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LE OPINIONI

IL COMMENTO Cinque motivi che creano il nuovo impulso al turismo isolano

Sono anni che vado a fiere turistiche in Germania ed in Austria. Mi accorgo, parlando con interlocutori di agenzie turistiche tedesche, svizzere ed austriache, che gli ischitani sono degli ottimi commercianti, essi riuscirebbero a vendere frigoriferi al Polo Nord e sabbia alle popolazioni del Sahara! Gli ischitani sono talmente bravi che riescono a vendere addirittura acque a cure termali nei mesi più caldi dell’anno (luglio ed agosto!). Quando racconto questo a miei interlocutori stranieri, essi sono del tutto stupiti. Come fanno a vendere “Le Terme” (= acqua ad alta temperatura) in estate, essa serve d’inverno quando le temperature ambientali sono basse? Beh, questo è un mistero.

  1. Turismo oggi ad Ischia

In fin dei conti “commerciando l’acqua termale” in inverno si potrebbe avere un turismo annuale. Infatti, d’inverno si potrebbe dare risalto alle terme, al wellness ed alle montagne e d’estate al mare, le montagne ed il wellness. Un turismo strutturato in questo modo potrebbe far sì che gli isolani non devono lavorare (e divertissi!) solo nell’arco di 6 mesi, essi potrebbero vivere come tutti gli altri italiani. Una parte di essi farà le vacanze d’estate, l’altra parte invece d’inverno. Con un turismo annuale anche gli alberghi potrebbero godersi un periodo di chiusura di qualche mese scaglionato su tutto l’anno (non tutti chiusi in inverno). Non bisogna più pensare al mese di luglio ed agosto come alta stagione in cui tutti devono lavorare per spennare i turisti e guadagnare per tutto l’anno. Anzi al contrario questi due mesi devono essere uguali a qualsiasi altri mesi dell’anno. E non mi si venga a dire che l’alta stagione è solo luglio ed agosto. Nel turismo di trekking luglio ed agosto devono essere considerati come bassa stagione infatti i periodi più importanti sono marzo, aprile, maggio, settembre ed ottobre.

Ad Ischia si svegliano tutti (politici e non) a maggio-giugno e vogliono mettere a posto l’arredo urbano per l’alta stagione luglio ed agosto. Anche novembre, dicembre gennaio e febbraio sono adatti al turismo trekking, i turisti che vengono in questi mesi potranno apprezzare oltre alla natura, le acque termali. Infatti nei pochi giorni in cui, per la pioggia intensiva, non si riesce a fare trekking si può benissimo passare il giorno in albergo apprezzando la sauna e l’acqua termale. Neanche questi mesi possono quindi essere considerati dei periodi morti. Certo il turismo di terza età che veniva nei mesi invernali è sicuramente un turismo da non trascurare, non si può pero attualmente pensare di proporre Ischia questa fascia di clienti. Il turismo di terza età ha bisogno di marciapiedi ove poter fare la passeggiata, ha bisogno di serenità, ha bisogno di potersi spostare con comodità. Tutto questo attualmente non vi è ad Ischia. Traffico caotico, marciapiedi che non ci sono e, se ci sono, sono occupati dalle auto, sono sporchi, vi sono le piante i bidoni delle immondizie, son troppo stretti, spesso sono scassati, ecc. Inoltre con il traffico infernale, gli anziani, rischiano la vita ogni volta che vogliono attraversare la carreggiata. I trasporti pubblici che sono una catastrofe assoluta, non puntuali, cambiano continuante rotta senza avvisare con largo anticipo la clientela, saltano le corse, arrivano quando vogliono, ecc. Certo tutto ciò non è adatto ad un pubblico di terza età.

  1. La promozione dell’Isola

Sono gli ischitani che conoscendo al meglio il territorio che devono vendere le bellezze dell’Isola, non possono essere le agenzie turistiche, come sento spesso argomentare, in quando esse specialmente quelle internazionali, vendono il mondo e non la località. Se un cliente chiede al Tour Operator TUI, o a qualsiasi altra agenzia turistica di voler andare in vacanza ad Ischia, esse daranno la possibilità al cliente di soddisfare il suo desiderio. Se invece vuole andare a Maiorca, per le agenzie turistiche ed i Tour Operator non fa alcuna differenza, esse troveranno il modo di farlo andare a Maiorca. Per loro è il cliente che decide dove vuole andare. Se il cliente viene bombardato di pubblicità per locazioni come Maiorca, Ibiza, Grecia, Turchia, esso andrà più facilmente in queste località. Bisogna abbandonare la credenza che Ischia è una meta conosciuta dappertutto, forse era così 50 anni fa, oggi specialmente nei paesi di lingua tedesca, è forse conosciuta dalla generazione 70+ le nuove generazioni non conoscono Ischia.

