LE OPINIONI

IL COMMENTO E adesso riconvertiamo l’occupazione

Come molti sanno, il filosofo Giambattista Vico (1688-1764) visse alcuni anni ad Ischia presso il Vescovo Girolamo Rocca che gli aveva assegnato il compito di precettore per i nipoti, e molto altro tempo trascorse nel castello di Vatolla, nel Cilento, di proprietà dei Rocca. Ed è attingendo alla ricca biblioteca del Rocca che Vico andò maturando la sua filosofia. Tra l’altro Vico fu anche maestro di latino del protomedico ischitano Francesco Buonocore, creatore del nostro glorioso Palazzo Reale. Ebbene Vico, nella Scienza Nuova, teorizzò i Corsi e Ricorsi della Storia, ovvero il cammino dell’umanità, dalla Fantasia alla Ragione per poi ricadere parzialmente nello stato selvaggio e infine riprendere il moto ascensionale. Dunque non un processo circolare per ritornare al punto di prima ma piuttosto un fenomeno a spirale che, mentre si ripiega, tende poi ad allargarsi e spingersi in alto. Chiedo scusa per questo lungo preambolo filosofico, ma mi era necessario per spiegare come -con tutta probabilità- registreremo un ritorno a quelle che in passato furono le principali fonti di reddito dell’isola d’Ischia: agricoltura ed edilizia. Tale ritorno fa parte di un logico susseguirsi di fasi storico economiche che non vanno considerate come passi all’indietro, ma come assorbimento e riconciliazione del passato per nuove fasi di sviluppo “ragionato”. Dunque, ci troviamo in una fase che uno studioso della “Decrescita” come Mauro Bonaiuti, ha definito di “secular stagnation” di stagnazione non ciclica bensì secolare. Il Covid 19 è stato la causa di accelerazione di questo fenomeno già in atto. I governi nazionali, l’Europa e gli altri paesi del mondo stanno cercando di porre rimedio agli effetti disastrosi di prosciugamento della liquidità e del riavvio delle attività dopo il lungo fermo imposto.

Quello che non c’è stato ancora è un “Piano per l’occupazione” che rappresenta il maggior problema per il futuro immediato. I primi giorni di riapertura stanno dimostrando che gran parte delle attività riuscirà a riallinearsi e riprendere una fluidità di cassa. Il problema si sposta dunque dal punto vendita, dal ristorante, dal bar, dall’albergo, ai dipendenti. Le misure di distanziamento, con la conseguente riduzione di postazioni, tavoli, sedie e con il rallentamento di afflusso dei clienti (uno-due alla volta) porteranno, come conseguenza, più che una riduzione degli incassi dell’azienda, una drastica riduzione degli addetti. Si aprirà in tal modo un drammatico problema occupazionale. Certo non può durare il blocco dei licenziamenti, non possono durare a lungo i sussidi, i redditi di emergenza ed altre misure straordinarie. Allora è necessario che ogni realtà locale studi le dovute riconversioni della manodopera. Ischia deve cambiare registro. Non è ipotizzabile, da qui a 2-3 anni, basarsi sull’occupazione solo nelle strutture ricettive turistiche, nel commercio, nei servizi tradizionali collegati al turismo. Abbiamo,però, una grande opportunità di “riconversione” della manodopera in direzione di due settori che, in passato, ci hanno dato grandi soddisfazioni: l’edilizia e l’agricoltura. Ovviamente dovranno avere caratteristiche diverse da quelle che li distinguevano in passato. Quando parliamo di edilizia non parliamo più di nuove costruzioni, di ampliamenti di strutture alberghiere, di nuovi capannoni industriali-artigianali. E quando parliamo di agricoltura, non parliamo più di quella elementare e manuale di una volta. Parliamo di edilizia di abbellimento, di consolidamento, di adeguamento alle moderne esigenze antisismiche, energetiche, di riconciliazione col paesaggio, con la natura, con l’assetto idrogeologico del territorio. E parliamo di agricoltura moderna, di nuovi allevamenti, di biotech, di nuove colture (privilegiando sempre la viticoltura). Parliamo di agriturismo, di enogastronomia, di fattorie didattiche, di recupero di terreni incolti, dell’uso di nuove attrezzature e macchinari, di droni (anche per la rilevazione dettagliata di malattie vegetali, ultima registrata la Cinipide Galligeno del castagno), di logaritmi ed intelligenza artificiale, di blockchain applicato all’agricoltura, vale a dire un protocollo tecnologico in grado di monitorare minuto per minuto l’intera catena dalla produzione ai vari passaggi fino al dettaglio. E i provvedimenti del governo e dell’Europa stanno ponendo le basi per questo grande ritorno alle antiche attività dell’isola d’Ischia. Da solo, il provvedimento del credito d’imposta del 110% degli adeguamenti edilizi di villette (prima casa), di appartamenti in condominio (anche seconda casa), compresi infissi, impianti fotovoltaici, colonnine per ricarica elettrica, con la possibilità di scontare gli importi dovuti presso intermediari finanziari che anticipano l’intera cifra, significa che potremo migliorare tutto il nostro patrimonio abitativo gratis e senza anticipare nulla! E’ una vera e propria rivoluzione. L’edilizia e tutto l’indotto avranno sicuramente un boom! Servirà molta manodopera e serviranno geometri, ingegneri, architetti ma anche geologi ed altri tecnici specializzati.

