LE OPINIONI

IL COMMENTO Che sia un tempo di riflessione, pazienza e amore

Una situazione, che mai avremmo pensato di dover vivere, mette a dura prova il nostro stile ed i nostri modelli di vita, ma soprattutto i valori ai quali riferiamo la nostra quotidianità. Non avevo e non ho molta voglia di scrivere, non c’è molto da scrivere o da dire, lo fanno già in tanti, forse, decisamente, in troppi. Diciamo la verità il fatto che fossimo impreparati ha lasciato emergere i nostri istinti peggiori e, nascondendoci dietro la paura, abbiamo dato sfogo ai nostri egoismi, ad un linguaggio volgare e violento, ad eccessi di ogni tipo senza però fare o pensare a nulla di utile e di razionale. Un esempio per tutti: le amministrazioni locali hanno sottoscritto la famosa ordinanza poi stracciata, i cittadini hanno inveito, gridato, ma nessuno che si sia preoccupato, nella sostanza, a porre in essere buone pratiche di prevenzione, a maggior ragione se il pericolo derivava dallo scambio continuo di donne e uomini, anche e soprattutto residenti, provenienti dalle zone nelle quali già era diffuso il contagio. La solita esibizione del nulla!

Ora che siamo costretti dalla legge, e non dal buon senso, a stare a casa abbiamo tempo per riflettere, non per parlare o per sparlare, per riflettere, recuperando anche il valore del confronto e dell’ascolto nell’ambito del nucleo familiare. Non servirà ad esorcizzare la paura, a quello magari già ci pensano i tanti audio, video e messaggi, a tratti anche volgari che intasano le nostre chat ed i social, ma sicuramente ad elaborare e prendere coscienza di quanto sta accadendo. Si è vero non eravamo pronti, perché mai pensavamo potesse accadere, ma non può e non deve rappresentare un alibi. Certo non è il tempo delle analisi o delle critiche, ma sia almeno il tempo della riflessione per essere pronti alla ripresa. Un evento che ha “scoperchiato” il cosiddetto “vaso di pandora”. Una sanità inadeguata nelle infrastrutture e nella organizzazione, un Paese “scollegato” nel suo insieme, istituzioni e classe dirigente che affannano. La paura e la “stretta” non deriva dalla pericolosità del virus, ma esattamente da tutto questo. La paura e, soprattutto, le grandi e giuste preoccupazioni sono figlie della loro inadeguatezza!

Spero, dopo, ci ricorderemo, che nella quotidianità sono tantissimi, troppi, i cittadini che vivono il disagio di un sistema che non funziona e muoiono anche oltre la stagione della pandemia. A questa inadeguatezza, che definirei endemica e cronica delle Istituzioni e del Paese, risponde quella di tanti di noi che abbiamo, nel tempo, perso il valore del rispetto anche della nostra stessa vita prima ancora che di quella degli altri. E sulla nostra Isola lo viviamo drammaticamente nelle vittime della strada, della droga, del disagio, degli eccessi, vittime della pandemia della indifferenza più assoluta, una indifferenza che uccide. Ci è comodo dimenticare. Ecco che sia il tempo della riflessione, della pazienza, dell’amore, che sia il tempo per recuperare e vivere i valori che hanno fatto superare eventi drammatici alla nostra Isola ed al nostro Paese. Un patrimonio di valori e di esempi che non abbiamo raccolto e dei quali non siamo stati degni eredi, deriva anche da questo la nostra omicida e suicida inadeguatezza. E allora, senza retorica, riscopriamo il significato ed il valore della solidarietà, dello stare insieme, di fare le cose insieme, il cui significato prescinde dalla distanza e vedrete che passerà e passerà più in fretta ed il mondo visto con gli occhi della

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