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LE OPINIONI

IL COMMENTO Che sia festa non solo l’8 marzo

Nel giorno della festa della donna, mentre il dibattito sulla leadership femminile resta assolutamente attuale e investe in particolare il mondo della politica, la nostra isola non può non riflettere sulla parità di genere, sulle differenti opportunità di carriera che ancora insistono tra i due mondi, sul cosiddetto “salary gap” (la differenza di compenso tra uomini e donne a parità di mansioni). Non sarà e non può essere, quella dell’8 marzo, una celebrazione da festeggiare (men che meno in tempi di pandemia, ci mancherebbe) ma piuttosto un momento per prendere coscienza dei passi in avanti degli ultimi decenni e di ciò che ancora manca per raggiungere l’auspicata parità tra i due sessi. La stretta attualità continua per esempio a consegnarci episodi agghiaccianti di femminicidio, dai quali la nostra isola può dirsi lontana ma non del tutto immune, come abbiamo scoperto attraverso l’attività del centro antiviolenza “Non da sola”, che ha dato ascolto a molte, troppe donne ischitane maltrattate.

8 Marzo Festa della Donna

Come Comune di Ischia abbiamo deciso di inaugurare una mostra, “Donne sotto scatto”, insieme alla fotografa Olga Strashna, che da oggi espone alla Biblioteca Antoniana una serie di bellissimi scatti alle donne dell’isola, espressione orgogliosa di talento, tenacia, bellezza. Siamo noi, sono Lucia e Arnalda, Alessandra e Angela, Francesca e Maria. Donne che si impegnano nel portare avanti il loro lavoro, spesso conciliandolo con il loro essere madri e mogli. Perché ancora resistono, talvolta, violenze silenziose che si annidano ancora nella nostra quotidianità: se diventi mamma, non puoi lavorare. Se tuo marito lavora, devi badare tu alla casa. Visioni patriarcali e anacronistiche che ci siamo lasciati alle spalle, ma a cui ancora capita di assistere, anche a Ischia. Ecco perché ha ancora senso, oggi, la Festa della Donna, soprattutto se suggerisce l’occasione per riflettere, con o senza mimose, su quanto le due metà del cielo si completino e quanto le differenze di genere – che esistono, vivaddio! – siano una risorsa per la crescita di noi tutti. Ed è questo l’invito che rivolgo, nel mio piccolo, all’isola: saper valorizzare i talenti, a prescindere dal genere, è ciò che rende efficiente ed efficace una democrazia. Non fingere che non sia successo nulla, quando un uomo esercita violenza fisica o psicologica, un nostro preciso dovere morale. Coltivare i nostri sogni professionali, senza mai considerarli alternativi al fisiologico desidero di diventare madri, è un diritto inalienabile. Ciò che ci rende donne. Non dimentichiamocene, non solo l’8 marzo.

* CONSIGLIERE COMUNALE DI ISCHIA

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