LE OPINIONI

IL COMMENTO Fase 3, si riparte: ma si continuino a tutelare mare e ambiente

DI FRANCESCO EMILIO BORRELLI

Siamo giunti alla nuova fase di questa emergenza sanitaria da coronavirus ed i tempi e le preoccupazioni del lockdown sembrano oramai così lontani ed estranei. I contagi, nel nostro territorio, diminuiscono giorno dopo giorno, tendendo sempre di più allo zero, l’epidemia sembra essersi arrestata, almeno per il momento e così la vita sociale e produttiva riparte. Con le dovute cautele e precazioni, e rispettando distanziamento sociale e protocolli di sicurezza, sono di nuovo consentiti gli spostamenti, le attività commerciali ricominciano a lavorare, bar, ristoranti e pizzerie ritornano ad una quasi normalità e le strade delle nostre città non si mostrano più desolate e nude ma ricche di vita e di vitalità, in alcuni casi, forse un po’ troppa, soprattutto di questi tempi dove la prudenza non è mai troppa. Queste immagini contrastano con quelle che avevano raffigurato la vita durante la prima fase dell’emergenza, dove socialità, produttività ed interazioni umane erano in apnea, congelate per essere poi essere riproposte al momento opportuno.

Mentre l’uomo si fermava, per forza di cose, la natura, senza timori, avanzava sempre di più e si riprendeva quegli spazi che le erano stati rubati dall’avidità e dall’incoscienza umane. Così abbiamo assistito a scene che non avremmo neanche mai osato immaginare nel nostro territorio, i mari ed i fiumi erano diventati puliti e cristallini, anche nelle aree più impensabili, la fauna era ritornata a popolare felice in quei luoghi che gli appartenevano, la nostra terra, l’ambiente, risplendevano di una nuova luce, tutto era così meraviglioso ed inaspettato, sembrava un sogno. Anche le isole del golfo e in particolare Ischia si sono mostrate in tutto il loro splendore.

Terminato il lockdown è finito anche quel sogno, come avevamo previsto, abbiamo dovuto rapidamente dimenticarci le immagini dei mari azzurri e cristallini e dei delfini che sguazzavano beatamente per fare spazio al ritorno dell’inquinamento, agli scarichi illeciti nei fiumi e nei canali, agli sversamenti illegali di rifiuti nelle nostre strade, alle innumerevoli discariche a cielo aperto, alle zone della movida e del passeggio invase dalla spazzatura e dal degrado, alle mascherine e guanti, che dovrebbero proteggerci dal virus, abbandonati in strada, sulle spiagge e nelle campagne, alle aree pubbliche come le spiagge utilizzate come pattumiere. L’uomo è ripartito e la natura arretra di nuovo, si è ritornati indietro.

La produttività e l’economia del nostro territorio e del nostro Paese devono ripartire, è giusto e doveroso, se non lo facessero i danni causati dalla povertà, dalla disoccupazione e dal malessere sarebbero molti di più di quelli creati dell’epidemia ma ripartire non significa per forza, e ci batteremo affinché le cose cambino, offendere e distruggere l’ambiente. L’economia di un territorio è un fattore fondamentale ma rappresenta soltanto un aspetto temporaneo della vita, mentre la natura e l’ambiente sono elementi eterni che abbiamo il dovere ed il compito di preservare per sempre. Ripartire sì, ma bisogna farlo vivendo in simbiosi con a natura, bisogna seriamente cominciare a ideare, sviluppare e mettere in pratica un sistema produttivo eco-friendly che non danneggi l’eco-sistema ma ne sia parte integrante. Allo stesso tempo bisogna fare battaglia agli inquinatori seriali, a quelli che sversano liquami e rifiuti nei nostri fiumi e mari, a quelli che usano le nostre strade come discariche, a la camorra che con la sua gestione dei rifiuti ci avvelena e fa morire la nostra terra e anche a tutti gli incivili che popolano il nostro territorio. Chi ama la propria terra deve cominciare a difenderla, proteggerla e a prendersene cura, chi invece non la ama allora sarà il nemico di tutta la gente perbene e sarà un nemico che verrà affrontato a in maniera compatta, decisa e dura con la collaborazione di cittadini, istituzioni e forze dell’ordine. La fase 3 sarà quella della ripartenza economica ma anche quella della difesa dell’ambiente per non tornare indietro. Su questo l’isola d’Ischia deve fare la sua parte fino in fondo. D’altronde che isola Verde potrebbe mai essere un luogo inquinato e sporco?

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