LE OPINIONI

IL COMMENTO Il covid e la festa di San Vito… Senza festa

Quest’anno la festa non c’è stata. Almeno non quella delle luminarie, delle bancarelle e delle giostre, delle processioni e dei fuochi d’artificio. E si è sentita la mancanza. Nei giorni scorsi, ripercorrendo le strade, vuote, della processione, un senso di tristezza pervadeva gli animi, un senso quasi di angoscia, perché incredibilmente in quelle ore il Paese sembrava ancora più vuoto e silenzioso, la gente, come se per rispetto, avesse deciso di restare a casa ritenendo inopportuno uscire. La processione non c’era. Tra aneddoti, miracoli e tradizionela il culto e la festa di San Vito, anche per i non credenti, ha segnato la vita del nostro paese, della nostra gente, delle nostre famiglie e quest’anno la pagina della nostra storia è una pagina bianca, ma non vuota. Ognuno di noi è chiamato riempirla con le proprie riflessioni, le proprie sensazioni.

In tanti hanno detto che il tempo del Covid era un tempo per riflettere, sul proprio passato e su di un presente incerto, ricco di paura, riflettere anche sui propri errori per costruire un futuro diverso e migliore. Sicuramente il silenzio della festa di San Vito ha favorito momenti alti per vivere emozioni forti che spero ci aiutino ad approfondire un tema, il tema, che spero domini le nostre riflessioni, per dare un senso a tutto quello che è successo: sforzarci per fare di tutto per uscire migliori da questa esperienza vincendo egoismi, invidia, superbia e presunzione, contrasti all’interno delle nostre famiglie, del nostro Paese e della nostra Isola per un pezzo di terra in più, per un pezzo di potere in più. Lo possiamo fare, almeno ci possiamo provare per dare un senso anche alla Festa che non c’è!

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