IL COMMENTO Fuochi fatui e clima infuocato

Saprete sicuramente cosa sono i fuochi fatui: piccole fiammelle blu che appaiono in luoghi umidi, per la decomposizione di corpi o di piante, che emanano gas (fosfina e metano). Una volta era frequente notare i fuochi fatui nei cimiteri, ma ora è più difficile che si notino nei cimiteri moderni. Quello che non tutti sanno invece sono alcuni miti e leggende legate ai fuochi fatui: le storie antiche dicono che quelle fiammelle sono anime in pena o che esse fanno smarrire la strada ai viandanti. Uscendo da metafora, possiamo sostenere che i fuochi odierni (in tutte le sue accezioni, dai drammatici fuochi di guerra, ai fuochi d’artificio sparati ormai a ogni ora e anche per circostanze di banali feste familiari, alberghiere, ricorrenze varie) hanno fatto effettivamente smarrire la retta strada ai viandanti. Ma, in questo caso, i viandanti siamo tutti noi, le comunità locali, le nazioni, l’intera umanità. Ci siamo fatti travolgere da un’escalation irrazionale: innanzi tutto di guerre lunghe e martorianti, anche se a macchie di leopardo (ma i paesi a ridosso delle macchie, certo non stanno tranquilli, l’Europa non è tranquilla). Lo stesso è avvenuto per l’escalation (sicuramente meno drammatica delle guerre) dei fuochi d’artificio, dei botti, che ci si illudeva fossero un fattore di disturbo solo per l’udito, il sonno, il riposo. Eh no, cari concittadini, i cambiamenti climatici in atto, ci impongono una riflessione seria sull’esagerazione dei botti, non solo perché terrorizzano i nostri cani o le nostre orecchie, ma perché provocano danni gravissimi all’ambiente e contribuiscono non poco ai cambiamenti climatici. I fuochi d’artificio rilasciano grandi quantità di particolato (PM 10 e PM 2.5) che alzano notevolmente i livelli di smog nelle ore successive agli scoppi. Per creare i colori pirotecnici vengono usati metalli pesanti come stronzio, bario, rame, piombo e alluminio, che si disperdono nell’aria; la combustione produce monossido di carbonio, biossido di azoto e ozono a livello del suolo. Dal terreno i residui chimici rifluiscono nelle acque; per cui ci sono residui solidi che si disperdono nell’ambiente: involucri di carta, plastica, che cadono a terra o in mare e spesso vengono ingeriti pericolosamente da animali. Non parliamo dello stress acustico per gli animali, perfino per i mammiferi marini. E che dire dei pericoli d’incendi provocati da residui di fuochi non autorizzati e non a norma di sicurezza? Lungi da me voler criminalizzare tradizioni religiose che, a prescindere da questioni di fede, sono entrate a far parte del collante sociale che tiene insieme una comunità. Il problema è di ridimensionare il fenomeno dei fuochi e botti, alla luce delle problematiche attuali: il cambiamento climatico, la solidarietà e il rispetto dovuto a quei popoli assillati quotidianamente da fuochi e bombe.
Chiedo, con l’umiltà del normale cittadino, alla Chiesa Cattolica, al Vescovo d’Ischia e Pozzuoli (guarda caso due comunità assillate da eventi estremi), nel rispetto di una sostanziale continuità rituale , non estinguibile ma ridimensionabile, di operare una deescalation. Per la coerenza di una coraggiosa battaglia papale per la Pace nel mondo (Leone XIV, durante una recente messa, celebrata a Castel Gandolfo, ha affermato che non è già troppo tardi, ma dobbiamo agire in fretta, per una correzione personale e collettiva, al fine di correggere la rotta del degrado ambientale); per il rispetto verso chi soffre, a ogni latitudine; per una doverosa riflessione sui costi, affrontati per fuochi e botti, che potrebbero essere impiegati per problemi più impellenti di chi necessita; per invertire una corsa impazzita verso l’inquinamento atmosferico ed ambientale, che concorre ai disastrosi cambiamenti climatici. Alle Forze dell’Ordine e agli Enti preposti al rilascio di autorizzazioni e al controllo per la sicurezza, chiedo di fermare ogni eventuale illegalità. I fuochi fatui? No, i fuochi, nel mondo moderno, non sono più fatui, ovvero non sono leggeri, superficiali, diafani, ma sono oltremodo impattanti, corposi e pesanti. La leggenda voleva che i fuochi fatui facessero smarrire la strada ai viandanti? I fuochi di guerra, ma anche quelli che dovrebbero assicurare gioia popolare, utilizzati in maniera esagerata e in un momento climatico inopportuno, fanno smarrire la retta via ai viandanti della nostra isola.
Quando ci renderemo conto che il cambiamento climatico impone un’inversione di comportamenti? E’ di questi giorni la pubblicazione di un bel saggio del filosofo francese Pierre Charbonnier “Abbondanza e libertà. Una storia ambientale delle idee politiche” dove viene detto chiaramente che i valori della nostra vita (libertà, uguaglianza, giustizia sociale) oggi più che mai non sono disgiungibili dalla Terra in cui viviamo. Lo sviluppo economico, il progresso civile e culturale sono commisurati alle risorse della Terra. Più ricorriamo a uno sfruttamento di risorse esauribili, più ci allontaniamo dai valori a cui vogliamo tendere. C’è un impellente bisogno di rigore, non per scadere in una vita dai toni grigi, che neghi il diritto allo svago e alla gioia, bensì proprio per assicurare che la “joie de vivre” e la bellezza dei riti collettivi popolari possano esercitarsi in piena sicurezza e in piena salute.






