IL COMMENTO Il Natale, l’isola e le sue divisioni

DI ANTIMO PUCA
Allestimenti delle piazze. Luminarie. Concerti per le vie del centro dei musicisti locali e non. Cartelloni con artisti di stampo nazionale ed internazionale. Montaggio dell’albero di Natale. Arredo per il verde. Uno schiaffo alla povertà con l’aggravante della mancanza di trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici. Se è bene che le forze private ci siano, una regia pubblica non può mancare per non danneggiare le attività economiche o dare un’immagine sbagliata di quello che vogliamo che l’isola sia. È opportuno che si prenda in mano la questione. C’è sicuramente buona volontà da parte delle Amministrazioni. Ma un’attenzione sul decoro generale e la comunicazione complessiva verso i cittadini è fondamentale. L’atmosfera natalizia è oscurata da una polemica accesa riguardante una variazione di bilancio importante che destina tanti mila euro alle festività di fine anno. La cittadinanza bolla la spesa come oltraggiosa e sintomo delle giunte che ignorerebbero le vere priorità dei Comuni isolani.
Nessuno intende sminuire l’importanza del Natale. Considerando che il Natale è una festività importante per tutti noi, tutti ritengono sia giusto rendere questo periodo speciale creando eventi e addobbando le strade in modo da far vivere a tutti i cittadini l’aria natalizia. L’obiezione, però, è tutta nelle cifre. Stanziare somme imponenti per una celebrazione circoscritta a un brevissimo periodo secondo i cittadini è un atto di profonda mancanza di rispetto verso le comunità isolane. Non ci sono soldi per chiudere le buche. Non ci sono soldi per aggiustare le aiuole, per rinfoltire boschi e pinete. Non ci sono abbastanza soldi per garantire assistenza e non ci sono soldi per aumentare il grado di pulizia dei Comuni isolani.
Bisognerebbe mettere a confronto le emergenze quotidiane con la spesa natalizia. In sostanza, se i Comuni isolani sono a corto di fondi per la manutenzione e i servizi essenziali, come si giustifica una variazione di bilancio di fine anno per sperperare tanti mila euro, peraltro per una sola settimana di eventi? Il Natale è un periodo in cui le attività dovrebbero lavorare di più. Mancano viabilità e sicurezza. Riguardo i trasporti ci sono molte lamentele. Non solo gli anziani dovrebbero usufruire dei mezzi pubblici. Ma anche ragazzi e famiglie dovrebbero spostarsi in centro senza muovere la macchina. Inoltre i cittadini lamentano la mancanza di forze dell’ordine. “Le elezioni regionali del 23 e 24 novembre, oltre alla netta affermazione della coalizione guidata dal Presidente On. Roberto Fico, hanno fatto registrare un dato di consenso estremamente significativo sulla nostra isola, a favore della coalizione riformista”. Un voto non è una scelta tra liste, simboli o colori. È molto, molto di più.
Ogni volta che stringiamo quella matita tra le dita, non tracciamo una croce. Scriviamo un pezzo di storia. La NOSTRA storia. Ischia avrebbe potuto mandare un suo rappresentante nel Consiglio Regionale della Campania. Un rappresentate del territorio, cresciuto nei nostri problemi, nelle nostre battaglie, nelle nostre paure. Nei nostri sogni. Ma siamo rimasti a guardare. Abbiamo lasciato un’opportunità grande svanire nell’indifferenza o nelle divisioni di sempre. Un voto non riguarda una persona. Non riguarda me. Non riguarda un partito. Riguarda il futuro del nostro territorio. Riguarda le battaglie che solo una rappresentanza in Regione può affrontare davvero. La questione urbanistica. Boschi e pinete. Il porto. Gli usi civici. I grandi finanziamenti che aspettano solo una voce credibile per essere portati a casa. Senza un consigliere regionale NOSTRO… restiamo sempre a metà strada. Avremmo dovuto mettere da parte tutto. Simboli, correnti, rancori, vecchie ferite. Non si sarebbe trattato di scegliere “chi”. Avremmo dovuto scegliere “noi”. Ogni volta che varchiamo la soglia del seggio, dovremmo ricordarci questo: la matita che teniamo in mano pesa più della storia che abbiamo alle spalle. Quello che segniamo dice al mondo se Ischia vuole cambiare per davvero. Avremmo dovuto sensibilizzarci, responsabilizzarci e unirci.






