IL COMMENTO Errori di previsioni e analisi degli operatori turistici

Bisogna dare atto agli operatori economici della nostra isola che stanno facendo – come traspare da interviste rilasciate a questo giornale – una analisi onesta di quella che essi considerano “fine stagione”. Analisi a consuntivo – a mio avviso non definitivo – secondo la quale l’estate è andata bene, largamente oltre le loro previsioni. Il riconoscimento di questo dato non era scontato, atteso che negli anni passati c’era una tendenza a minimalizzare i risultati, per l’atavica abitudine degli ischitani di lamentare che il “piatto langue”. Detto questo, bisogna guardare il rovescio della medaglia: l’incapacità e l’inadeguatezza dimostrata nell’organizzazione dei dati di stima per fare previsioni sulle tendenze dei flussi turistici. Non c’era – a inizio stagione (maggio-giugno) un solo albergatore, ristoratore, operatore balneare che fosse fiducioso di una stagione vicino alla normalità. Quando si esprimono opinioni, come quella che sto offrendo in questa sede, c’è sempre il rischio di apparire presuntuosi. Se rivendico, dunque, la circostanza di essere stato uno dei pochi che, già a maggio, sosteneva che il fenomeno turistico è inarrestabile e che neanche la pandemia lo avrebbe fermato e che, anzi, la lunga parentesi di clausura da lockdown avrebbe accentuato la voglia di vacanze, posso apparire presuntuoso. Ma più che alla supponenza è al coraggio che vanno attribuite le previsioni azzeccate. Il coraggio di esplicitare una sensazione derivante dall’osservazione quotidiana di come la gente si muove, di quello che la gente vuole. Solo chi si ferma ad una visione ragioneristica ed economicistica della società, giunge alla conclusione che la paura paralizza il movimento turistico. Solo chi non ha alcuna considerazione e conoscenza antropologica, sociologica, psicologica fa due+ due= quattro e si ferma lì.Il turismo riguarda l’animo umano, il bisogno inarrestabile di recuperare le energie psico-fisiche, la pulsione verso nuove avventure esperienziali .

Primo errore, dunque, non aver tenuto conto , e di non tenere conto per il futuro, delle aspirazioni umane e del bisogno insopprimibile di socialità degli individui. Secondo clamoroso errore è quello di non sapersi organizzare per la raccolta dei dati di stima. Ad Ischia (ancor più a seguito della cancellazione delle Aziende pubbliche di Cura e Soggiorno locali) non esistono dati statistici attendibili. Non esiste alcuna interazione fra soggetti (pubblici e privati) che comunque raccolgono dati parziali (come ad esempio i dati della Guardia costiera su arrivi e partenze) e la frammentazione di dati che, oltretutto, nessuno si preoccupa di analizzare e spiegare, non serve assolutamente a nulla I Comuni, per legge, dovrebbero avere un ufficio statistico e non ce l’hanno. Le Associazioni di categoria non ce l’hanno. Le Aziende di Turismo non esistono più e il Distretto Turistico non decolla per l’assoluta indisponibilità degli operatori di dotarla di fondi . Ovvio che in tali condizioni gli operatori non siano in grado di azzeccare previsioni. Ancora oggi, qualche Associazione categoriale ha dichiarato finita la stagione turistica prematuramente, magari perché ha notato la scarsezza di prenotazioni. Scusate, ma non vi risulta che, in tempi di incertezza, si prenota all’ultimo momento? Siete proprio sicuri che la stagione turistica sia finita? Ma le avete lette le previsioni nell’ultimo Rapporto dell’Enit? Se vi sono sfuggite, ve le riassumo qui: su un campione rappresentativo di 4 mila persone, il 58% ha detto di avere già in agenda un soggiorno nel mese di ottobre. Il 57% preferisce il mare, il 49% la montagna. Per Natale, ci sono previsioni rosee anche per la Campania. Il 60% opterà per visitare Napoli, i suoi vicini siti archeologici e (udite, udite!) le isole di Capri e Ischia.

Gioca molto, in questo prolungamento vacanziero, il fatto che il bonus vacanza, può essere sfruttato fino al 31 dicembre. Non tiriamo i remi in barca prima di essere giunti alla meta. Certo, in presenza del Covid, è tutto più complicato, più stressante, più dispendioso, ma non possiamo fermarci davanti a questo ostacolo, anche perché potrebbe allungarsi fino alla prossima stagione turistica, Tra i tanti provvedimenti invocati e promessi in campagna elettorale, non mi è sembrato che si desse la dovuta attenzione alla necessità di dare un assetto definitivo e funzionale agli organi turistici nel territorio regionale (la presunta riforma regionale, più che un accentramento dei servizi mi è sembrata orientata ad “ annullare” i servizi sul territorio) e, soprattutto, nessuno ( né i privati né gli enti pubblici locali) ha sentito la necessità di studi statistici seri e analisi socio-economiche conseguenti (e pensare che da Ischia sono emigrati giovani eccellenti nel campo degli studi statistici!). Si continua a pigiare un unico tasto: quello dell’immagine e della comunicazione. Nessuno si pone il problema di quali siano le aspettative della domanda turistica. Ci proponiamo all’esterno, senza sapere l’esterno cosa vuole gli si proponga. Per dirla con Antonio Gramsci: a questo punto, solo l’ottimismo della volontà può sconfiggere il pessimismo della ragione. Meglio ancora se l’ottimismo della volontà si sposa con studi e analisi statistiche serie.

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