LE OPINIONI

IL COMMENTO Il danno di immagine del turismo low cost

DI LUIGI DELLA MONICA

Siamo arrivati ad una meta importante. La Pasqua 2022 ha riportato il sorriso nelle aspettative degli operatori di settore, albergatori, ristoratori e tassisti, per fare un esempio. Il biennio precedente è sicuramente da archiviare come un amaro ricordo, ma è necessario “amministrare” la grazia che è scesa dal cielo. Sì mi dispiace dirlo, ma come sempre il fatalismo isolano, che non si appella al marketing strutturato e preordinato all’accoglienza del turista d’elite, fatte le dovute eccezioni, ha reagito con tiepida emozione. Non ho notato sorrisi e compiacimenti negli esercenti che ho visitato occasionalmente durante le mie passeggiate festive. In un caso, una turista chiedeva il prezzo di un piccolo souvenir di € 6,00, ma la negoziante spiegava che il prezzo non fosse aggiornato ed era maggiore di €2,00; la cliente non ha comprato, ma la persona addetta non ha tentato di accattivarsi la reazione scomposta della avventrice per tentare di recuperare l’equivoco. Ho notato il ritorno degli americani ed ho visto con mio sommo rincrescimento i soliti fruitori delle spiagge libere, con le buste dei supermercati, che custodivano bottiglie di birra, panini e patatine, oppure contenitori di cartone con cibo da asporto. Non oso immaginare dove hanno poi abbiano conferito i residui del loro pasto.

In pratica, molti rimpiangono causa guerra il mancato ritorno dei forestieri di lingua russa, notoriamente frequentatori di resort di lusso, di terme e di ristoranti con conti “fuori tasca”, ma non sanno riflettere su come attirare alternative valide, remunerative e riflettenti l’immagine in positivo a tutto tondo dell’isola. Quanto affermo, sebbene sgradevole per alcuni lettori interessati al fenomeno, dipende dall’approdo sull’isola delle famose “settimane roulette”, che hanno massificato il turismo ischitano. Una famiglia negli anni 70’ e 80’ per dormire spendeva circa 300mila lire al giorno, oggi anche con 180 euro una settimana in pieno agosto è fruibile a chiunque. A questo punto mi viene da riflettere se vi siano state le logiche del libero mercato, oppure dell’inerzia degli organi di controllo amministrativi. Per quanto mi sorprende che una struttura alberghiera, la quale è una macchina perfetta, possa erogare a ripetizione dei servizi turistici di elevato standard, quando il corrispettivo pagato dall’ospite basta a malapena a pagare la luce elettrica, per non contare le tasse di soggiorno, la lavanderia, il servizio ai piani e la ristorazione. Non ho mai visto scrivere da nessun opinionista, fatta eccezione per i miei colleghi Borgogna, Mirelli e Petrucci, che il turista fruitore di questa settimana a basso costo sia una potenziale polveriera di disagi e di conseguenza nefaste per l’isola.

Il Prefetto di Napoli nel febbraio 2020 si affrettò velocemente a revocare le ordinanze sindacali che vietavano lo sbarco ai residenti fuori Regione, che ci costò anche una acerrima critica della Giornalista Rita Dalla Chiesa (evitate Ischia) e ricordo erano motivate dal contenimento dei contagi COVID 19. Erano turisti provenienti dal Veneto, quella stessa Regione che oggi scompostamente ci segnala che per vedere i monumenti della “Magna Grecia” si rischia un’insolazione, che dovevano godere della settimana “roulette”. Questa pratica commerciale nacque negli anni 90’ per consentire la conoscenza di mete turistiche a scopo pubblicitario e mettere in contatto domanda ed offerta, ma era uno strumento sporadico ed occasionale, riservato raramente al personale di alcune aziende, oppure per siglare patti di collaborazione e di scambio commerciale fra strutture ubicate in diverse aree geografiche. Ad esempio, il Mar Rosso con la sua Sharm El Sheik si è fatta avanti nel mercato con questa formula; allo stesso modo posso raccontare ai lettori che una struttura turistica svizzera, dell’area sud-ovest della regione “Port du Soleil”, nell’anno 2008, proponeva una settimana gratuita di soggiorno per 3 o 4 persone, in cambio della partecipazione ad almeno due incontri informativi con responsabili alle vendite per procacciare il piazzamento della multiproprietà settimanale.

