LE OPINIONI

IL COMMENTO Dalle radici ai fiori, il mercatino di Ischia

DI PAOLO MAY

Su una vecchia struttura abbandonata, ex mercatino rionale, si è molto fantasticato, ipotizzando di tutto, dalla realizzazione di una biblioteca all’auditorium. La mia idea è quella di trasformare il vecchio mercato in …mercato. Niente a che fare con i super mercati, più o meno uguali in tutto il mondo e che da tutto il mondo espongono e vendono cibi e mercanzie tristi ed anonime, che assumono100 persone e fanno chiudere 200 botteghe. Il nostro mercatino avrà (indicativo futuro, forse adatto per inguaribili ottimisti) spazi destinati ad artigiani e artisti per creare/mostrare/insegnare/vendere oggetti in legno, ceramica, vetro, ferro, paglia o altro, in una società dove tutto si trova sui banconi, ma mai si conosce, di che materia, come e da chi l’oggetto è fatto. Non ci saranno bibite e cibi industriali, ma spremute di agrumi, frullati e tisane biologiche con prodotti e ricette locali. Street food, trattorie o pizzerie benvenute se in linea con il progetto. Stesso discorso per gelaterie, pasticcerie, olio, vini e prodotti di bellezza. Tutto pulito, certificato ed ischitano, solo musica buona ed a decibel tali da poter permettere di leggere, pensare, chiacchierare.
I contadini avranno la possibilità di vendere direttamente senza passare per la grande distribuzione che scoraggia, per il poco che paga, gli agricoltori onesti. Si avranno, di conseguenza, prodotti a chilometro zero, quindi “di stagione”, sani ed a prezzi giusti per venditore e acquirente. Ci sarà spazio fisico e culturale per le tante associazioni legate al mare, alla terra, alle piante, ai semi, al baratto ed alla beneficenza che arricchiscono la nostra isola, una per tutte la “catena alimentare”. Un corridoio con due entrate/uscite e, se possibile, un frigorifero, potrebbe permettere di
mettere o prelevare cibo in anonimato. Non dovrà mancare uno spazio per scambio libri e per le conferenze con particolare attenzione
alle scuole. Questo tipo di mercato, insieme antico perché affonda sulle tradizioni le sue radici, ma anche moderno per l’attenzione alla biodiversità, alla salute ed alla autenticità culturale, favorisce la
creazione di lavoro vero, libero e, per quanto possibile, felice.

Paolomay8@gmail.com

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