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LE OPINIONI

IL COMMENTO Catarsi della riconciliazione

L’essenza pedagogica del Corona Virus che ci sta sfibrando in modo tragico e doloroso, si inizia ad intravedere nelle umane vicende, in primis, si presenta con gli strumenti della Livella dell’inimitabile Principe de Curtis, senza alcuna discriminazione. Poi, rintanati nel rifugio bellico dell’IO RESTO A CASA, si percepisce che la cronologia del tempo si è azzerata, anche il Settimo Giorno della Creazione, la domenica, momento, per eccellenza, dell’incontro comunitario, si disperde nei rivoli della solitudine forzata. E qui, prendiamo spunto dall’ invito di una Carissima AMICA, per trasformarla in un dono prezioso, pari a quello degli antichi monaci che chiusi nei recinti dei loro monasteri acquisirono la grazia della meditazione, della riflessione, della pazienza, della sobrietà, della tenacia, della gioia di scoprire la bellezza di potersi riconciliare con se stesso, pronto a trasmettere agli altri lo slancio vitale, per preparare una immensa Catarsi purificatrice, redentrice di Riconciliazione Cosmica.

D’altra, Noi figli della POLIS MICAELICA’ abbiamo il privilegio, dalle nostre abitazioni, di volgere lo sguardo oltre la linea misteriosa che demarca il profilo dell’orizzonte. Andrea Camilleri, nella sua ultima intervista, ha detto: È tempo di filosofia per salvare il Mondo. Il perché di tale appello sta nella urgente necessità dell’uomo di non poter fare a meno della saggezza e delle illusioni della Filosofia, la quale ci accompagna a non cadere in atti sia maniaco-depressivi che schizofrenici, nella paura paralizzante. Allo stesso tempo, con il suo so di non sapere, collabora a ricomporre un pensare, un agire misericordioso che riprenda a guidare il cammino delle persone verso un rapporto armonici tra memoria, attenzione, attesa. Ecco la figura del filosofo simile al Vigile che tende a diluire il caos del viaggio. Metafora per rammentare ciò che Platone ha messo all’ordine del giorno oltre 2500 anni avanti Cristo. Chiudiamo con il monito, da mettere nelle bacheche di tutti i luoghi, tratto dal suo capolavoro La peste 1947, di Albert Camus: Come se ancora una volta l’uomo si fosse mostrato poco umile, convinto che le cose devono essere a misura d’uomo e che, invece i flagelli non sono a misura d’uomo. Al contrario esistono, durano, imperversano, e tanto più che gli uomini non hanno presi precauzione, dimenticando quanto sono fragili e quanto ci voglia poco a sopprimere il proprio avvenire, i propri spostamenti, le proprie conversazioni a distanza ravvicinata, la propria tranquillità quotidiana, il proprio dare merci e denari. Nella storia i casi di peste e di guerra sono stati tanti. Eppure ogni volta, l’umanità si fa trovare impreparata alla guerra e alla peste. Parole da conservare insieme alla propria carta di identità.

Postilla finale

Per offrire sostanza allo slogan; Mai più come prima, bisogna comprendere di essere in un “Vulnus Bellico”, al termine del quale si spera di ricostruire modalità politiche, sociali, economiche, culturali, informative, comunicative, portatrici di etica della responsabilità, di sani valoriali e competenze, imperniate su una visione del mondo, pregnante di pietas, tenerezza. In attesa della buona novella invochiamo la diseducativa informazione con i suoi a volte nauseanti comunicatori che scorrazzano in ogni angolo dei canali televisivi, di attuare, per il bene della collettività in lagrime un religioso silenzio.

* FILOSOFO

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