LE OPINIONI

IL COMMENTO Il campanilismo diventa un boomerang

DI LUIGI DELLA MONICA

La tragedia di pochi giorni fa ha inginocchiato l’economia, la vita, l’anima della comunità flegrea, che nell’ottica isolana è un suolo da utilizzare a proprio uso e consumo, un hub portuale da manipolare alla proprie esigenze produttive e reddituali, senza curarsi di eventuali partnership e\o alleanze di mercato. Ecco che la coperta dell’egoismo, del campanilismo becero e fine a se stesso, come un karma, secondo il famoso adagio “chi semina vento, raccoglie tempesta”, dopo circa 2 anni di trepidante attesa, di sofferenza e di disagio per la realizzazione dei pontoni, che hanno reso l’imbarco per le isole agevole, tecnologico e molto comodo, si ritira. Una manifestazione scomposta, ma disperata ed indotta da una situazione eccezionale e straordinaria, spinge circa 1000 persone sotto il sole cocente di 40 gradi a bloccare il porto di Pozzuoli. In tal guisa, Procida, ma soprattutto Ischia, ricevono l’ennesimo danno economico, sui tanti accumulati fra il sisma del 2017, il covid e l’alluvione del 2022, le restrizioni dei bus turistici nel fine settimana sullo scalo puteolano, la crisi del trasporto rifiuti, il rincaro delle tariffe per i non residenti ed in ultimo la scure degli abbattimenti decisi dopo 40 anni. Unica cosa che non comprendo sono stati i calci alla macchina del Ministro Giuli: un gesto spero isolato, ma molto sgradevole, oltre che illegale. Invocare un Commissario straordinario alla emergenza bradisismo è giusto ed auspicabile, ma evidentemente il colore politico strumentale di qualche manifestante ha dimenticato la catena di comando: Sindaco, che è assolutamente operativo, Città metropolitana di cui Manfredi l’iperpresenzialista non ha mancato di apparire ed il Prefetto. Cosa c’entrino il Ministro della Cultura ed il Governo Nazionale non è dato comprendere, neppure gli attacchi gratuiti e sgradevoli al Ministro Musumeci.

Qui vengono a dama i campanilismi: l’isola d’Ischia, non eleggendo un suo consigliere regionale delegato all’unisono a rappresentare i suoi interessi, le sue criticità strutturali, non ha potuto esprimere la sua voce in sede regionale. Quest’ultima, in campagna elettorale si è gloriata di smobilitare fondi per gli abbattimenti delle strutture abusive, con un detonatore ad orologeria,ripeto e ribadisco, vecchio di 40 anni, con protocollo d’intesa con la Procura di Napoli, mentre nessuna dichiarazione circa eventuali finanziamenti per la messa in sicurezza dell’area flegrea. Dal canto loro i Sindaci di zona di emergenza si perdono in contrasti istituzionali, in polemiche con lo Stato Centrale, si sente la litania: dove sta il Governo Meloni… Nessuno ricorda che il tanto desiderato Governatore della Campania proviene dall’ideologia politica del bonus ristrutturazione (110, 90, 75, 55%) che a vantaggio dei ricchi e dei truffatori delle autocertificazioni false ha determinato un dissesto di 180 miliardi di debito pubblico e contenziosi giudiziari almeno fino al 2035, oltre che gli extraprofitti delle banche che sono lievitati a commissioni di circa il 35% del netto scontato.

Eppure in seno alla Regione Campania si stanno manifestando eccellenze: i funzionari e gli operatori del Dipartimento di Protezione Civile, spalla a spalla con i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Napoli, stanno effettuando un lavoro capillare ed umano di monitoraggio del territorio, con forze al di là dell’estremo sacrificio. Pozzuoli è un deserto di dolore: strade transennate ad unica corsia alternata di circolazione, cornicioni, facciate, balconi crollati; la chiesa dove è ubicata la biglietteria Medmar chiusa. Le persone vagano tristi e disperate nelle vicinanze delle loro case, sia nella speranza di recuperarle, sia nell’angoscia che qualche malintenzionato possa introdurvisi. Senza lamentarsi del caldo torrido ed asfissiante gli ingegneri della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco aiutano, soccorrono, ascoltano, supportano i poveri terremotati. Io non sono un medico, ma come avvocato che mastica qualche nozione di legge, so che esiste il criterio dell’urgenza medica, vale a dire si privilegiano le cure di un paziente a rischio vita, rispetto a quello pur se ferito gravemente, ma non tale da compromettere le funzioni respiratorie, cardiache e celebrali. Ebbene, sono disponibili subito 80 milioni di euro per abbattere dopo 40 anni le case abusive di tutta la Provincia di Napoli, che, per carità non sono tollerabili perché insorte illegalmente, ma per il bradisismo oggi, dopo il sisma 4.8 della scorsa settimana, vi è totale abulia istituzionale regionale. In tale contesto, la disperazione dei puteolani si è scagliata, ingiustamente a mio sommesso avviso, contro chi si recava sulle isole per godere delle ferie e\o per ritornarvi da residenti in pieno confort dopo aver atteso due anni per l’installazione dei pontoni.

D’altro canto, tutti gli ischitani, per Procida non ho conoscenza specifica del territorio, con la propria atavica e patologica memoria corta non hanno mai pensato di dialogare con i comuni di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida per intercettare sinergicamente la domanda e l’offerta di turismo. Il territorio flegreo, come sopra citato, è visto da noi ischitani come terra di passaggio, che si deve asservire ai nostri bisogni: ho scritto più e più volte che nessun turista e forse nemmeno isolano sa di poter lasciare a lungo termine l’auto su Pozzuoli, perché evidentemente ci sta interesse che spenda 100 euro in media per un imbarco, ed i 10\12 euro giornalieri per i parcheggi adiacenti alle spiagge, mentre magari lascia sul porto flegreo appena l’euro e 20 cent del caffè. Queste piccole cose innescano la rabbia ed i campanilismi, perché credetemi stare sotto il sole a 40’ è davvero tremendo. Detto questo, non mi associo alle scuse che alcuno ha inteso rivolgere per aver avuto l’ardire di portare avanti nonostante tutto la festa di Sant’Anna ad Ischia Ponte, perché lo stesso non ha fatto il “Calcio Napoli”, che ha proseguito i suoi festeggiamenti per i 100 anni. Non si tratta di dire che lo “spettacolo deve andare avanti”, ma rendersi conto che le colpevolizzazioni sterili per fatti che non dipendono dalla propria volontà individuale, non possono far dilagare il dolore e la tristezza in modo acritico. Sottolineo un aneddoto occorso ieri tra le stradine del centro storico di Pozzuoli. Il Maestro Soprano Serena Stabile, già nota sulla nostra isola per alcuni spettacoli svoltisi negli ultimi anni, fra gli artisti partecipanti alla kermesse “100 anni”, tornando da Procida sul porto di Pozzuoli, come gesto di solidarietà, ha improvvisato un piccolo spettacolo canoro in onore delle persone in loco, che le hanno detto con spontaneità e genuinità: “aiutateci”! Come può aiutare un’artista se non con la propria voce, ma noi come possiamo? Semplicemente non condannandoli all’oblio.

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