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LE OPINIONI

IL COMMENTO Dobbiamo cambiare tutti, adesso

DI RAFFAELE MIRELLI

Stiamo assistendo, in poche settimane, a degli scenari politici locali molto variegati.

Mentre Ischia e Barano si assestano per il momento su grandi consensi e su sistemi di coesione, di maggioranza, i comuni del versante Nord, Nord-Ovest, invece, attraversano una crisi. La crisi rappresenta un momento decisionale importante, per questo capace di opportunità notevoli. Insomma, essa porta con sé anche frutti succosi e prelibati. La cosa che colpisce, però, è questa eterogeneità politica racchiusa in pochi chilometri quadrati. La vicenda di Casamicciola è sicuramente “frutto” di un malcontento generale, intesa come espressione di una vox populi alquanto insistente. Mi viene da collegare questa “caduta” casamicciolese in primis alla gestione complicata e complessa dettata dal tragico terremoto di pochi anni fa che, effettivamente, sta mettendo a dura prova la pazienza di tutti, ma soprattutto sta mettendo “sul” banco di prova la capacità politica e relazionale dell’amministrazione.

Ed effettivamente la natura fenomenologica della situazione ci offre uno spunto di riflessione più maturo: forse la coalizione, la compagine di unione dei comuni di Ischia e Barano sta determinando “la frana” dei comuni dei versanti opposti?

Forse non è vero che i sei comuni navigano su terreni davvero separati? Esiste comunque una “connessione di potere” sovrastrutturata che determina questi effetti in modo apparentemente indiretto? Sono domande stupide che invitano a riflettere sulla reale situazione politico-economica isolana. Alla luce di questi eventi, si “finge” una separazione territoriale e politica che in realtà non esiste. La domanda più sensata sarebbe (intesa come dubbio amletico del “comune unico si, comune unico no”): esiste un potere sovrastrutturato, egemonico, celato dietro a ogni singola amministrazione? E se sì, chi ne tesse le trame? Lasciamo stare domande e visioni troppo fantasiose. Alla fine la sfiducia mossa nei confronti del sindaco di Casamicciola è un fatto isolato, come lo rappresentano le altre che sono in essere e lo saranno nel futuro. È stupido pensare che ci siano poteri costituiti che muovono le amministrazioni dall’alto e addirittura in segreto.

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Eppure il nostro territorio vive di questi equilibri e squilibri spesso collegati.

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Siamo come delle monadi, tante finestre separate che compongono un tutto che non sa di essere tale. Siamo cittadini di sei comuni che calpestano un terreno diverso almeno cinque volte al giorno. Eppure abbiamo tutti gli stessi problemi, così come a Ischia anche a Forio, ma anche a New York: rincorrere la felicità, evitare gli incidenti, avere delle vite ricche, di successo e fama. Tutti, però, rinchiusi nelle “proprie proprietà private”. La connessione non esiste, è semplicemente una realtà metafisica che ci vogliono propinare come reale. “Il mondo stesso non esiste”, direbbe un mio amico, è una finzione articolata nelle menti di chi osserva la vita nel suo dispiegarsi. I sensi ci ingannano e in realtà anche noi non esistiamo.

Un pensiero vero, infine, lo dedico dal profondo del cuore alla giovane Cassandra che ieri ci ha lasciati. Per l’ennesima volta, queste strade diventano il teatro più tragico di una bellezza finta, vacua, senza contenuto. E mi viene da dire: dobbiamo cambiare e dobbiamo farlo tutti, ora. E ancora mi viene in mente un graffito foriano venuto fuori, alla luce qualche tempo. Recita un pezzo dei Blind Melon del 1992, una band americana del panorama Indie. Lo abbiamo letto tutti: “When life is hard, you have to change!”. Il pezzo si intitola “Change” e recita: “Quando la vita si fa dura, devi cambiare”. E noi che cosa aspettiamo?

* FILOSOFO

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