LE OPINIONI

IL COMMENTO Il “no” alla plastica, l’isola e la rivoluzione culturae

DI FRANCESCO BORRELLI

L’ordinanza dei sei comuni dell’isola d’Ischia che mette al bando i prodotti monouso alimentari in plastica è un’ottima notizia e un segnale importante. Da anni noi Verdi proponiamo queste ordinanze nei comuni campani. Le amministrazioni isolane hanno gettato le basi per una forma seria di contrasto al fenomeno. La dispersione della plastica in mare e lungo i litorali rappresenta una delle principali cause dell’inquinamento dell’isola e dello specchio d’acqua su cui si affaccia. Ora serve la massima attenzione da parte dei corpi di polizia municipale nel far rispettare l’ordinanza. L’impegno di uomini e risorse rappresenta un investimento per migliorare il futuro dei nostri figli. Occorrerà una netta inversione di tendenza rispetto all’ordinanza emessa alcuni anni fa che ha vietato l’uso di saponi non biodegradabili sull’isola. Un divieto che, nei fatti, non è mai stato rispettato. Stavolta la storia deve essere diversa per dimostrare che le prese di posizione in difesa dell’ambiente non sono solo battaglie di facciata ma impegni vincolanti, da corroborare con risultati a breve termine.

L’estate si avvicina e sarà il banco di prova che misurerà gli effetti del provvedimento “plastic free”. Se a settembre avremo la contezza che, finalmente, l’uso dei prodotti monouso in plastica è stato debellato o, perlomeno, fortemente limitato, potremo affermare che il primo round di questa sacrosanta battaglia è stato vinto. A quel punto, forti dei risultati e dell’ovvia diminuzione dell’inquinamento, il “modello Ischia” potrà elevarsi a riferimento in fatto di difesa dell’ambiente e del mare. I residenti e i turisti dovranno fare propria questa ‘rivoluzione culturale’, affiancando le amministrazioni in questa battaglia di civiltà. Il problema dell’inquinamento determinato dalla plastica è di portata mondiale. Anche le istituzioni internazionali, come l’Unione europea, si stanno muovendo per contrastare l’uso di plastica. L’Ue ha fissato l’obiettivo di intraprendere un percorso legislativo volto a frenare il consumo di plastica monouso e il marine litter, i rifiuti che finiscono per inquinare i mari. Entro il 2025, inoltre, gli Stati membri dovranno raccogliere il 90 percento delle bottiglie di plastica monouso per bevande.  Secondo i dati proposti dalla rivista Plos il Mediterraneo è una delle zone critiche del pianeta per quanto riguarda l’inquinamento da plastica. Stiamo parlando di una concentrazione compresa tra le mille e le tremila tonnellate, un livello di inquinamento che è non si discosta tanto dalla realtà delle isole di plastica degli oceani che tanto ci inorridiscono quando vengono proposte durante i telegiornali.

Il problema, dunque, non è solo dei Paesi tropicali ma ci riguarda da vicino. I prossimi passi dovranno riguardare il contenimento delle microplastiche, cioè di quei detriti di grandezza così contenuta che sfuggono alla depurazione delle acque reflue e finiscono in mare. L’Unione Europea e l’Italia stanno valutando soluzioni per contrastare anche questo fenomeno. Dal 1° gennaio 2020, nel nostro Paese, sarà vietato mettere in commercio prodotti cosmetici che contengano microplastiche. Il percorso per rendere il Mondo “plastic free” è iniziato e non sarà reversibile. Ma per renderlo credibile occorrerà la massima serietà da parte delle istituzioni e la collaborazione dei consumatori. Solo così potremo continuare a goderci la Terra e le bellezze che essa offre, come l’isola d’Ischia.

* CONSIGLIERE REGIONALE

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