico-archeologiche ancor prima di visitarle individualmente e da vicino. Provate ad immaginare che l’Amministrazione comunale d’Ischia decida di far affrescare, da artisti della Street Art, tutta la facciata esterna del cantiere navale, lato esterno al Porto o anche la parete del braccio sinistro dell’avamporto, fino al faro. Immagini che darebbero il benvenuto a tutti i turisti (in nave o aliscafo) con la raffigurazione dei beni più significativi dell’isola e con la riproduzione di importanti reperti archeologici come la Coppa di Nestore o il Cratere del Naufragio. O provate ad immaginare la raffigurazione del dio Nettuno col tridente in mano (a richiamo dell’Area Marina Protetta) o, ancora, l’immagine del gigante Tifeo che sorregge l’isola sulle spalle (a richiamo del noto mito). Insomma, un’esaltazione del mito, strettamente intrecciato alla storia dell’area Flegrea e dell’isola.

Solo in tal modo potremmo costruire un “ brand” del mito, ponendo fine all’assurdo traccheggiare di quanti parlano di brand da anni senza arrivare ad una conclusione, dando così l’impressione di essersi adagiati piuttosto ad un retorico “ mito del brand”. Segnalo, infine, un’iniziativa del Comune di Torre Annunziata che ha dato incarico, al delegato tecnico Carlo Riccio, di creare una sinergia tra le principali attività economiche e commerciali e un conseguente brand, per una loro internazionalizzazione. Si parte da un censimento di dette attività, le si compatta per estrapolarne un messaggio unico da diffondere all’estero, individuando i punti di forza comuni. Siamo capaci di farlo anche noi, superando le sterili divisioni tra Associazioni di categoria e spinte centrifughe di ciascuna individuale attività? I consiglieri comunali sparsi nell’isola vorranno porre attenzione a queste “ case history e trarne utili spunti?

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Leonardo Sasso

Sono d’accordo anche cone le virgole dello stupendo pezzo di Franco Borgogna. Sono almeno 15 anni che provo a dire con forza e con numeri alla mano pubblicati per diletto sul mio piccolo blog sulla necessità di rilanciare e promuovere seriamente la nostra isola attraverso le campagne che vediamo fare così bene a Capri. Purtroppo vengo etichettato come filosofo vanesio da chi dovrebbe trainare queste iniziative. Grazie Franco per il tuo solito splendido articolo.

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