LE OPINIONI

IL COMMENTO Il coraggio delle scelte, quello che manca a Ischia

DI ERMINIA TURCO

Si contano i turisti che sono sbarcati, quelli in partenza, le auto che circolano a Ischia, i bagagli ammassati,il chiasso, i conigli presi a sassate, i danni visibili e morali e il degrado sotto gli occhi di tutti di un isola violentata, e la colpa è solo nostra, dell’ischitano in genere. Da sempre guardiamo a Capri, con quel pizzico di gelosia, per la qualità di turismo che riesce sempre ad eccellere rispetto a noi, non avendo certamente i requisiti di Ischia che sono superiori. Eppure mantiene uno standard alto ed è più conosciuta l’isola di Tiberio che Ischia. Eppure Ischia può vantare di essere la prima colonia greca in Italia, ha delle acque termali uniche al mondo, panorami che ti tolgono il fiato, mare cristallino che lambisce le nostre spiagge e ottimo vino, perché ha una tradizione soprattutto contadina. Ma lo scempio è tangibile e nel bel mezzo dell’estate, quando si contano i danni di stagione turistica violenta, chiassosa, con un turismo soprattutto cafonal che ha macchiato ancora di più la nostra isola. Grida stridule di lamentele ovunque, sui social si postano foto di individui che entrano quasi nudi nei bar, posizionati nel salotto buono, ma che nessuno caccia fuori, quasi come se fosse un vanto la mancanza di rispetto verso di noi e verso se stessi, gli stessi individui che, come escono dalla spiaggia, con costumi che gocciolano ancora di mare, si presentano al supermercato, in giro si vedono per lo più copricostumi, a rete, traforati di merletti, da dove fuoriescono tutte le loro bontà, zoccoli, zoccoletti e quant’altro, in un contesto che è diventa terra di nessuno, senza misure senza regole e se ci sono, si sorvola. Le multe si fanno solo alle auto, e tutto questo per non avere mai il coraggio di fare delle scelte.

Ischia non fa squadra da sempre, ma se abbiamo sei amministrazioni diverse non significa che devono ragionare con sei mentalità diverse, ci sono cose che dovrebbero essere decise insieme, fare delle scelte comuni che possano avere delle linee guida conformi a dare una speranza, per non seppellire definitivamente le sorti turistiche e non solo di quest’isola. La colpa è di tutti anche del singolo cittadino che non si ribella, che guarda ormai da anni il degrado costante, è anche vero che siamo stati distratti nel frattempo da un terremoto che ha fatto registrare un calo di turisti ma se vogliamo invertire il trend negativo, come al solito stiamo sbagliando tutto. Eppure ci sono imprenditori capaci, che investono ogni anno per migliorare la loro risposta turistica, abbiamo alberghi fra i più belli del mondo, abbiamo cuochi stellati che coraggiosamente hanno scelto di restare a Ischia, vantiamo di Eventi internazionali che portano Ischia nel mondo, eppure non siamo in grado di difendere a denti stretti la nostra isola, dal degrado che regna sovrano. La colpa come al solito ricade sul low-cost, ma non è così, Ischia al contrario di Capri è abbastanza grande da ospitare anche quel tipo di turismo, nell’isola azzurra il low-cost si traduce in turismo mordi e fuggi, sono i sevizi che mancano, e mancano le regole, i divieti e le misure che dovrebbero esserci prima per gli ischitani e poi per i turisti, un’isola turistica deve saper accogliere ed avere una mentalità turistica a capire le varie esigenze del turista, se scelgono un’isola, vogliono trovare quello che un’isola circondata dal mare può offrire. E questo non significa annegare nel traffico, morire investiti o essere pugnalati mentre stiamo seduti al bar.

È necessario avere il coraggio di fare anche un passo indietro, ricercare e tutelare le caratteristiche che rendono isola Ischia, offrendo allo stesso modo tutti i servizi di cui ha bisogno per il bene degli isolani e per i suoi ospiti. Dopo un’estate come questa, occorrerebbe un incontro con tutti i sindaci dell’isola, con tutti i presidenti delle varie categorie che la rappresentano, con il nostro europarlamentare e il nostro senatore, per delle soluzioni comuni, che vadano bene per tutti, purché ridonino lustro e rispetto ad Ischia. Isola amata da scrittori, poeti, pittori artisti e imprenditori come Rizzoli, che hanno scelto di investire, cambiando il volto di un isola prettamente contadina, e che in questo luogo vi hanno lasciato il cuore.

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