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LE OPINIONI

IL COMMENTO I giovani e l’importanza della didattica in presenza

DI ANGELICA IACONO

Il Centro Studi del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha consegnato i primi risultati dell’indagine sugli studenti italiani alla Ministra Azzolina. I dati indicano che oltre 6 ragazzi su 10 fra i 14 e i 19 anni tengono “molto” alla didattica in presenza. Oltre il 54% ne soffre “molto” la mancanza. Sono dati che ci indicano che la didattica a distanza non attutisce i danni dell’impossibilità di andare a scuola e porta soprattutto stress, noia, fatica. Della scuola in presenza ai ragazzi piace la socialità, la possibilità di avere un confronto con gli altri e la possibilità di frequentare amici e compagni, che la didattica a distanza non garantisce. A tenere alla scuola in presenza, secondo il report realizzato dal Cnop, sono praticamente tutti i giovani intervistati. Il sentimento prevalente, in questo momento, tra i giovani italiani, è negativo, e si traduce soprattutto in tristezza, malinconia, paura, rabbia e distacco.

Un dato allarmante è che solo il 2% dei giovani italiani, in questo momento, riferisce di provare gioia o allegria. Un malessere psicologico che deriva dall’isolamento e dalla assenza o carenza delle attività educative ma anche ludiche e sportive.  Sono dati che riscontrano quanto emerso in altre indagini (es. Unicef nov.2020) dove un ragazzo su tre ha chiesto la presenza di reti di ascolto e sostegno psicologico nella scuola. Questi dati confermano che la scuola non è solo trasmissione di informazioni e contenuti ma un luogo di relazioni, di costruzione di socialità, di educazione emotiva come anche indicato dalla Commissione Europea che individua come obiettivo dell’istruzione e formazione, oltre alla qualificazione progressiva, l’inserimento sociale e lo sviluppo personale. La formazione è un processo complesso che richiede condizioni di spazio, tempo, relazione che si possono attivare unicamente in presenza. La didattica a distanza durante la pandemia è stata importante perché ha permesso di non interrompere completamente questo legame complesso. Tuttavia a lungo termine emergono sempre più le criticità.

Lo spazio è fondamentale nei processi di apprendimento. È il contenitore della comunicazione che avviene attraverso una fisicità che è stata limitata in questi mesi. Permette agli studenti e insegnanti di confrontarsi faccia a faccia, di permettere di lavorare in coppia e piccoli gruppi.

Anche il tempo ha una precisa valenza psicologica. Nella didattica a distanza il ritmo è serrato, ciò non consente di tenere conto delle diverse modalità di apprendimento di ognuno. Nella scuola in presenza, il tempo invece favorisce l’approccio a strategie, metodi, linguaggi che tengono maggiormente conto dei bisogni degli studenti, presupponendo che l’insegnamento di una disciplina non possa riguardare esclusivamente i contenuti di conoscenza.

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Nella didattica a distanza la relazione è il processo che forse risente più di tutto. Senza il corpo, la relazione è privata di una componente importante. Il corpo è fondamentale nei processi emotivi. Le ricerche ci indicano sempre di più l’importanza del benessere e delle emozioni nei processi di memorizzazione e apprendimento. L’insegnante favorisce i processi di apprendimento attraverso una relazione in cui una comunicazione emotivamente positiva è fondamentale. Attraverso lo sguardo, l’incoraggiamento, il tono della voce si attivano gli “interruttori emozionali” degli studenti che nutrono l’apprendimento, che stimolano l’interesse, la curiosità, la voglia di impegnarsi. I dati del Cnop invece ci indicano un malessere degli studenti che non favorisce i processi cognitivi. Le neuroscienze ormai indicano chiaramente come le emozioni negative creino dei sistemi di alert che interferiscono con i circuiti dell’apprendimento.

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Inoltre per gli insegnanti, da remoto, diventa sempre più difficile motivare gli studenti. Gli allievi più grandi sempre più tendono a non accendere la telecamera e a non interagire con il microfono durante gli incontri adducendo problemi tecnici.  Anche la ricerca del Cnop conferma questo dato registrando un sensibile calo della “fedeltà” alla partecipazione alle lezioni a distanza. L’86% dei giovani intervistati dichiara infatti di aver seguito tutte le lezioni a distanza durante il lockdown, mentre ora la quota scende al 70%. La didattica a distanza e l’isolamento forzato durante la pandemia ha inoltre acuito un problema già esistente nelle nuove generazioni: l’uso smodato dei social e del cellulare. Tra gli 11 e i 18 anni i ragazzi trascorrono più di 4 ore al giorno sui social, due interi mesi in un anno. I giovani fanno fatica a ridurre il loro tempo online anche se sanno che è eccessivo (ricerca condotta dall’osservatorio scientifico no-profit Movimento Etico Digitale). Spesso gli adolescenti chattano con amici o compagni di scuola durante le ore di lezione da remoto. In molti giovani si vedono segnali di una possibile dipendenza: sono talmente assorti mentre sono on line da percepire ogni interferenza esterna come intromissione indebita o attacco personale, hanno difficoltà a lavorare, concentrarsi, relazionarsi con gli altri a causa dell’uso continuativo dello smartphone che usano per sopperire a sensazioni di ansia e tristezza.

Tuttavia dovremmo riflette su un dato che prescinde dalla pandemia e dalla didattica a distanza e che ci mette come fanalino di coda rispetto agli altri paesi europei. Da un’indagine ministeriale sul benessere degli studenti italiani precedente alla pandemia emerse che il 73% degli studenti italiani sta male a scuola. Colpa e paura sono spesso alla base del nostro sistema educativo. Le emozioni negative non aiutano bambini e ragazzi ad imparare. Empatia, comprensione, fiducia invece hanno l’effetto opposto, predisponendo gli studenti all’ascolto e all’apprendimento. Le nozioni si fissano nel cervello insieme alle emozioni, che a loro volta influiscono sui processi cognitivi, come attenzione, memoria, comprensione. Se uno studente impara con gioia, impara di più e meglio. Gioia che, anche se con maggiore difficoltà, potrebbe essere attivata anche a distanza.

* PSICOLOGA

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