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LE OPINIONI

IL COMMENTO Divieti pubblici appannati, occupazioni private incontrollate

In molti Comuni d’Italia i provvedimenti sulla circolazione stradale sono controversi e contestati dalla cittadinanza. E’ sempre complicato conciliare le varie esigenze degli automobilisti, dei conduttori di veicoli a due ruote, dei commercianti, dei residenti nelle zone interessate e degli avventizi. Oggi, si ricorre, per la risoluzione di questi problemi, a “mobility manager” per studiare piani traffico che abbiano una logica. E i mobility manager studiano all’Università presso nuovi corsi di laurea, appositamente dedicati alla materia. A Ischia il tutto è affidato al Comando Vigili Urbani. Il Sindaco e la Giunta si limitano a dare indirizzi ed obiettivi generici, che vengono spesso contraddetti da ordinanze improvvisate e rispondenti, per lo più, alla pressione di gruppi o categorie di cittadini più influenti. Non meravigliatevi, pertanto, se vedete dei cartelli di divieto totalmente disattesi, non solo da cittadini indisciplinati ma dalle stesse forze di polizia urbana, perché hanno avuto disposizione dall’alto di “lasciar perdere”. Segnalai su FB, quest’estate, il grande sconcio della sosta libera e selvaggia nel piazzale della Spiaggia dei Pescatori alla Mandra, dal Bagno Maria al Bagno Geggio, nonostante ci fosse tanto di cartello di divieto di sosta h 24. La risposta fu che mandarono un operaio a girare il cartello in modo che non si vedesse più il divieto. Nel Piazzale Aragonese, tra il Bar Monzù, Cocò, il pontile e sotto la ceramica che ricorda l’arrivo di Papa Giovanni Paolo II, un cartello ci avverte che “su tutta la piazza è divieto di sosta”. Avete mai visto che venga fatto rispettare tale divieto? Intendiamoci, non sto dando un giudizio di merito sulla sosta in quella piazza, può anche essere che nel periodo invernale sia più saggio consentire la sosta. Ma, allora, perché non fare le cose per bene ed eliminare il cartello di divieto? Non c’è nulla di più diseducativo e fuorviante del “proibire in teoria” e “consentire nella pratica”. Al Corso Vittoria Colonna, altezza Ottica Pipolo e Bar Dolce Sosta, in questo periodo è stato “appannato” (nel vero senso della parola o, se vogliamo essere ancor più precisi, impacchettato con plastica nera) il divieto di sosta, per cui l’intero corso è caratterizzato da una lunga teoria di auto in sosta.

Il varco aperto alla Pineta Nenzi Bozzi
Il varco aperto alla Pineta Nenzi Bozzi

Per non parlare della Piazzetta dove, davanti ai tavoli del Bar Vittoria e del Gatto Bianco (chiuso in questo periodo) e davanti al Residence di lusso di Lauro, c’è sosta selvaggia non sanzionata da nessuno. E continuiamo con via Edgardo Cortese, anch’essa, nonostante costituisca la traversa più curata esteticamente, con fontanine e verde, è oggetto di auto in sosta selvaggia, senza strisce e senza pagamento. Qualcuno degli amministratori o del Comando Vigili Urbani farebbe bene a spiegare (non a me ma alla cittadinanza) la logica di questi comportamenti. E giacché parliamo di logica, vorrei che si spiegasse, in particolare agli abitanti di via Nuova Cartaromana, Via Giambattista Vico alta e anche di via Leonardo Mazzella, se è giusto che chi abita in zona e passa più volte nella giornata in queste vie è costretto, con la propria auto, a fare vere e proprie gimkane (quando è possibile, in presenza di qualche spazio vuoto) per arrivare a casa sano e salvo. Capita spesso che autobus di linea e (cosa ancor più grave) autoambulanze, dirette all’Ospedale Rizzoli, restino bloccate anche per 20-30 minuti, non essendovi spazio sufficiente per la sosta e, contemporaneamente, per il transito di auto in entrambi i sensi. Si tenga anche conto della presenza di una scuola elementare in via Nuova Cartaromana e di ben due poliambulatori privati, attrattori di traffico intenso. Quando il Comando Vigili Urbani si deciderà a disporre un senso unico a salire, considerato anche la pericolosità del traffico in discesa ripida, tra curve pericolose e assenza di dissuasori che frenino la velocità di auto e motorini?

