LE OPINIONI

IL COMMENTO I nodi al pettine

Il servizio di Rainews24 della Rai di giovedì sera alle 20 e 45 in prima serata comunica in tutta Italia la vergogna di uno Stato che in 70 anni non è riuscito a costruire, in una isola che ha prodotto tanta valuta estera, un sistema completo di depurazione. La Cassa per il Mezzogiorno negli anni settanta finanziò un serio progetto con un depuratore a Forio, da poter essere utilizzato da tutta l’isola, ma i foriani con a capo il Sindaco si ribellarono è tutto finì lì. Sentire dal figlio di ”Dai tu”, intervistato, che “abbiamo dovuto dire ai turisti bugie sul mare pulito nei pressi dello sbocco del Rio Corbore” rattrista. L’Italia sta pagando una infrazione Europea enorme. Ischia vi contribuisce con una quota di 650.000 euro all’anno. Questa l’attuale situazione.

Pierluca Ghirelli con l’ingegnere Franco Trani all’Evi hanno messo in atto da alcuni anni la strategia che ci porterebbe forse in un paio d’anni alla soluzione. Invece di puntare sulla costruzione di depuratori, i cui costi di gestione tra l’altro sarebbero difficilmente sopportabili dalle popolazioni,puntano alle condotte sottomarine.

Si dissociano da questa idea i comuni di Barano ed Ischia i quali credono nel depuratore di San Pietro con la nascosta speranza di usarlo solo come transito per arrivare alle condotte sottomarine. L’Europa ha derogato il Portogallo dal costruire i depuratori per città al disotto dei centomila abitanti accontentantisi di condotte sottomarine che scarichino al disotto del termoclino nell’Oceano. Spetterà a Giosi Ferrandino,il nostro eurodeputato, tentare di avere questa deroga dato che profondità e correnti intorno all’isola lo permettono.

Luca D’Ambra, presidente degli albergatori, propone che a carico dei Comuni, vi sia un rilancio dell’immagine dell’isola. Sempre a carico degli altri. La domanda spontanea rimane. Con questo territorio, con questi imprenditori e con questa collettività non sarebbe il caso di rimboccarci tutti le maniche?

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