LE OPINIONI

IL COMMENTO I giovani e il peccato piu’ grande: l’indifferenza

DI ERMINIA TURCO

Il peccato più grande di questi ultimi anni è l’indifferenza, l’indifferenza ci rende colpevoli, diventiamo tutti ignavi del girone dantesco, nel non aver fatto nulla di male, ma neanche nulla di bene. Fermi a guardare i successi altrui o a guardare le persone sprofondare senza muovere un dito, senza alzare la voce. Abbiamo perso il senso di appartenenza ad una comunità, quello che è successo in pineta è una bravata di ragazzi ma non va sottovalutata. Se non si rispettano i luoghi a noi dedicati, spazi pubblici che andrebbero invece vissuti e difesi perché nostri, abbiamo contribuito tutti per la loro realizzazione e vanno difesi, invece di essere distrutti solo perché vecchi e malandati. Siamo liberi ma non abbastanza da non rispettare la libertà altrui, sia tra le mura domestiche che fuori abbiamo la libertà di vivere i luoghi e di avere soprattutto il rispetto di lasciarli come li abbiamo trovati.

L’idea della Preside Lucia Monti, aperta sempre al dialogo con i ragazzi è da condividere pienamente, saranno i ragazzi stessi a riparare ciò che hanno danneggiato. Lo faranno in orario extra scolastico, sarà come un servizio civile e lo svolgerà tutti gli studenti dell’Istituto colpevoli e non. La responsabilità è di tutti anche di chi ha guardato e non ha fatto niente, di chi poteva evitare che accadesse e non ha mosso un dito, a tutta la comunità scolastica toccherà il provvedimento disciplinare della Preside in egual misura. I genitori erano pronti a sostenere le spese per riparare i danni ma la dirigente scolastica ha preferito che siano i ragazzi in prima persona con il loro lavoro per responsabilizzarli a capire ciò che hanno fatto di sbagliato a danno della nostra comunità in un luogo pubblico. La punizione è esemplare perché non divide ma unisce. Può sembrare eccessivo ma non lo è, siamo tutti colpevoli soprattutto se non alziamo la voce in coro quando è necessario, quando assistiamo agli errori altrui con indifferenza, diventano complici per non aver fatto nulla per evitare che accadesse, e questo deve scuotere la coscienza di una comunità che ha smarrito il senso di appartenenza.

Ma se questo provvedimento dovrà sensibilizzare i nostri ragazzi al rispetto e alla libertà di vivere i luoghi a noi dedicati in genere, dovrebbe far riflettere anche i più grandi nel saperli ascoltare, dobbiamo cercare di capire anche che in una società che si evolve cosa può attirare la loro attenzione e diciamo la verità non c’è molto per loro e si isolano ancora di più seguendo i vari social e le trasmissioni demenziali di turno che non mancano mai.

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