LE OPINIONI

IL COMMENTO I due Rotary e un premio dimenticato

Ho seguito, senza per la verità prestare troppa attenzione alle ragioni di una duplicazione del Rotary, le vicende di questa organizzazione sociale e culturale. Su Il Golfo di mercoledì, il Presidente del nuovo Rotary Club Ischia Isolaverde ci ha reso edotti del meccanismo burocratico associativo che ha reso possibile prima creare un Rotary satellite (con 8 soci iniziali) per poi ottenere la qualifica di Rotary autonomo (raggiunti 30 soci). Resterebbe da spiegare quale era la necessità di un doppione. I 30 nuovi soci non avrebbero potuto arricchire, numericamente e con l’apporto di nuove idee, il Rotary ischitano già esistente? In tal modo danno la stessa impressione di quando un partito politico si spacca tatticamente in due per raccogliere complessivamente più consensi. Ma va bene così, l’importante è constatare buoni frutti prodotti da queste realtà associative. Il tempo ci offrirà maggiori elementi di valutazione. Comunque, essendoci amici e persone stimabili nell’uno e nell’altro fronte, vorrei invitare tutti a concentrare il loro impegno a ripristinare quella che fu una lodevole iniziativa annunciata ben 23 anni fa (1988) dall’allora Presidente Carmine Barile. Fu in occasione di un Convegno sull’archeologia che si tenne contestualmente all’assegnazione del titolo di socio onorario a Giorgio Buchner per i suoi grandi meriti scientifici, riguardo alla scoperta del primo nucleo della Magna Grecia insediatosi ad Ischia. In quella circostanza Carmine Barile annunciò l’istituzione di un Premio Internazionale Pithecusae intitolata al socio Michele Costagliola ( procidano trapiantato a Ischia) che era da poco scomparso. In ricordo di Michele il Rotary s’impegnava a bandire ogni anno un concorso dedicato agli autori, anche stranieri, nel campo dell’archeologia, della geologia e del termalismo. Il Premio consisteva in due milioni di lire ed eventuale pubblicazione del testo.

Nel settembre 2000, Presidente Visconti, ci fu l’assegnazione del primo Premio Internazionale Pithaecusae-Michele Costagliola, nella bella cornice di Sant’Angelo, all’Hotel San Michele di Claudio Iacono, Past President dell’Associazione. Poi, a meno di una mia pecca di memoria ed attenzione, questa iniziativa è andata negli anni dissolvendosi. Ed è un vero peccato, sia per quanto riguarda la figura del Costagliola, che si voleva onorare nel tempo, sia per i tre settori di cui si dovevano continuare a selezionare autori di studi sull’archeologia, geologia e termalismo, tre pietre preziose per l’isola d’Ischia, che oggi – per vari motivi – sono più attuali che mai. Sono personalmente onorato di aver conosciuto e goduto dell’amicizia di Michele Costagliola, uomo di una grande signorilità e cultura, sempre impeccabilmente elegante esteriormente ed interiormente. Frequentammo la stessa classe del ginnasio liceo classico e avevamo instaurato un confronto fecondo tra liberalismo e socialismo. Lui liberale einaudiano più che crociano, io socialista liberale alla Carlo Rosselli. Nel Rotary i suoi meriti culturali gli avevano garantito il Paul Harris”, massimo riconoscimento rotariano. Voglio ricordare che il Premio Pithaecusae-Coastagliola si riprometteva di valorizzare, sollecitando il recupero dell’identità storica, il ricco patrimonio culturale, storico, archeologico e scientifico dell’isola d’Ischia, premiando lavori originali e monografie inedite dedicate all’archeologia, geologia e termalismo, soprattutto viste nella loro interazione. Se il Premio si fosse ripetuto ogni anno, da vent’anni a questa parte, oggi avremmo un dossier documentale in grado di candidare Ischia a Patrimonio Unesco, a Capitale della Cultura o altro riconoscimento internazionale, a cui invece gli amministratori pubblici sembrano tutt’altro che interessati. Il Rotary o i Rotary e, naturalmente, il Lyons Club e le tante altre Associazioni culturali esistenti sull’isola hanno il dovere di cooperare, anche se da posizioni distinte, al fine di giungere agli stessi scopi di valorizzazione del patrimonio naturale, storico e culturale della nostra isola.

E, a proposito di geologia e di interazione tra geologia, archeologia e termalismo, in questi giorni ci ha lasciato un altro grane interprete della cultura locale, il geologo Antonino Italiano, che da Presidente del Centro Studi dell’isola d’Ischia ha lasciato suoi importanti studi del territorio, sulla scia delle ricerche di Ritman e Buchner, ma soprattutto ha curato gli Atti (III e IV volume, il quinto era quasi al termine) dei Convegni del Centro Studi. Ischia “epitome delle bellezze naturali” come scrisse sul Diario di Viaggio il grande storico dell’arte Bernard Berenson, è come un’opera d’arte incompiuta. Con la differenza che molte opere d’arte, presunte incompiute, non sono opere a metà, ma volutamente “interrotte” dall’autore (per esempio la Madonna di Manchester di Michelangelo, dove l’incompletezza sta a significare la spiritualizzazione della materia) mentre l’isola d’Ischia è opera incompiuta per responsabilità pubbliche e private della classe dirigente che l’ha governata. Sono anni, ormai, che restiamo – culturalmente e socialmente – in mezzo al guado, di cui la sponda di partenza è una storia gloriosa e la sponda di arrivo ( il futuro) non si intravede ancora. Così è anche per tante iniziative private o di Associazioni culturali : si parte con buone idee e buoni propositi, poi ( o per mancanza di fondi necessari o per il totale disinteresse degli enti pubblici) si lascia l’opera incompiuta.

Un grande rammarico per esempio è l’interruzione del Premio Internazionale Vittoria Colonna, che andava a donne internazionali che si sono particolarmente distinte in vari campi dello scibile e dell’attività umane. E questo portò al riconoscimento di personaggi femminili dello spessore di Rita Levi Montalcini (scienza), Carla Fracci (Danza), Gae Aulenti ( architettura), Valentina Vezzali ( Scherma). Al dinamico prof, Giovanni D’Amico che, insieme ad altri ischitani ( in origine il Circolo Manzoni) fu il promotore e trascinatore di quegli eventi, una illustre e peraltro meritevole benefattrice disse “mi dispiace, la nostra Fondazione finanzia soltanto le manifestazioni che dimostrano una continuità nel tempo”. Peccato che per avere continuità ci vogliono sponsor e benefattori. E’ un po’ come il discorso che le Banche fanno ai clienti che chiedono credito e si sentono rispondere “Vi finanziamo se avete garanzie sufficienti”. Mai che si valutasse la bontà dell’idea e la qualità del piano di realizzazione! Oggi, l’esistenza di un doppio Rotary, se può lasciare perplessi per certi aspetti, potrebbe – chissà – anche stimolare una concorrenza di fattività In questa prospettiva, ripristinate – per favore – il Premio dedicato a Michele Costagliola e date il vostro apporto privato alla nostra geologia, archeologia e termalismo, prima che la superficialità, il minimalismo o, peggio, il cinismo della speculazione compromettano definitivamente fonti termali, assetti geologici e la serietà della ricerca archeologica, terrestre e marina.

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