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LE OPINIONI

IL COMMENTO Il fattore tempo decisivo per salvare le aziende

DI MARCO BOTTIGLIERI

I primi giorni di riapertura delle attività commerciali e di vicinato ischitane, sono stati all’insegna dell’entusiasmo e della curiosità , ma forse solo perché dopo oltre due mesi di blocco gli imprenditori, avevano ovviamente voglia di ripartire, di riscoprire la socialità. La voglia di rimettersi in moto, è evidente, prendeva il sopravvento su tutto ma è chiaro che lo stato d’animo era frutto semplicemente di emozioni e sensazioni dettate dal momento. Ora però bisognerà attendere ancora un po’ per capire come si stabilizzerà questa fase, e quante attività saranno nella condizione di riaprire, anche considerando la massima attenzione quotidiana che gli imprenditori hanno coscienziosamente nel rispetto delle norme di sicurezza. Purtroppo alcune notizie distorte stanno illudendo e creando false aspettative a molti operatori del settore e questo non va bene e soprattutto alla lunga potrebbe essere deleterio. Bisogna partire da un principio: dobbiamo si essere ottimisti, e nessuno si sogna di metterlo in discussione, ma occorre nel contempo lavorare per una ripresa che sia non solo veloce ma anche duratura.

Deve essere chiaro alle Istituzioni che far ripartire un’azienda dopo questa pandemia non è come spingere un pulsante e via, ecco che come per incanto la giostra ricomincia come se nulla fosse accaduto. Magari fosse così semplice e, soprattutto, immediato. Ci sono azioni che devono essere concretizzate subito e a tutti i livelli – nazionale, regionale, provinciale e locale – mantenendo le promesse fatte agli imprenditori anche alla luce del corposo Decreto Rilancio che almeno sulla carta di risorse ne ha stanziate e pure parecchie. Azioni che devono accompagnare la ripresa aziendale nel breve e nel medio periodo. I segnali finora arrivati, bisogna essere onesti e sinceri, non sono sufficienti e confortanti e non lasciano certo sereni in prospettiva futura, anche solo a breve termine: bisogna fare molto di più con contributi a fondo perduto, (abbiamo proposto un finanziamento a fondo perduto per le aziende, calcolato per cinque mesi lavorativi, partendo da aprile), riduzione del costo del lavoro, con profondi sgravi fiscali ed un azzeramento reale della burocrazia, con il sostegno tempestivo delle banche e velocizzando il pagamento della cassa integrazione. Un compendio, insomma, di tutto quanto fino a questo momento non ha trovato attuazione almeno nella pratica, che poi è quello che conta.

Il fattore tempo è quanto mai decisivo e le imprese non possono aspettare oltre: il rischio è quello di vivere una lenta e inesorabile agonia e un disagio generalizzato al sistema economico, che non avrebbe nè vincitori nè vinti danneggiando, in modo significativo, in particolare le imprese del Commercio, Turismo, Servizi, i fornitori, i rappresentanti, i proprietari degli immobili commerciali, non risparmiando nessuno. Per questo, la Camera di Commercio di Napoli , anche attraverso il prezioso lavoro della Commissione Turismo, continuerà con la stessa intensità e determinazione la sua azione a fianco delle imprese perché la ripartenza avvenga fiduciosa e sia autentica a favore delle aziende e dell’intero territorio.

* Componente Consulta Turismo CCIAA di Napoli

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