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LE OPINIONI

IL COMMENTO I ragazzi smettono di studiare

di Michela Taliercio

Tutto sembrava scorrere “tranquillo”, ovviamente si fa per dire, da parte di quelli che non pagano e non soffrono mai (noi ragazzi), quando di punto in bianco ci dicono che dobbiamo fare corsi pomeridiani per esercitarci sulle prove invalsi: le assassine dietro l’angolo. Parto premettendo che già in tempi di pace, non mi hanno mai entusiasmato queste prove, perché se si vuole valutare un ragazzo non lo si fa davanti uno schermo con lacrime d’ansia; non si valutano degli insegnanti mediante il lavoro che fanno in esami del genere, perché di tutte le cose che apprendo molte non si possono tramandare così come loro lo hanno fatto né ci viene chiesto, e di sicuro un insegnante non è un fallito se un ragazzo ha un’insufficienza, perché è più importante essere sufficienti nella scuola della vita; non si possono valutare le scuole con questi esami, ma penso che siano i progetti che si fanno fare ai ragazzi, le occasioni di lavoro, dialogo, viaggio che una scuola mette a disposizione che la rendano come tale, basata sullo stesso rispetto che dovrebbe esserci in ogni famiglia. Potrete dirmi che le prove invalsi valutano altro, ma queste sono alcune delle dicerie che giungono a noi scolari; forse la cosa più brutta che mi abbiano detto sulle prove invalsi è che devono attestare quello che è un pregiudizio: nord ottimo, sud pessimo. Sono come tanti ragazzi, un’eccellenza, eppure non sono di una scuola nordica, peccato. Facciamo più corsi, più progetti: uno che ha interessato le scuole di Procida ad esempio è stato quello di Mare Vivo e sono fiera di avervi tenuto parte.

Ora, una certificazione B2 in inglese che mi serve per entrare all’università che vorrei frequentare, è più utile di queste prove che provocano solo ansia, pianti e divisioni?

Purtroppo però, causa Sars-Covid 19 per il momento le certificazioni sono solo un sogno, ma questo non ci priva di esercitarci. Purtroppo però, ho da fare corsi pomeridiani per prove che farò male appositamente e inoltre devo studiare…Effettivamente noi ragazzi non stiamo studiando, ma non chiudiamo le scuole a luglio, chiudiamole il 9 settembre così ci troviamo per il 10 settembre. Più ridicola cosa non c’è, più ridicolosa cosa di te…Valutate voi se questo è un ragazzo: che non esce di casa (neanche nel piccolo giardinetto per intenderci, neanche il tempo di affacciarsi al balcone), che sogna di studiare anche in sonno, che abbandona per metà la sua passione (a sua volta abbandonata dal governo (non vi è più il ministro dello sport). Non so cosa aggiungere perché ci hanno, mi hanno privato di tante piccole cose che anche la mia mano ormai, non sa che comporre su carta.

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