LE OPINIONI

IL COMMENTO Gli stati particolari a Ischia

E’ apparsa ridicola e insostenibile la posizione dei Sindaci isolani che hanno censurato il Ministero dei Trasporti per il ritardo dell’emissione del Decreto per il divieto di sbarco delle auto della Campania, che è appena decollato. Si è parlato di ritardi burocratici (bollinatura del decreto), quando è sotto gli occhi di tutti che, ancora una volta, siamo apparsi come l’isola di Arlecchino, dall’abito dai tanti colori diversi. Mentre le isole di Capri e Procida sono apparse molto più coerenti. Ogni Comune dell’isola ha preteso eccezioni. E qualcuno voleva addirittura bypassare la stagione 2020, rendendo lo sbarco libero a tutti! Siamo l’isola degli “Stati particolari” e delle “eccezioni” (che non confermano la regola ma la vanificano). Peggio è apparsa la replica dei Sindaci: “In un’isola così grande bisogna dare la possibilità di ammettere distinguo”. “Necessità del territorio,le eccezioni sono figlie del territorio”. In altre parole, i Sindaci ci stanno dicendo che l’isola è condannata per sempre a dare di sé, all’esterno ,un’immagine disomogenea. E poi parliamo di “ brand” dell’isola d’Ischia! Circa la difficoltà di raggiungere zone collinari, lontane dalla costa o la zona di Casamicciola sconvolta dal terremoto, non risulta ai Sindaci che Ischia è dotata di decine di agenzie di noleggio di mezzi di ogni genere? E che se praticassero una politica intelligente, programmerebbero con tali agenzie un Piano graduale di conversione del parco mezzi in elettrico? E così trionfano i particolarismi! E molto particolare è il “risveglio” dei Comuni di Ischia e Barano per il depuratore, proprio quando il Tar riconsegna il terreno ai proprietari della società Limparo e proprio quando esperti universitari sostengono che le condotte, opportunamente allungate e filtrate, risolvono il problema . E molto particolare è l’atteggiamento del Comune d’Ischia nella disciplina delle spiagge libere. Gigi Mattera (a che titolo? Incaricato da chi e con quale delibera?) al comando di un autocarro in stile bellico, con un drappello di volontari della Protezione Civile, si precipita alla Mandra, spiaggia libera antistante la piazzetta Ugo Calise e che fa? Ignorando la calca delle persone, non distanziate, dei bambini che giocano al pallone, della marea di auto parcheggiate a ridosso dell’arenile, fa conficcare dei paletti di legno, passare dei cordoni e affiggere i cartelli di “entrata” ed “uscita”. Poi dichiara pubblicamente che, per alcuni giorni, fin quando non sarà completata tutta l’impalcatura progettata nel Piano delle spiagge libere, ci sarà tolleranza e non verranno applicate sanzioni o provvedimenti. Come se le precauzioni sanitarie potessero attendere i tempi organizzativi dell’Amministrazione comunale! E se, nel frattempo, si verificasse un contagio? Chi ne risponderebbe? E vogliamo parlare di altre contraddizioni? Che senso ha, tanto per rimanere nella zona della Spiaggia dei Pescatori alla Mandra, far ripartire dal 20 giugno il pagamento delle strisce blu’ se poi si consente il libero parcheggio e il pericoloso transito (tra bambini e bagnanti) in tutta l’area, a ridosso della spiaggia, che va dallo Chalet Primavera alla Torre del Molino?

Ridicolo il cartello affisso in cui si comunicava il divieto di sosta, a causa di un intervento di asfaltatura, dalle ore 15.00 del 25 giugno fino al 26, a completamento dei lavori. L’avviso terminava così: “Ci scusiamo per il disagio e grazie per la collaborazione”. Ma quali scuse? Sarebbe stato doveroso cogliere l’occasione per chiudere da subito il pericoloso transito e la sosta di auto e moto alla spiaggia dei Pescatori. Ma quale modello di isola vogliamo? Ci lamentiamo che arriva il peggio dei turisti? E quale turista, sensibile ed educato, è disposto a districarsi in questo disordine? E torniamo al Piano per le spiagge libere, di cui alla delibera n.35 del 4 giugno. In premessa si dice che tale Piano “prescinde” dall’attuale fase emergenziale e poi, contraddicendosi, si richiama all’Ordinanza Regionale n.50 del 22 maggio che riguarda proprio le misure anti Covid. Dunque il PCFSL (che non è una sigla dei Postetelegrafonici o delle Ferrovie dello Stato, ma sta per “Piano comunale di fruizione delle spiagge libere”) dice di partire da una “ricognizione puntuale” degli arenili liberi. Cosa vuol dire, che il Comune ha rimisurato le spiagge dopo le mareggiate degli ultimi mesi, che hanno modificato le dimensioni e la conformazione delle spiagge (quelle libere e quelle in concessione)? E se sì, sono stati rideterminati (in più o in meno) i canoni delle spiagge in concessione? Il Piano dice anche: “L’indicazione dei posti disponibili è puramente indicativa dal momento che non tiene conto dei corridoi di passaggio”. Un Piano nel quale il numero dei posti è puramente indicativo, a che serve? E non si capisce quale decisione il Piano assume per i due scivoli (di 88 e 72 metri quadri) della Spiaggia dei Pescatori. Dice “potrebbero rappresentare un luogo di assembramento e di difficile controllo”. Perché non dire chiaramente “sono interdetti alla balneazione“? Il bello viene sul paragrafo “gestione” dove si dice che, in caso di eccessivi assembramenti degli arenili liberi, gli scivoli 1 e 2 verranno destinati alla balneabilità dei soli residenti. Insomma, gli scivoli sono stretti e pericolosi o no? E lo sono solo per i non residenti? E che si fa, si controllano i documenti di identità per evitare che si“ infiltrino” negli scivoli gli extra-territoriali? Stati particolari, molto particolari!

