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LE OPINIONI

IL COMMENTO Capitale della cultura, perchè Procida può farcela

DI GIOVANNI MENSORIO

Se è vero che il significato del termine cultura non si limita ad esprimere un bagaglio di conoscenze acquisite e di competenze maturate, ma va esteso all’ampliamento e all’approfondimento delle stesse, alla ricerca e alla curiosità scientifica di esplorare nuovi campi del sapere, al confrontarsi con differenti modelli etnoantropologici, proiettando il concetto in una dimensione dinamica ed evolutiva, a maggior ragione va tenuta in conto la scelta di Procida quale capitale italiana della cultura 2022.

Più o meno vocata all’isolamento, come ogni realtà geografica che con essa condivide la medesima condizione diterra circondata interamente dalle acque, a tutt’oggi, Procida, pur nota come meta turistica internazionale, ha mantenuto, quasi con compiacimento e con una certa fierezza, la propria connotazione fisica essenzialmente naturalistica e a tratti incontaminata, esaltata da una morfologia vulcanica all’interno della quale spiccano le architetture religiose e civili del passato a raccontare parte della sua storia. Gli scenari incorrotti del territorio dell’isola appaiono inoltre, tutt’altro che alterati, anzi, piuttosto impreziositi, dall’originalità delle strutture delle abitazioni popolari locali e dai tipici colori pastello che le contraddistinguono.

Le tradizioni religiose e di cultura materiale perpetuatesi e radicatesi nel tempo, rappresentano oggi, nel ventunesimo secolo, un milieu locale da valorizzare come patrimonio unico e irripetibile sotto il profilo storico-culturale ed economico, tale da condurre la più schiva isola del golfo partenopeo ad occupare un ruolo di rispetto all’interno del villaggio globale. L’affermazione sempre più dilagante del fenomeno della globalizzazione su scala mondiale, non si pone infatti in contrasto con la valorizzazione di usi e costumi caratteristici, di produzioni di artigianato e di industria territoriali, che ne costituiscono addirittura un complemento tale da rappresentare all’interno della sua orbita e del suo sofisticato sistema economico internazionale un fulcro di attrazione e un contributo fondamentale.

Il ritrovamento sul vicino isolotto di Vivara, di resti databili al XV secolo a.C., attestanti frequentazioni micenee, e dunque primitive tracce di presenza greca in Magna Grecia, prima di ogni altra motivazione, caldeggia l’elezione di Procida al ruolo di capitale culturale 2022. La cultura greca antica che ha informato la civiltà occidentale, e che si è resa protagonista nell’Italia meridionale dello sviluppo intellettuale, filosofico, artistico di questa regione geografica, rivive ancora oggi, nel Sud Italia, come modello a cui ispirarsi in direzione di un’attuale fioritura territoriale, che riconosce in Procida e Vivara l’inizio quasi mitico di un processo di crescita che investe i più svariati settori della conoscenza, un processo destinato a diventare antico e nuovo, capace di trasformare e di accreditare l’eccellenza del territorio campano come punto di riferimento sul piano europeo e mondiale.

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* PRESIDENTE COMM. ATTIVITA’ PRODUTTIVE REGIONE CAMPANIA

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