Sulla scia della generalizzazione del fenomeno di “settimana roulette”, di cui non posso citare le strutture interessate, per motivi di riservatezza, ma chi vive l’isola ne conosce il nominativo, è avvenuta una massificazione del turismo, graduale ed inesorabile. Le conseguenze sono state un deterioramento della immagine isolana, che ha prestato il fianco ad una fetta di ospiti sgraziati, sfruttatori, predatori e maleducati, i quali hanno preteso ad un costo bassissimo di godere delle bellezze dell’isola e di infangarla come l’isola della tolleranza per il cattivo gusto. In questi termini, si è arrivati al pernottamento per €10 a persona, laddove il fruitore è capace anche di montare la causa posticcia della “vacanza rovinata”. Sì, purtroppo oltre alle truffe che alcune agenzie territoriali oppure intermediari organizzatori hanno perpetrato ai danni degli alberghi isolani ci sono state anche delle cause strumentali per c.d. “vacanza rovinata”, che spesso i nostri concittadini ischitani sono malvolentieri costretti, tranne le ipotesi sfacciatamente truffaldine, a transigere, considerato che il Foro del Consumatore si trova nella residenza del turista ed i costi di trasferta e domiciliazione per resistere sarebbero troppo elevati rispetto al valore del giudizio. Questo fenomeno lo cito anche per criticare aspramente quanti ritengono ad esempio che il Tribunale di Ischia sia un sito “comodo” agli avvocati dell’isola, perché le vacanze rovinate si decidono per materia nel luogo ove risiede il turista. Pertanto, è avvenuta anche la beffa che proprio le persone che hanno goduto di un soggiorno tutto incluso di 180 euro per una settimana abbiano anche montato delle vertenze giudiziarie forzate per un qualche minimo e fisiologico disservizio patito e che sono riuscite a provare innanzi al Magistrato competente.

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A cosa è giovato tutto ciò, francamente non saprei. Pensate che i 300 turisti che circa una decina di giorni fa sono stati trattenuti a Sharm El Sheik proporranno una qualche vertenza giudiziaria agli egiziani che li hanno ricoverati in albergo sporco, senza aria condizionata e con gli scarafaggi nelle camere? Sì, d’accordo, la responsabilità era ascrivibile alla cancellazione del volo della WIZZ AIR, che troverà la sua strategia difensiva nelle sedi opportune, ma nessuno può negare che sia più succulento praticare una causa a Torino, per esempio, contro una struttura ischitana… Sulla falsa riga di questi soggiorni sottopagati, gradualmente si sono moltiplicati gli stati di insolvenza delle strutture alberghiere medio-piccole e la carenza di domanda di servizi di lusso. Ischia, al tempo, ha consentito a Naomi Campbell, che ha alloggiato in una suite a picco sul mare, pagata a caro ma giusto prezzo, ed al turista della notte a 10 euro di godere delle stesse bellezze, perché quest’ultimo potrebbe farsi un bagno meraviglioso nelle vasche naturali di Zaro a poca distanza, in linea d’aria. Ancora un allarme sociale che leggevo nelle pagine degli ultimi giorni per gli alberghi in decozione: il cadere in braccio all’usura, allo spettro di società in odore di malavita. Francamente sono molto scettico al riguardo. I due rischi su indicati riguardano persone sfaticate ed ignoranti, perché il bisogno che induce a rivolgersi a questi individui risiede sempre in una mancata conoscenza delle strutture di legalità esistenti. Chi si rivolge all’usuraio è persona poco consigliata, mal consigliata oppure sprovveduta, che normalmente viene studiata a priori dal suo carnefice; chi si rivolge a società in odore di malavita non sa della esistenza della normativa c.d. antisuicidi o da sovra indebitamento prevista dalla L.3-2012. Un caso degno di nota è avvenuto poco vicino alla caserma dei Carabinieri di Casamicciola-Lacco Ameno, dove una azienda operante sul comune di Ischia ha rilevato un albergo messo all’asta, che a breve ripartirà con capitali puliti e provenienti dalla imprenditoria sana, idonea a rilanciare la immagine vilipesa dell’isola. Il brand Ischia, isola minore, realtà geografica terza solo a Sardegna e Sicilia, è una responsabilità di marketing che deve respingere l’idea del basso costo per il pernottamento, traendo l’occasione storica della Pasqua 2022 dovrà essere un monito per l’avvenire.

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Corry54

Come ho già scritto su questo giornale, l’isola ogni anno perde quota, scende sempre di più nel baratro del turismo becero, volgare, delinquente, venditori di droghe, contrabbandieri di ogni sorte, ma come Lei spiegava nelle prime righe i commercianti sono stati felici dei primi guadagni, ma de cheeeee? di gente di basso profilo etico, civile e morale, salvando la pace di qualcuno. Basta solo avere incassato soldi per poter dire che Ischia è un isola Bella? Cambiare il punto di osservazione per piacere

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