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LE OPINIONI

IL COMMENTO Donne, tutte insieme per cambiare il mondo

DI MARIACELESTE LAURO

Ieri non ho festeggiato. Perché non c’è da festeggiare. Ho riflettuto e condiviso, ho provato a raccontare – dalla mia prospettiva – quanto ancora manchi perché noi donne raggiungiamo la parità di genere. Lo dico con cognizione di causa, da imprenditrice legata a un’azienda forte e dalla storia lunghissima e di forte matrice maschile. Lo dico, soprattutto, a nome di tante colleghe e amiche che spesso hanno dovuto fare un passo indietro, quando in realtà avrebbero dovuto farlo in avanti. Lo dico per tutte le volte che ci hanno consigliato di tacere, di ascoltare e di non commentare. Per tutte le volte che ci hanno fatto credere di non essere abbastanza. Per tutte le volte che ci hanno giudicato come troppo giovani, inesperte o ingenue. Ci sono violenze fisiche, che al giorno d’oggi appaiono sempre più inammissibili. Ma ci sono anche e soprattutto violenze psicologiche, figlie di una cultura patriarcale che fatica a disfarsi dei luoghi comuni.

A tutte dico di sognare in grande, investite nei propri talenti, non omologarsi, e non permettere mai a nessuno di farci sentire inferiori senza il nostro consenso. Dico anche di sbattere i pugni, di non avere mai paura di dire la propria, come a me è capitato di fare in un ambiente prevalentemente maschile, quello dello shipping. Dobbiamo cambiare il mondo, ogni giorno, non sentendoci mai inferiori a nessuno. A mia figlia oggi ho raccontato, come sempre, storie di principesse che non attendono l’arrivo del principe azzurro, perché chiunque ha diritto di diventare quel che vuole. Da solo, con il proprio talento, il proprio impegno, la propria passione.

Da qualche mese, insieme all’amica imprenditrice Carla Recupito, mi è stata assegnata la delega per la Leadership Femminile nel Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Napoli. Una delega che abbiamo accolto con appassionato entusiasmo e con la consapevolezza che molto si debba ancora fare, per esempio, per la questione del salary gap, accentuato dalla pandemia: in Italia le donne sono sempre meno pagate dei maschi, nove punti sotto la media europea. E ci sono le differenze nelle opportunità di carriera, che disegnano strade ancora decisamente lontane dalla auspicata parità di genere.

Proprio ieri leggevo di dati allarmanti: nel 2020 il boom dei licenziamenti dovuti alla crisi Covid ha colpito prevalentemente le donne, riportando i dati ai livelli del 2008. E il 73% di quanti hanno lasciato l’impiego perché piegati dalla pandemia è rappresentato da mamme.

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Ecco, io non mi sono mai definita femministe e non ho mai amato questo termine. Non ho mai creduto che una donna possa essere migliore di un uomo, come non abbiamo mai pensato il contrario.  Sono tuttavia fermamente convinta che esistano donne competenti e preparate, al contrario di alcuni uomini. Come esistono uomini competenti e preparati, a differenza di alcune donne. E invece, ci scontriamo quotidianamente con un mondo che si sorprende ancora nel vedere giovani donne in carriera, un mondo che giudica chi sceglie la famiglia e  attacca chi invece sceglie la carriera. Ma soprattutto un mondo che non accetta che si possano portare avanti entrambi i progetti. Lottiamo per ottenere posti di rilievo, e per poter dire la nostra, indipendentemente dal genere. Ed è per questo motivo, che è importante portare sul tavolo della generazione attuale e delle future generazioni il tema delle pari opportunità:
Stiamo già traducendo la nuova delega in iniziative, campagne di sensibilizzazione e webinar con testimonial di spessore nazionale e internazionale. La frase che mi rappresenta, da sempre, è che le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla se non la loro intelligenza.

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Sono inoltre nel consiglio direttivo di Wista Italia, un’associazione composta da oltre 60 socie provenienti da tutta Italia, imprenditrici del settore marittimo e libere professioniste: avvocate, commercialiste, docenti, donne che operano in compagnie armatoriali, nelle agenzie marittime, in imprese di logistica, consulenti in tema di sicurezza marittima. Il mondo dello “shipping” è ancora troppo un mondo dominato da logiche maschile.
Ma noi siamo in prima linea, mettendoci la faccia, pronte ad alimentare un cambiamento che è già in atto. Con Alilauro, infine, abbiamo in queste ore raccontato le storie delle nostre collaboratrici, pronte a metterci il sorriso, sempre e comunque: l’azienda ha assunto, in questi anni, sempre più giovani e sempre più donne. E alle nostre utenti abbiamo dedicato, ieri, un bellissimo post, che sintetizza la nostra visione condivisa, il nostro messaggio per l’universo femminile. Abbiamo scritto che per noi essere donna vuol dire assecondare i propri sogni senza rinunciare a nulla. Non dover scegliere tra carriera e famiglia. Vuol dire mettere in gioco il proprio talento, le proprie competenze, le proprie specificità, oltre ogni luogo comune, oltre i cliché. Noi siamo Donne, oggi e sempre. Come voi”.

* DONNA, MAMMA, IMPRENDITRICE

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