Ancora, nel paragrafo “regolamentazione accessi” si dice: “Qualora dovesse rendersi necessario attivare sistemi di contingentamento degli ingressi, una parte dei posti sarà riservata ai residenti. Il 10% a persone con disabilità gravi” Quanta parte verrebbe riservata ai residenti e come si farebbe a regolare il controllo di questa quota riservata? Infine il Daspo per i contravventori. Oltre alla sanzione pecuniaria da 400 a 3.000 euro, è prevista una inibizione all’accesso per 3 giorni alla spiaggia libera nel caso di prima contestazione, per 7 giorni in caso di seconda contestazione, alla terza contestazione c’è l’inibizione totale. Chi è abilitato a contestare e contravvenzionare? I vigili stagionali? Qualcuno lo dovrebbe si spiegare. Altra questione di cui nel Piano non si fa cenno, ma che sta all’ordine del giorno di sindacati dei balneari e Guardia Costiera: la questione dei “pattini” o scialuppe di salvataggio. Lì dove gli arenili sono sottili (come la spiaggia della Mandra) dovendo osservare 3 metri di battigia libera, si pone il serio problema di dove allocare queste “zattere di salvataggio”. La Guardia Costiera non tollera che tali imbarcazioni siano ancorate in mare perché privi di concessione e indica la battigia come possibile allocazione. Ma se vengono preclusi i tre metri di battigia che deve restare libera, i passanti che fanno? Saltano sul pattino? La soluzione è unica: il Comune d’Ischia deve concedere – di iniziativa – senza attendere singole richieste, l’ancoraggio a mare per assicurare che l’eventuale salvataggio di persone in difficoltà avvenga nella maniera più rapida ed efficace possibile. E, naturalmente, a titolo gratuito, trattandosi di pubblica utilità.

E,per chiudere in bellezza, cito Piazza degli Eroi. Si può essere d’accordo o meno sul restyling che si sta effettuando. Ma due aspetti sono indiscutibilmente inaccettabili: l’ assurdo marciapiedi “panciuto”, inopportuno e pericoloso e la constatazione che il crocevia non sarà mai una “piazza” di incontro e intrattenimento come ipotizzava erroneamente l’Amministrazione. Così come è inaccettabile la mancanza di ogni informazione preventiva alla cittadinanza. Abbiamo dovuto sollevare la tela che copre il nuovo spartitraffico centrale, per capire cosa si sta realizzando. Alcuni pensavano ad una fontana, in realtà è una vasca (che riprende la forma dell’isola) ricoperta di mosaici “azulejos”, che farà da fioriera. A scopertura avvenuta, ne verificheremo dimensione, bellezza e funzionalità. Ultima considerazione: in un momento storico in cui vengono abbattuti, in varie parti del mondo, simboli e statue, in nome di una malintesa “ricontestualizzazione”, vogliamo ricordarci che il nome della Piazza è “Degli Eroi”? Se ci crediamo, un qualche richiamo, un qualche simbolo, un qualche ricordo lo dovremmo istituire. Se, al contrario, riteniamo che il “comune sentire” è ormai indifferente agli eroi delle guerre, allora tanto vale cambiare nome alla piazza. Magari, convocando gli Stati Generali, per non continuare a dare l’impressione di un’isola degli “Stati particolari”.

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Un commento

  1. Analisi puntuale ed ineccepibile di Franco Borgogna che conferma ancora una volta la sua grande onestà intellettuale.
    Sulle condizioni disastrose in cui versa il territorio del Comune d’Ischia, meglio stendere un velo pietoso.
    In quanto al Gigi di turno che parla e opera senza averne i titoli, con il sindaco che ci ritroviamo, non è il primo caso e non sarà l’ultimo, purtroppo.
    Per quanto rigurada il “pancione” pericoloso del marciapiedi di piazza degli eroi, oggi PIAZZA DEGLI ORRORI, l’unica cosa che mi sento di aggiungere è che risulta proporzionato alla negligenza e sete d’oro…….di chi si ostina a difenderlo….

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