Corso Vittoria Colonna e il divieto di sosta coperto
Corso Vittoria Colonna e il divieto di sosta coperto

Adesso proviamo a ribaltare il concetto di “divieto”, da quelli che sono i provvedimenti assunti dal Comando Vigili a quelli che sono invece i “divieti” sanciti autonomamente da alcune categorie di cittadini. In quante occasioni alcuni cittadini pongono, senza alcuna autorizzazione, vasi di fiori, sedie, trabiccoli, altri oggetti (ho perfino visto utilizzare stendini con i panni lavati) per impedire la sosta davanti alla propria casa o al proprio negozio o, addirittura, al proprio Hotel? Quanti stabilimenti balneari pongono dei cordoni divisori anche nei tre metri di battigia che separano l’arenile dal mare? Quanti stabilimenti balneari, soprattutto tra il Lido e l’Albergo Punta Molino, hanno interdetto l’accesso alla spiaggia con cancelli di ferro e catenacci, quando invece le spiagge sono un bene pubblico in cui il cittadino ha il diritto di accedere anche nel periodo invernale, magari per una semplice passeggiata sulla sabbia limitrofa al mare? Controllate, vi prego e ve ne renderete conto. Quanti cittadini occupano abusivamente spazi pubblici, col balconcino piano terra, con paletti antisosta? C’è qualcuno che li controlla? No, e qualche volta, quando viene chiesto al Comune di verificare se la tale particella catastale è comunale o privata, ti senti rispondere che su quella particella “la destinazione non è chiara”. Ma, guarda caso, diventa chiara per il privato prepotente pronto a dimostrare, con avvocati e tecnici compiacenti, che tale vicolo o tale spazio adiacente alla propria abitazione è di “sua proprietà“ e magari impedisce, non contento dell’abuso, il passaggio di canalette o tubi di servizio (gas, acqua, elettricità) ad altri cittadini che abitano vicino.

Quanti casi di apertura abusiva di varchi auto esistono, magari relativi a costruzioni altrettanto abusive e si vede affisso al portone o al cancello il cartello “Divieto di sosta”. E chi gliela ha rilasciata l’autorizzazione al passo carrabile? E perché il Comune non fa pagare una minima tassa sul passo carrabile, che di certo non risolverebbe i problemi finanziari del Comune, ma avrebbe il pregio di tenere sotto controllo e censire le decine e decine di passi carrai che aumentano di giorno in giorno? Ci sono infine i casi di autorizzazione di apertura di varchi “provvisori (?) per consentire il passaggio di mezzi di lavoro o materiali, nei casi di ristrutturazione di case. E’ il caso ad esempio, dell’apertura della parracina, nella Pineta Nenzi Bozzi, tra la proprietà privata Romano (ex Monkey Bar ed ex proprietà Sica) e la pineta. I lavori di ristrutturazione della proprietà sono stati regolarmente autorizzati, ma il varco è stato autorizzato ed è stato autorizzato il passaggio di autocarri per il carico e scarico materiali? Non sarebbe questo un precedente pericoloso? Vogliamo sperare che non sia un’altra ferita inferta al patrimonio pubblico. Sembrano sciocchezze, sembrano aspetti secondari di una realtà amministrativa che ha ben altri e più gravosi problemi da risolvere. Ma così non è: queste angherie mortificano i cittadini onesti e corretti, abbandonati dai pubblici poteri e buttati nelle braccia sgradite di un eventuale contenzioso privato. E’ difficile essere cittadino d’Ischia!

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Michele Di Scala

Paradossale la situazione della Riva Destra. Ristoratori protetti dal potere (Comune, Polizia,Carabinieri) che impediscono alla popolazione di passeggiare e ai residenti di tornare a casa. Ho pagato a caro prezzo la stupidità di oppormi a tali soprusi. Ogni volta che facevo un esposto vedevi la l’amministratore, il poliziotto, o il carabiniere di turno mangiare il giorno dopo presso quel ristorante. E oggi, specialmente grazie ad atteggiamenti persecutori di polizia(e loro amici) e carabinieri,mi trovo con obbligo di soggiorno a Casamicciola, dopo aver fatto addirittura 6 mesi di arresti domiciliari al Maio, in una casa dove non vedo il sole per tutto il giorno, rischiando anche la morte

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