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LE OPINIONI

IL COMMENTO Il lockdown e i politici da castigamatti a tolleranti

C’è un forte sentimento che pervade una parte significativa dei politici. La richiesta insistente, quasi liberatoria, di sciogliere il vincolo del lockdown. Devo dire che l’impressione che ricevo nell’apprendere queste pressioni non è rassicurante. A chi si rivolgono costoro nel chiedere di allentare la quarantena, di ripristinare le consuetudini che abbiamo dovuto abbandonare per così dire “per forza maggiore? Prima di pronunciarsi, dovrebbero consultare ad esempio i tanti tecnici delle diverse task force, che peraltro loro stessi hanno contribuito a nominare. Dovrebbero sapere che esprimere tali opinioni a mezzo media, possono confondere i cittadini che finora (almeno loro) hanno avuto una condotta esemplare nell’applicare le sin troppe e talvolta contraddittorie disposizioni promulgate dallo Stato centrale e prescritte e dettate da Regioni e Comuni. A pensar male, si può dire che si rivolgono ai cittadini per accrescere il loro consenso, contando sul loro sentimento di stanchezza, a causa di un periodo di tempo vissuto in modo surreale. Eppure taluni politici in particolare, li abbiamo visti rapidamente cambiare opinione sui comportamenti da avere: si erano vestiti da castigamatti e ben presto sono diventati più che tolleranti.

Credo allora, che la seconda fase da gestire, la dovremmo condurre con più sangue freddo, attraverso una programmazione mirata a esaltare ogni precauzione che possa risparmiarci un ritorno di fiamma della pandemia. All’inizio del contagio, se si fosse stati più cauti e meno presuntuosi, ci saremmo risparmiati molti lutti e sofferenze e maggiori propagazione della malattia su scala nazionale. Dunque nessuna ripetizione di azioni in ordine sparso: ci possono fare solo un gran male. La seconda fase, ha bisogno di una attenta preparazione, ed una volta decise le direttive, il buon senso dovrà obbligarci a far valere le disposizioni per l’intero paese. Ad esempio, il varo di piani dettagliati per i vari settori produttivi e poi configurati per le singole aziende; come per la scuola, l’università ed il sistema formativo tutto dovrà regolarsi nei minimi particolari; l’utilizzo dei vari servizi pubblici disposti razionalmente allo scopo di evitare nel svolgere un compito così essenziale gli assembramenti nocivi; così come turismo e nella ristorazione; svaghi; negli incontri pubblici in genere. In tal senso il monitoraggio dei cittadini si rende indispensabile per permetterci di convivere con il Coronavirus senza rischi. 

L’ app immuni’ che il governo intende allestire credo sia assolutamente necessario per salvaguardarci. È già acceso il dibattito sulle libertà costituzionali, ma il nostro diritto non può solo riguardare la libertà di non essere tracciati, ma anche quella di non subire danni da persone che o inconsapevolmente o consapevolmente possono attentare alla nostra salute. Ecco perché la nostra libertà dovrà reggersi su un equilibrio che peraltro la stessa Costituzione prevede. Lo Stato, questo deve essere certo, dovrà affidare il compito di gestire il contenitore dei dati a personalità di grande caratura scientifica e morale, con una normativa assai rigorosa sulle procedure di gestione e sulle trasgressioni che possono mirare a usare i dati per finalità non pubbliche. Per regolare una materia così delicata, toccherà al Parlamento e solo al Parlamento darci una legge.

* GIA’ SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL

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