Sono gli isolani che devono prendere in mano il loro destino e darsi da fare per cambiare tendenza. Non ci si può aspettare che sia lo stato,la regione e la provincia. Queste istituzioni devono fare gli interessi di tutti e, come un buon padre di famiglia, togliere a figli più benestanti e dare a quelli più bisognosi. Lo stato, la regione, la provincia devono dare di più alle popolazioni italiane più bisognose e di meno a quelle più ricche. Certamente Ischia, con il suo benessere, non può rientrare nella fascia delle popolazioni bisognose. Anche perché persone altolocate vedono Ischia come una potenza economica nell’ambito della Campania e voglio essere considerati per questo. Si sente spesso gridare, noi con il nostro turismo, portiamo benessere e guadagno alla Regione Campania. Ischia, quindi non rientrando nella fascia di povertà come i retroterra di Napoli, dovrà risollevarsi con le proprie forze e non aspettare aiuto dalle istituzioni.

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  1. Gli albergatori

Si pretende dagli albergatori la risoluzione del problema, essi però non hanno nessuna competenza in questo settore, non sono essi che devono creare l’interesse per la località. L’interesse per la località è nocciolo del problema. Una volta creata l’interesse per la località il cliente avrà bisogno dell’albergo, del ristorante, del parco termale, delle terme, delle escursioni, ecc. Le istituzioni isolane e gli uffici turistici sono coloro che devono dare l’input per far conoscere le località “Isola d’Ischia”, sono loro che devo fare in modo che Ischia venga nominata e lodata in tutto il mondo. Puerile è il tentativo di un solo comune sull’isola che va ad una sola fiera in tutto l’arco dell’anno portando ai clienti tedeschi opuscoli in lingua italiana ed inglese. È come se commercianti tedeschi vengono in Italia per fare pubblicità per le loro aziende portando solo prospetti in lingua tedesca ed inglese. Questo è assurdo, se si vuol vendere su un mercato straniero bisogna portare i prospetti ed opuscoli nella lingua del paese in cui si vuole agire. Assurdo inoltre è portare prospetti di alberghi o di agenzie di viaggi. L’interesse per “la località Isola d’Ischia” deve essere al primo posto! Una volta convito il turista a venire ad Ischia, egli ha poi bisogno dell’agenzia di viaggio, dell’albergo ecc.

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Mi stupisco che, ancora oggi, si va a qualche fiera in Germania (Stoccarda e Berlino) portando con sé prodotti come la mozzarella, il pomodoro, ecc. Questi prodotti vi sono anche in Germania e sono anche più freschi di quelli portati con sé! In ogni caso il cliente tedesco che va alla fiera non va per mangiare, ma per potere avere informazioni sulla località ove trascorre la prossima vacanza. Il mangiare può essere anche una piccola pedina per avvicinare il cliente, ma solo una piccola pedina, se essa non viene affiancata con informazioni dettagliate e precise sulla destinazione, si è solo sprecato il cibo! Per non parlare del politico di turno che arriva allo stand senza avere chiare idee di ciò che deve fare o rappresentare, senza avere appuntamenti di rappresentanza con autorità o testimonial locali per parlare dell’Isola d’Ischia, senza conoscere il tedesco o avere con sé un interprete che traduce eventuali domande che potrebbero essere formulate da potenziali clienti. Portare alla fiera una banda musicale di 30-40 persone che si esibiscono per poche ore è uno spreco di denaro pubblico. Infatti è dimostrato che eventi che sono permanenti e per tutto l’arco della fiera possono attivare il potenziale cliente che ha interesse per una certa località. Gli stand che restarono per ore senza personale che accudiscono l’eventuale cliente, servono a poco!Il contatto personale e diretto è quello che conta e quello che instaura simpatia e fiducia. Il materiale illustrativo(se vi fosse!) deve essere un aiuto e non lo strumento per far risaltare la località, Ischia. Il potenziale cliente, una volta lasciata la fiera, si ricorderà della piacevole ed interessante conversazione avuta con la persona allo stand e certamente meno del prospetto preso a caso qua e là.

A cosa serve allestire fiere con stand in Belgio, Olanda, Inghilterra, Russia, ecc. quando non è ancora stato consolidato il mercato tedesco (Germania, Austria e Svizzera) che è un mercato ricco. I tedeschi sono propensi a venire in Italia basta solo un piccolo sforzo per farli venire. Gli altri mercati (Belgio, Olanda, Inghilterra, Russia, ecc.) devono essere conquistati ed hanno bisogno di più sforzi ed energia. Non è meglio consolidare quel poco che già si ha e poi (in un secondo momento) diversificare il mercato allargandolo alla Francia, Belgio, … in modo di non dipendere da una sola etnia?

