LE OPINIONI

IL COMMENTO Guida alla pista ciclabile di Ischia

DI BENEDETTO MANNA

Si premettono i riferimenti del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 – nuovo codice della strada alla base della progettazione della ciclopista comunale attraverso le pinete così come viene illustrata dalla presente guida.

ART.36 -PIANI URBANI DEL TRAFFICO E PIANI DEL TRAFFICO PER LA VIABILITÀ EXTRAURBANA. Il Comune di Ischia, per l’affluenza turistica in alcuni periodi dell’anno e per la soluzione delle rilevanti problematiche derivanti da congestione della circolazione stradale, è tra i Comuni obbligati all’adozione di un piano urbano del traffico (PUT). I piani di traffico sono finalizzati ad ottenere il miglioramento delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, la riduzione degli inquinamenti acustico ed atmosferico ed il risparmio energetico, in accordo con gli strumenti urbanistici vigenti e con i piani di trasporto e nel rispetto dei valori ambientali, stabilendo le priorità e i tempi di attuazione degli interventi. Il piano urbano del traffico prevede il ricorso ad adeguati sistemi tecnologici, su base informatica di regolamentazione e controllo del traffico, nonché di verifica del rallentamento della velocità e di dissuasione della sosta, al fine anche di consentire modifiche ai flussi della circolazione stradale che si rendano necessarie in relazione agli obiettivi da perseguire.

ART.7 – REGOLAMENTAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE NEI CENTRI ABITATI. Si prevede che nei centri abitati I COMUNI possono, con ordinanza del sindaco: 1) LIMITARE LA CIRCOLAZIONE di tutte o di alcune categorie di veicoli PER ACCERTATE E MOTIVATE ESIGENZE DI PREVENZIONE DEGLI INQUINAMENTI E DI TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO, AMBIENTALE E NATURALE; 2) RISERVARE STRADE ALLA CIRCOLAZIONE DEI VEICOLI ADIBITI A SERVIZI PUBBLICI DI TRASPORTO, come potrebbero essere le BICI della RETE CICLABILE del COMUNE, al fine di FAVORIRE LA MOBILITÀURBANA; 3) stabilire che su parte di una zona a traffico limitatoo su strade ove il limite massimo di velocità sia inferiore o uguale a 30 km/h , i velocipedi possano circolare anche in senso opposto all’unico senso di marcia prescritto per tutti gli altri veicoli, lungo la corsia ciclabile per doppio senso ciclabile presente sulla strada stessa. La facoltà può essere prevista indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito. Tale modalità di circolazione dei velocipedi è denominata ‘DOPPIO SENSO CICLABILE’ed è individuata mediante apposita segnaletica. LE AREE DESTINATE AL PARCHEGGIO devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque IN MODO CHE I VEICOLI PARCHEGGIATI NON OSTACOLINO LO SCORRIMENTODEL TRAFFICO.ICOMUNI, con deliberazione della giunta, PROVVEDONO A DELIMITARE LE AREE PEDONALI E LE ZONE A TRAFFICO LIMITATO TENENDO CONTO DEGLI EFFETTI DEL TRAFFICO SULLA SICUREZZA DELLA CIRCOLAZIONE, SULLA SALUTE, SULL’ORDINE PUBBLICO, SUL PATRIMONIO AMBIENTALE E CULTURALE E SUL TERRITORIO. I comuni possono subordinarel’ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, ALL’INTERNO DELLE ZTL, anche al PAGAMENTO DI UNASOMMA.

ART. 50 -VELOCIPEDI.1.I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW, o di 0,5 KW se adibiti al trasporto di merci, la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare. I velocipedi a pedalata assistita possono essere dotati di un pulsante che permetta di attivare il motore anche a pedali fermi, purché con questa modalità il veicolo non superi i 6 km/h.
2. I velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3,5 m di lunghezza e 2,20 m di altezza. I velocipedi adibiti al trasporto di merci devono avere un piano di carico approssimativamente piano e orizzontale, aperto o chiuso, corrispondente al seguente criterio: lunghezza del piano di carico × larghezza del piano di carico = 0,3 × lunghezza del veicolo × larghezza massima del veicolo.
2-bis. I velocipedi a pedalata assistita non rispondenti ad una o più delle caratteristiche o prescrizioni indicate nel comma 1 sono considerati ciclomotori ai sensi e per gli effetti dell’articolo 97.

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LA PISTA CICLABILE DI ISCHIA PREVEDE DOTAZIONE DI BICI COMUNALI NORMALI E CON PEDALATA ASSISTITA: NO SOLO ELETTRICHE E NO MONOPATTINI.

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NOTA TECNICA – ART.7 Decreto Ministeriale N. 557 del 30/11/1999 –

Regolamento per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili.

LARGHEZZA DELLE CORSIE E DEGLI SPARTITRAFFICO.

(1) Tenuto conto degli ingombri dei ciclisti e dei velocipedi, nonché’ dello spazio per l’equilibrio e di un opportuno franco laterale libero da ostacoli, la larghezza minima della corsia ciclabile, comprese le strisce di margine, è pari ad 1,50 m; tale larghezza è riducibile ad 1,25 m. nel caso in cui si tratti di due corsie contigue, dello stesso od opposto senso di marcia, per una larghezza complessiva minima pari a 2,50 m. (2) Per le piste ciclabili in sede propria e per quelle su corsie riservate, la larghezza della corsia ciclabile può essere eccezionalmente ridotta fino ad 1,00 m, sempreché’ questo valore venga protratto per una limitata lunghezza dell’itinerario ciclabile e tale circostanza sia opportunamente segnalata. (3) Le larghezze di cui ai commi precedenti rappresentano i minimi inderogabili per le piste sulle quali è prevista la circolazione solo di velocipedi a due ruote. Per le piste sulle quali è ammessa la circolazione di velocipedi a tre o più ruote, le suddette dimensioni devono essere opportunamente adeguate tenendo conto dei limiti dimensionali dei velocipedi fissati dall’articolo 50 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. (4) La larghezza dello spartitraffico fisicamente invalicabile che separa la pista ciclabile in sede propria dalla carreggiata destinata ai veicoli a motore, non deve essere inferiore a 0,50 m.

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