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CRONACA

IL COMMENTO Croce e delizia di un’isola in overbooking

DI MARCO BOTTIGLIERI

I momenti più terribili del lockdown sembrano essere già alle spalle per Ischia, che ha fatto registrare numeri da record in termini di arrivi per agosto, un po’ meno rassicuranti invece i dati dei nuovi contagi. I vacanzieri sono sbarcati a migliaia da navi aliscafi e barche, liberi finalmente di godersi uno scorcio d’estate, con tutta la voglia di lasciarsi alle spalle questo secondo anno da incubo. Questa marea di vacanzieri, incontrollabili, e qualche volta poco attenti alle raccomandazioni dei virologi, hanno dato una boccata di ossigeno alla nostra economia, in crisi già prima della pandemia. Il Ferragosto è stato, straordinario per presenze e volume d’affari. Forse il mese più caldo dell’anno non sarà sufficiente per salvare un’intera stagione, stravolta dal Covid con tutto quello che ne è conseguito, e condizionata dall’assenza dei viaggiatori di alcune nazionalità, tedeschi, inglesi, francesi e russi in particolare, cioè i cosiddetti big spender, ma pochi avrebbero scommesso in un rimbalzo agostano così forte.

L’occasione, per essere più competitivi rispetto alla concorrenza, è irripetibile. O il salto lo facciamo adesso, superando quella visione fatalista e attendista di chi si definisce (forse anche a giusto titolo) «l’isola più bella del mondo», il ritornello consolatorio del «tanto ci vengono lo stesso», della simpatia che sopperisce alla competenza, o il danno sarà irreversibile. Se ci si limiterà a considerare la crisi passeggera e solo causata dalla pandemia, si commetterà un errore capitale. Secondo alcuni analisti, gli standard di sicurezza sono quelli che orientano al 78 per cento le scelte di destinazioni. Contano più del rapporto qualità/prezzo e persino della bellezza dei posti. Il green pass è stata dunque una scelta opportuna. L’interrogativo di fondo è se questo spirito di adattamento si trasformerà in un profondo cambio di pelle del settore turistico/commerciale, più imprenditorialità meno improvvisazione, ricerca delle economie di scala, maggiore produttività, crescita degli standard qualitativi, oppure se sarà solo una prova eccezionale quanto estemporanea, di volontà e resistenza.

La saturazione di posti letto a Ferragosto non significa automaticamente fatturati in linea con gli anni precedenti alla pandemia. Sono un segnale di vitalità, questo sì. Ma se vogliamo essere competitivi anche dopo la pandemia e intercettare un numero di turisti alto , ma soprattutto di qualità , il nostro modello va ripensato nell’insieme. Va stimolata l’imprenditoria migliore, occorrono investimenti adeguati nella formazione, nella digitalizzazione, insomma bisogna considerare il turismo come un settore d’avanguardia , e non nella convinzione errata che vada per conto proprio e sia forte e immutabile come la bellezza e l’originalità dei nostri luoghi più celebrati». Il segnale del buon Ferragosto è positivo per tutti purché non lo si scambi come la dimostrazione dell’esistenza di una rendita naturale ischitana. Non lo è più da tempo.

* ASSOTURISMO CAMPANIA

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