LE OPINIONI

IL COMMENTO I capponi di Renzi

Conoscete senz’altro la parabola dei capponi di Renzo, nel III° capitolo dei Promessi Sposi: fallito il matrimonio con Lucia, Renzo si reca dal dottor Azzeccagarbugli per ottenere qualche dritta che gli faccia risolvere l’impasse. Per ottenere ciò, porta – al presunto esperto di legge – 4 capponi, a testa in giù, che continuano a beccarsi tra di loro.

La metafora manzoniana sta a significare che, quando i soggetti si trovano in difficoltà, invece che fare fronte comune, tendono a “ beccarsi” tra di loro e ad accusarsi a vicenda degli insuccessi. Mettete Renzi al posto di Renzo e avrete il quadro di un matrimonio fallito e di una fusione a freddo del PD. La fusione a freddo era tra democristiani e comunisti, tra ex DC ed ex PCI. Poi, però, le carte si sono un po’ mischiate, per cui la “ scissione” di Renzi non è esattamente un ritorno alle rispettive origini. Nel PD rimangono importanti esponenti ex Margherita e nelle fila di Renzi ci sono anche ex comunisti. Allora qual è il discrimine? C’è chi considera Renzi l’unico vero leader dalle grandi capacità strategiche. Ma se così fosse, non avrebbe commesso l’errore madornale di un Referendum di riforma istituzionale, incentrandolo sulla sua persona e non comprendendo la necessità di spacchettare i quesiti referendari, rispetto ai quali la maggior parte degli elettori aveva idee differenziate. Dunque, al massimo Renzi è un buon tatticista. Non un allenatore di classe, ma un bravo mestierante.

La spaccatura arriva all’indomani della quadra dell’accordo di governo con i Cinquestelle, giusto il tempo di piazzare sue pedine tra i Ministri e i Sottosegretari. Renzi principale fautore dell’accordo giallorosso? Non ci crede affatto, come non sopporta Liberi e Uguali. Ha solo tatticamente giocato d’astuzia. Ad ogni modo, la scissione non depotenzia il Governo appena nato; paradossalmente il premier Conte potrebbe recuperare qualche voto in più ( venendo accalappiato nelle fila renziane qualche esponente liberale di Forza Italia o del Gruppo Misto). Depotenzia certamente il PD, al quale sottrarrà circa il 5% dei consensi. Tuttavia il PD, senza i renziani, potrebbe trovare una maggiore coesione di programmi con i Cinquestelle. Quali riflessi su Ischia? Giosi Ferrandino, estimatore di Renzi, rimarrà nel PD, probabilmente a seguito della decisione di Lotti di restare nel partito. Il Sindaco d’Ischia, Enzo Ferrandino , in un’intervista al Golfo, si è detto contrario alla formazione di un gruppo consiliare PD, per mantenere gli equilibri interni. Lo ha fatto per riflettere se restare nel PD o militare con Renzi? E, di grazia, se per mantenere gli equilibri vuol evitare di fare politica, vuol dire che gli equilibri riguardano solo fattori extrapolitici? E quali sono questi fattori? Di quali pesi e contrappesi stiamo parlando? Che si sia rivolto al dottor Azzeccagarbugli anche Enzo Ferrandino?

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