LE OPINIONI

IL COMMENTO Il futuro? Va accelerato e dominato

Così ho potuto narrare non solo i lati tecnici ed i vantaggi pratici da vero lavoratore che opera in regime di ‘smartworking’, e poi sui significati sociali economici e spirituali che agiscono in questa rivoluzione. Ho incitato così  i giovani a rifiutare la suggestione neo-luddista che considera le tecnologie digitali nemiche del lavoro, così come le teorie dell’ozio creativo, o dei strampalati programmi della decrescita felice. Queste posizioni deviate, scoraggiano lo sviluppo tecnologico, spingono verso soluzioni risarcitorie con salari non sudati, negano il fatto banale che l’uomo, da quando ha incominciato a pensare, ha bruciato innumerevoli tappe e in ciascuna di esse ha soppiantato le vecchie abilità, imparando le nuove con l’aiuto di Dio. Certamente nel loro superamento si generano difficoltà, ma subito dopo, le nuove tecnologie pretendono nuove abilità e conoscenze. Insomma in questo continuo dismettere e costruire cose nuove, ritroviamo la teoria della ‘ distruzione creatrice’ Schumpeteriana: nel cambiamento, le aziende che si autodistruggono per incapacità a rinnovarsi, e simultaneamente molte altre ne nascono.

Il problema allora non è rifiutare il futuro, ma accelerarlo con l’acquisizione delle capacità di dominio sulle nuove tecnologie, per passare rapidamente ed agevolmente dal vecchio al nuovo. Dunque la istruzione e la formazione sono fondamentali per cogliere interamente le possibilità di libertà, di autonomia, di sviluppo della nostra personalità e professionalità della rivoluzione digitale. Il superamento dello spazio e del tempo, la circolazione delle informazioni e delle idee, il superamento degli ostacoli nell’apprendere, lo sviluppo a proiezioni geometriche dei servizi comuni ed alla persona, realizzano uno dei progressi più dirompenti che l’uomo abbia mai saputo concepire con la energia che il creatore gli ha voluto infondere per renderlo co-protagonista nella manutenzione del creato

* GIA’ SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL

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