LE OPINIONI

IL COMMENTO Gli stili di vita e la politica

Partiamo da ciò che si muove nel mondo, per poi scendere – a cascata – in Italia e a Ischia. Negli Stati Uniti, Michelle Obama aveva, nel 2010, sollecitato il marito Presidente a cambiare totalmente i menu’ nelle mense scolastiche (The healty hunger-free kids act): al posto di patatine fritte,pizza, hot dog, hamburger, volle verdure fresche, frutta, pane integrale. Da venerdì 17 gennaio l’Amministrazione americana, guidata da Trump, ha ripristinato il vecchio menu’, accontentando la lobby del Big Food.

In Svezia, paese notoriamente attento al welfare e al benessere dei cittadini, è stato imposto, da luglio 2019, il divieto assoluto di fumo, oltre che nei ristoranti e bar, anche nei parchi giochi, nelle banchine di attesa di treni e bus, nelle stazioni ferroviarie e anche nelle aree aperte di locali pubblici. E dal 2025 tutto il Paese dovrà essere “smoke free”. In Italia ricordiamo che la legge Sirchia, dal 2003, ha proibito il fumo in aree chiuse di locali pubblici. In Germania c’è un divieto analogo da 13 anni ma non viene rispettato; in Inghilterra il divieto vige dal 2007, in Francia dal 2008, in Spagna dal 2011. Per quanto riguarda l’America, il divieto di fumo, anche nei parchi con verde, vige da 20 anni e il consumo di tabacco si è dimezzato. In Giappone vige un drastico divieto di fumo anche per strada. Per non parlare del Bhutan, Stato che mette al primo posto dei diritti costituzionali, il “diritto alla felicità” e che,col Tobacco Control Act del 2010, ha vietato qualunque produzione o importazione di tabacco.

C’è poi, in tutto il mondo, una spaccatura tra due diverse filosofie di rigenerazione del corpo. C’è il “palestrato” che si spinge a sforzi estremi, a modellamenti e scolpiture del corpo fino al fanatismo e c’è il cultore delle passeggiate ecologiche, della riscoperta di colline e sentieri, di coltivazioni agricole. E c’è ancora una spaccatura tra amanti della new age, del mistero, degli Ufo, del complottismo, della dietrologia e gli amanti della poesia, del paesaggio, della conoscenza di usi e costumi di altri paesi, dell’arte e dei progressi della scienza. (a voi lettori l’onere di inquadrare i fenomeni sopra descritti tra i preferiti della destra o della sinistra politica). Passiamo ora alle vicende italiane recenti: capitolo inquinamento dell’aria. A Roma, la pentastellata Virginia Raggi ha disposto il divieto di circolazione alle auto diesel fino ad Euro 6, di nuovissima generazione, ma trascurando altre e più nocive fonti di inquinamento. A Milano, al contrario, il Sindaco Sala, di sinistra, si è preoccupato di disciplinare il riscaldamento degli edifici e il fumo delle sigarette. Ha, da subito, proibito di fumare alle fermate dei bus e ha annunciato l’estensione del divieto di fumo all’aperto entro il 2030. Può apparire esagerato ma il fumo in città contribuisce allo smog nella misura del 5-7%. La destra politica italiana si è ribellata all’idea del governo giallorosso di introdurre la sugar tax o altre tasse tendenti, più che a far cassa, a regolare cattivi stili di vita. Ma la cosa che, in questo momento, più sta a cuore a chi scrive e che sta mietendo vittime è l’abuso di alcol.

Qui il problema riguarda noi isolani molto da vicino. Per due motivi: perché l’abuso di alcol mina la salute soprattutto dei giovani e dei ragazzi e perché è la prima causa (a detta delle forze dell’ordine e delle statistiche di settore) dell’incidentalità e mortalità stradale. Sarebbe perciò intollerabile e assurdo che su tale problema ci dividessimo tra destra e sinistra. La tentazione è la divisione tra chi ritiene prevalente la cura delle strade (si usa spesso ed erroneamente dire “strade assassine”) e chi ritiene invece che la mortalità stradale si evita soprattutto in due modi: limitando la velocità e controllando il tasso alcolemico di chi guida. Ischia, grazie ad una buona intesa con la Città Metropolitana e col Sindaco De Magistris e grazie al forte impegno delle forze dell’ordine, sta finalmente agendo per ridurre la velocità sulle nostre strade e, nel lungo tempo, ne registreremo gli effetti positivi. Molto positiva è anche la costituzione di un comitato di cittadini attivi (grazie al papà di una delle giovani vittime della strada) che contribuirà a disciplinare il traffico. Però resta il grave problema dell’alcolismo che causa la maggior percentuale di incidentalità e mortalità. Ha scritto, di recente, sul problema un noto scrittore napoletano, Lorenzo Marone, ex avvocato, il cui primo libro fu “La tentazione di essere felici” pluripremiato e dal quale il regista Gianni Amelio trasse il bel film “La tenerezza”. Ha scritto Marone, su Repubblica del 20 gennaio, che in Italia sono 9 milioni gli italiani “bevitori a rischio” ( di cui 3 milioni sono anziani e 700 mila sono minori). Sono 17 mila i morti all’anno in Italia e l’abuso di alcol è la principale causa di decesso giovanile. Dei 39 mila intossicati del 2018 il 17% è costituito da ragazzi di età inferiore ai 14 anni. Citati questi dati sconcertanti,

Lorenzo Marone tenta di dare qualche spiegazione di questa folle corsa all’alcol, da parte di cittadini di ogni età ma soprattutto giovani. Lo scrittore ritiene che gli italiani e, in particolare, noi napoletani, siamo storicamente abituati ad abusare nel bere. Il caffè corretto e il cicchetto dopo pranzo – secondo Marone – fa parte delle nostre consuetudini e il convincimento che “ il vino fa buon sangue”. Dice Marone: “E’ un macabro gioco di parole “Il vino fa sangue” in quanto il sangue è quello che continua a spargersi sulle nostre strade. In realtà la spiegazione del ricorso all’alcol è un po’ più complessa di quella data da Marone. Lo sballo giovanile ha motivazioni sociologiche e psicologiche legate soprattutto alla mancanza di visione del futuro e al ripiegamento totale sul presente. Qui e subito, tutto! Lorenzo Marone ha scritto anche “Un ragazzo normale” (Feltrinelli 2018) dedicato al coraggioso cronista del Mattino, Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra. L’articolo di Marone su Repubblica, il grido di allarme lanciato contro i pericoli dell’alcolismo, vogliono continuare il percorso di Siani di impegno civile e di intellettuale che sfida i poteri forti, le lobby affaristiche noncuranti della salute e della vita delle persone. Se la destra si preoccupa maggiormente della buona salute delle industrie e dei grandi gruppi economici, la sinistra non può non mettere avanti a tutto e a tutti il benessere dei cittadini di ogni età, con qualche attenzione in più per i più giovani. Ischia tenga presente queste scelte di fondo se vuole evitare di continuare a piangere vittime di concittadini. E lo può fare solo col concorso attivo, oltre che delle forze dell’ordine, anche dei titolari di bar, ristoranti, discoteche che somministrano alcolici. Tutti costoro, attraverso precisi protocolli d’intesa Comuni-Sindacati di categoria, devono concorrere ad un uso responsabile delle bevande alcoliche. Speculare sulla pelle dei giovani per un “ cicchetto” in più sarebbe davvero imperdonabile.

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