IL COMMENTO Il letargo più bello del Mondo

DI LUIGI DELLA MONICA
Più volte ho adoperato la parafrasi del nazista Goebbels: “Se ripeti insistentemente una bugia verrà scambiata per verità”. Sui social e nei commenti sul nostro paesaggio di novembre 2025, quasi ad esorcizzare la paura della natura matrigna, che in questo periodo dell’anno ci elargisce spesso tempeste di libeccio, è un tripudio di celebrazione della bellezza dell’isola, la più bella, anzi la quarta più bella del Mondo. Da poco è stata battuta la notizia della probabile acquisizione al patrimonio del comune di Ischia dell’area parcheggio “La Siena” in Ischia Ponte e tutto tace e sopisce nell’ansia di chiudere per ferie; 4 mesi di isterico lavoro di 18 ore di attività, per confinarsi nel letargo più bello del Mondo. Un forestiero non sa cosa vedere, o cosa comprare, perché è quasi del tutto chiuso per lavori, per ristrutturazione, per NASPI (non sia mai dire la verità), e gli isolani mostrano un volto di diffidenza e di inospitalità verso i pochi turisti anticonvenzionali. Tutto serrato. Le terme riposano, le unità navali si fermano improvvisamente per guasti tecnici ed il legame fra nonni e nipoti sulla terraferma si rinvia al prossimo maggio.
Peccato che in epoca delle monete digitali il sistema dell’economia arcaica ischitana del lavorare compulsivamente 4 mesi per accumulare ricchezza necessaria a vivere per 12 stia a poco, a poco, implodendo su stesso. Vedete cari lettori, nel solco delle verità che fanno male e delle bugie che si scambiano per realtà, proprio questo fenomeno non si vuole accettare nel comune sentire dell’isola. La fattura elettronica si emette entro 12 giorni dalla ricezione della provvista ed allo stesso tempo il creditore pretende che si paghi al massimo in 30 giorni. È finito il tempo del “ti pagherò a fine stagione”, dal momento che questa non deludeva mai, ogni anno aumentavano posti letto, domande di alloggio e ristoranti grandi e piccoli, si poteva avere la ragionevole certezza che il fornitore tenuto buono per 4\5 mesi ti distribuiva la merce e\o il servizio ed attendeva senza problemi il saldo a novembre. Ora non è più possibile, ecco perché l’economia turistica isolana sta andando in burn out. Un altro fattore che sta per colpire il ceto medio-piccolo ischitano è il delirio della legalità ossessivo-compulsiva di uno Stato centrale che ha inteso pescare dal mucchio della sua inefficienza burocratica Ischia, apostrofata con grande maestrìa, proprio nel solco di quella strategia mediatica del ministro Goebbels, come l’isola dell’abusivismo da neutralizzare con la scure della Giustizia. Non voglio scomodare la Sacra Bibbia ed il re Salomone, neppure la dea bendata con la spada e la bilancia, ma a parte che questo modo di definire la nostra isola va respinto decisamente, non possiamo negare che questo sia una conseguenza perniciosa del frazionamento in sei comuni: una miriade di teorici tecnici ed esperti hanno reso utopistico la definizione dei condoni 1985 e 1994, mentre la Campania ispirata dall’ossessivo antiberlusconismo del suo Governatore negò l’applicazione nel suo territorio, correva l’anno 2003.
L’isola è funestata in lungo ed in largo da una squadra di comandati dalle Alte Sfere di metterla a soqquadro per demolire tutto il demolibile, mettendo in esecuzione con fondi regionali tutte le ordinanze giacenti da anni in mezzo alle scartoffie. L’isola sta vivendo una storia simile a quella dell’”Evencibile Armada”, quando Hernan Cortes sterminò tutte le risorse delle Americhe per imprimere il Potere della corona spagnola; allo stesso modo, tutti gli abusivisti devono tremare al passaggio della Legge, nell’isola degli abusivisti. Ecco che verità e menzogna si mescolano fra loro e nessuno riesce a risalire dall’abisso dell’indifferenza, dal letargo autunnale dell’isola più bella del Mondo. Non è plausibile, oltre che autolesionistico, ipotizzare che una comunità abbia potuto dapprima tollerare la nascita di case dal nulla, come funghi, nel giro di una notte e successivamente rimanere indifferente al cospetto della demonizzazione di un territorio insulare, che doveva essere monitorato, protetto e ripristinato nella sua unicità nel Mondo, proprio dalle amministrazioni moltiplicate in sei, pertanto maggiormente efficienti di una soltanto. Senonchè questa parcellizzazione burocratica, al posto di essere sinonimo di efficienza parametrata alle specifiche aree, si è trasformata in una disconnessione fra l’utenza ed i vari uffici tecnici, che non hanno avuto mai il personale quantitativamente e qualitativamente idoneo a definire le pratiche di condono e nel frattempo vi era un “non detto”, una sorta di bugia mascherata da verità che tutto si potesse fare e costruire. Nel frattempo, famiglie composte da genitori, figli e nonni si sono indebitate fino al collo per ampliare le loro proprietà, in questo contesto di incertezza giuridica, ed oggi ed a breve termine se non titolari di altro immobile regolare sull’isola dovranno persino abbandonarla. Qualcuno ha ipotizzato il c.d. abusivismo di necessità, che personalmente non mi persuade come giustificazione, ma certamente l’impatto sociale che si sta delineando è drammatico e per alcuni ha già fatto sentire la sua veemenza. A fronte di ciò, non riesco a capacitarmi di come si possa rimanere inerti: nell’isola si stanno costituendo partiti silenziosi di pro e contro abbattimenti, ma alla fine non ci saranno né vinti, né vincitori da questa guerra ideologica: la comunità isolana, già massacrata da una crisi che sta avvicinandosi al decennio (2017 terremoto, 2022 alluvione), sta per conoscere la frammentazione, la implosione su se stessa, perché non solo si auspicano gli abbattimenti, ma anche le spese di ripristino che ammontano a cifre da far tremare i polsi.
In tutto questo contesto, si mente sapendo di mentire con le foto del tutto chiuso, del tutto tace, del tutto va bene, mentre avveleniamo le nostre coscienze, i nostri spiriti, la nostra onestà intellettuale per una manciata di bugie che vogliamo far passare come verità: Ischia è l’isola più bella del Mondo, alla fine si risolleverà, ma non credo che il letargo dell’indifferenza possa mai aiutarla. Si rimbocchino le maniche tutti i protagonisti istituzionali e culturali di questo sconcio dell’abusivismo, per impedire che la legalità unica verità, possa trasformarsi nella bugia che colpisce i deboli, per educare i forti, che comunque rimarranno in parte impuniti.