La nuova agricoltura, rilanciata su queste colonne anche da Lello Pilato, Presidente del circolo PD Ischia, avrà bisogno, oltre che di manodopera generica, anche di agronomi con competenze informatiche, di tecnici della sensoristica intelligente per la gestione di serre, di esperti di pratiche amministrative per la gestione dei GAL (Gruppi di Azione Locale) per lo sviluppo delle aree rurali. E la nuova Europa (quella che abbandona il rigorismo, quella che sta decidendo di iniettare fiumi di di danaro nello scheletro rinsecchito del Continente) lancerà l’European Green Deal. E Ischia, in questo momento, ha un suo rappresentante (Giosi Ferrandino) al Parlamento Europeo, inserito in Commissioni strategiche (membro effettivo per pesca, turismo e trasporti, membro supplente per sviluppo rurale nonché problemi economici e monetari), che può fare da tramite tra le nostre istanze e il terminale decisionale europeo. Si apriranno opportunità inimmaginabili fino a poco tempo fa. Per non disperdere queste opportunità, c’è bisogno però che i Comuni dell’isola si attrezzino per “guidare” la grande svolta. Avremo bisogno, per intercettare il fiume di danaro, di capacità progettuale, di “conoscenza” delle normative europee, di know how tecnologico. Avremo bisogno di individuare un partner o più partner (pubblico o privato) per elaborare progetti.

In ultimo voglio accennare alla necessità di “traslazione” nel campo dei servizi. Pensate soltanto all’emergenza sanitaria, con la necessità di assicurare, in tutti gli ambienti lavorativi, igiene costante e distanziamento sociale. Alcune cooperative, imprese sociali e del terzo settore hanno già fiutato la nuova domanda che si eleva dal mercato e si sono attrezzate per sanificare gli ambienti, per installare separatori in plexiglass o in tessuti non porosi. Gli anziani avranno bisogno sempre più di chi li aiuti a restare in forma, a fare la spesa, a comprare medicinali. E allora anche nel capo dei servizi assisteremo ad una rivoluzione. Ischia si faccia trovare pronta e non si faccia sorprendere dagli avvenimenti. Per ottenere i risultati sperati, bisogna essere fortemente motivati e crederci nella riconversione di mestieri e professioni. Ricordiamoci di quanto detto da un guru mondiale dello sviluppo digitale, Steve Jobs: “L’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti”. Ovviamente tutto ciò è per coprire, nel migliore dei modi, il lasso di tempo (2 anni?) occorrente per una completa ripresa del comparto turistico. Poi chi vorrà, potrà tornare al settore turistico. Ma ci arriverà con nuove esperienze maturate e nuove competenze, che trasformeranno il nostro turismo da “depredatorio” a “sostenibile”.

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