  1. Internet

Il calo del turismo ad Ischia deve inoltre essere messo in relazione con l’ascesa di Internet! Tutti gli isolani si credono dei webmaster di prima categoria che possono aumentare la richiesta del turismo seduti dietro alla scrivania e sbirciando sul monitor! Purtroppo non è così. I webmaster isolani sono piuttosto mediocri e la richiesta per l’Isola a partire dall’inizio 2000 fino ad oggi è sempre stata in discesa, mentre invece il medium internet sempre più in salita! Io che sono un mediocre webmaster so ciò che affermo. Internet è un’arma a doppio taglio. Sono stati i nostri nonni a rendere l’Isola d’Ischia famosa all’estero. Essi andavano con damigiane di vino, qualche volta anche con il mulo a fare pubblicità per l’Isola. Il contatto umano ed il sacrificio dei nostri nonni hanno reso l’isola Ischia famosa nell’allora mondo. Oggi non andando a suon di tamburo sui mercati nazionali ed internazionali a vendere il prodotto Ischia non facciamo che rendere futile il sacrificio dei nostri predecessori. Internet è importante solo se il prodotto Ischia è conosciuto! Attualmente solo coloro che conosco l’isola e sanno come si scrive (pronunciando “Ischia”, il tedesco digiterebbe “iskia”) non fanno niente altro che cercare l’offerta più vantaggiosa, costringendo così gli albergatori ad abbassare i prezzi e farsi concorrenza fra di loro! E questo non è valido solo per i tedeschi ma anche per gli italiani. Coloro i quali riescono a trovare la “località Isola d’Ischia” tramite internet giocano solo sul prezzo. Coloro invece che conoscono gli albergatori, il ristorante, ecc. pagano anche qualche cosa in più perché sanno che si possono fidare del prodotto, della qualità, e specialmente della persona. Internet è certamente utile, ma solo se accompagnato con azioni mirate e di presenza fisica sul luogo in cui si vuole attirare il turista a venire ad Ischia.Bisogna rendersi conto che internet ha fatto emergere altre località la cui attrattività ed organizzazione sono alla pari o migliori di Ischia. Se prima di internet la possibilità di scelta del turista (grazie ai nostri predecessori) era limitata, e quindi veniva ad Ischia in quando essa ben conosciuta, oggi le possibilità di scelta sono a portata di click.

  1. Agire subito sul territorio

Un problema impellente è anche l’agire subito sul territorio, una buona parte dei turisti affezionati ci ha voltato le spalle, in quando ogni anno che passava si accorgevano che il traffico diventava sempre più intenso ed i trasporti pubblici sempre più pessimi. Generalmente coloro che si possono permettere le vacanze sono coloro i quali vivono in città, non di certo i contadini, essi vogliono sfuggire al caos quotidiano e risposarsi in un luogo tranquillo. Ischia diventando sempre più una città,senza le necessarie infrastrutture,fa in modo che i turisti lasciano una città per recarsi in un’isola caotica ancora più stressante della città che hanno lasciato per potersi riposare!Inoltre bisogna tener conto che la maggior parte dei turisti (specialmente quelli esteri) non è automunito, arriva ad Ischia tramite passaggio aereo, bus o treno, ha quindi bisogno di potersi spostare agevolmente sull’isola, ciò non viene garantito dal trasporto pubblico e questo fa inoltre lievitare i costi delle soluzioni alternative (per esempio i taxi).

Altro problema di mentalità distorta sono le feste di paese e le sagre varie (sagra della melanzana, sagra del pesce, ecc.). Le feste e le sagre di paese non servono a niente, non fanno altro che (durante l’evento) impoverire i ristoranti, bar e locali nelle immediate vicinanze dell’evento. Infatti quella giornata per essi è persa e senza guadagni. Se si vuol fare qualche cosa per la popolazione isolana e forse anche per i turisti, allora si cerchino eventi che tengono conto dei danni che possono essere arrecati all’economia locale. Penso che musica, show, ecc. sono più adatte, cosi dopo lo l’evento i turisti possono recarsi perso il ristorante a mangiare qualche cosa o al bar a bere qualche cosa. Qui bisogna tener conto anche al pubblico che si vuol raggiungere, ha poco senso allestire un evento che non viene compreso dal turista presente sull’Isola, per esempio portare ad ottobre persone dello spettacolo note al turista italiano ma non conosciute all’estero, generalmente ad ottobre il turista italiano non è presente sull’isola. Vi sono comunque numerose altre possibilità per intrattenere in ugual modo il turista italiano e straniero, che voglio discutere nel prossimo articolo. Per oggi basta, nei prossimi giorni voglio portare a conoscenza dei lettori alcune soluzioni per poter attivare azioni mirate per intensivare il flusso turistico sull’Isola d’Ischia. Parlo di un turismo annuale e tutto questo con poca spesa! A presto.

* GEOLOGO

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