LE OPINIONI

IL COMMENTO Daspo e dintorni: il solco è tracciato, adesso si continui

DI MARCO BOTTIGLIERI

C’è sempre una prima volta, si dice in gergo. E in alcune circostanze, inutile negarselo, è a dir poco beneaugurante. Per mendicanti e venditori abusivi, ma anche per ubriachi, e disturbatori della quiete pubblica esiste una normativa relativa all decreto Minniti datata 6 settembre 2017 che in qualche modo crea le condizioni affinché le amministrazioni comunali e le forze dell’ordine possano congiuntamente muoversi per arginare una serie di fenomeni sempre più ricorrenti e di rimando sempre più preoccupanti. Lo chiamano Daspo Urbano, giusto per facilitare il lettore, un provvedimento che se applicato in modo costante potrebbe riuscire anche a frenare una serie di episodi di malcostume. Multe da 100 a 99 euro, l’allontanamento da 48 ore a sei mesi sono strumenti che in un certo senso dovrebbero senza dubbio avere un effetto deterrente.

Senza fare troppi giri di parole, appare evidente che l’obiettivo è quello di tutelare le attività commerciali, la libera circolazione e – cosa più importante – il decoro della nostra isola. Va detto che negli ultimi anni, dal momento del suo varo, alcune amministrazioni comunali dell’isola hanno applicato in parte questo decreto, contribuendo in ogni caso ad arginare il fenomeno dell’ambulantato sulle spiagge e nelle aree portuali. Notevole è stato il lavoro delle forze dell’ordine che proprio in questi giorni hanno notevolmente intensificato la propria attività sfruttando a dovere quello che molti ritengono essere uno strumento repressivo decisamente persuasivo. Benché una stima diretta e precisa della dimensione del fenomeno dell’ambulantato abusivo sia estremamente complessa (proprio perché si parla di attività che operano nell’illegalità e dunque non censite), è possibile ipotizzare stime indirette sulla base della percezione che gli operatori del terziario in regola hanno dell’entità del danno patito nei settori di riferimento.

Se l’indotto irregolare fosse definitivamente debelato, è stato calcolato che l’Erario recupererebbe le risorse necessarie – in termini di tasse pagate – da potersi permettere di poter finanziare senza alcuno sforzo il taglio di Inu e Tasi per la prima casa. Non proprio roba da niente, come potete immaginare. Per non parlare di un’altra fonte di guadagno: aumenterebbe infatti l’occupazione con posti di lavoro finalmente alla luce del sole e muniti di tutti i crismi della regolarità. Ecco perché, adesso che il solco è tracciato, bisogna insistere in questa direzione.

DELEGATO AICAST ISOLA D’ISCHIA

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