LE OPINIONI

IL COMMENTO E lentamente si avvicina Natale

Si avvicina il Natale, almeno sul calendario. Ma nell’aria, sulle strade, tra le vetrine, “di Natale c’è poco”. Forse è colpa del bel tempo, che ancora ci illude sia autunno. O forse è solo il segno che qualcosa, anno dopo anno, si va perdendo, escluso il consumismo sfrenato. A Ischia Porto un timido accenno di addobbi in anticipo, suscitando anche qualche critica e poi il silenzio. Casamicciola ha appena iniziato a vestire a festa le strade, mentre nel resto dell’isola è ancora tutto fermo. Intanto si annunciano concerti con nomi importanti – da Rocco Hunt a Forio a Irene Grandi al Porto – ma l’anima del Natale, quella fatta di atmosfera, calore e attesa condivisa, sembra altrove. Complice di questa “aria poco festosa”, anche il clima di “campagna elettorale”, con le elezioni regionali alle porte, protagoniste di conversazioni fiacche e disilluse. Fra saltelli e promesse a più non posso, e intanto le ruspe sono in funzione e i parcheggi servono che come aria di stoccaggio per i materiali di risulta. In tanti non hanno voglia di andare a votare, e l’indifferenza alla politica si somma all’indifferenza verso ciò che dovrebbe scaldarci: le feste, le luci, le tradizioni. E poi c’è il caso di “Lacco Ameno”, un comune letteralmente “spaccato a metà” dai lavori pubblici. Strade chiuse, accessi interrotti, e un commercio che lamenta la totale mancanza di comunicazione, pieni di merce, ma senza clienti. Un Natale fermo prima ancora di cominciare.

E così, “mentre il commercio online avanza” i negozi locali arrancano, privi di entusiasmo e privi di un contesto che li aiuti. Siamo ormai dentro una corsa al regalo veloce, da ricevere in 24 ore e da riciclare il giorno dopo. Per adesso, cosa resta davvero? Sicuramente il Black Friday, aperitivi sparsi, pacchi da scartare e pochi sentimenti autentici. Sei comuni, sei programmi diversi, sei direzioni che non si incontrano mai. Neppure a Natale. Sarebbe bello, almeno sotto l’albero, trovare “un filo verde di speranza”, un progetto unitario, una visione comune, qualcosa che ci faccia sentire comunità e non solo cittadini isolati. Perché il Natale, alla fine, dovrebbe unirci, come quel bambino nella mangiatoia che nasce ogni anno per ricordarci proprio questo. E invece, ogni anno, sembriamo un po’ più lontani.

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