LE OPINIONI

Il commento Il paradosso Carotenuto: un buon manager, un politico sconfitto

Prima di ogni considerazione politica è doveroso fare una premessa. L’approdo della Four Seasons I nel porto di Lacco Ameno rappresenta una straordinaria notizia per tutta Ischia. L’ingresso dell’isola nel circuito internazionale del turismo crocieristico di lusso è un risultato che porterà prestigio, visibilità e ricadute economiche per l’intero territorio. Non è una vittoria di un singolo Comune: è una vittoria dell’isola.

Per questo sarebbe inutile e persino dannoso cadere nel campanilismo. Domenico De Siano ha fatto il suo dovere di sindaco cogliendo un’opportunità importante per Lacco Ameno. Chiunque avrebbe fatto lo stesso.

Ma proprio perché questa è una buona notizia per Ischia, diventa inevitabile affrontare il risvolto politico della vicenda. Perché questa storia non nasce oggi. Nasce anni fa. Nasce a Casamicciola Terme. Nasce da un progetto fortemente voluto dall’amministrazione guidata da Giosi Ferrandino, che individuò nel turismo crocieristico di lusso uno degli strumenti per rilanciare l’economia della cittadina dopo gli anni più difficili.

Fu proprio in quel contesto che il vicesindaco Antonio Carotenuto ricevette il mandato politico da Giosi Ferrandino di seguire il progetto. Nessun sindaco prima di Ferrandino aveva voluto percorrere questa strada.

Carotenuto partecipò alle principali fiere internazionali del settore nautico e crocieristico. Costruì relazioni. Ricevette delegazioni straniere. Accompagnò i rappresentanti di Four Seasons alla scoperta dell’isola. E soprattutto fu delegato dal Comune di Casamicciola al Seatrade Cruise Global di Miami, la più importante manifestazione mondiale dedicata al settore.

Ads

Non era un viaggio personale. Era una missione istituzionale.

Ads

Una missione autorizzata dalla Giunta comunale con la delibera avente ad oggetto “Four Season Yacht – Ischia in 2026 & Beyond – 40th Anniversary Celebration del Seatrade Cruise Global Miami USA – Turismo crocieristico di lusso – Linee di indirizzo”.

Quella delibera approvava la richiesta di Four Seasons Yachts, e il sindaco Ferrandino dava mandato al suo delegato di sottoscrivere l’accordo e autorizzava la partecipazione della delegazione comunale a Miami affinché Casamicciola entrasse ufficialmente negli itinerari della compagnia.

Tutto questo avveniva con un obiettivo preciso. Portare il turismo crocieristico di lusso a Casamicciola.

Ed è qui che nasce il paradosso. Dal punto di vista manageriale, Antonio Carotenuto merita un riconoscimento. Sarebbe ridicolo negarlo. Ha costruito rapporti internazionali. Ha lavorato con costanza. Ha creduto in un settore nuovo. Ha portato a casa un risultato che oggi consente all’isola di entrare nel circuito mondiale di Four Seasons Yachts.

Managerialmente, nulla da dire. Anzi. Ma la politica non si misura soltanto con la capacità di costruire relazioni. Si misura soprattutto con la capacità di trasformare quelle relazioni in risultati per la comunità che si rappresenta. Ed è qui che il giudizio cambia radicalmente. Perché Antonio Carotenuto non era un consulente privato. Non era un manager chiamato da una società internazionale.

Era il vicesindaco di Casamicciola Terme. Rappresentava una comunità. Era stato mandato in giro per il mondo, con il sostegno e le risorse del Comune, per promuovere Casamicciola. Non Lacco Ameno. Non un altro Comune. Casamicciola. Oggi, invece, il primo approdo della Four Seasons avviene altrove.

Il vero nodo della vicenda non è l’arrivo della Four Seasons sull’isola. Quello è un successo che tutti devono salutare con soddisfazione. Il vero nodo è un altro.

Antonio Carotenuto aveva ricevuto dalla sua comunità un mandato preciso: lavorare per portare il turismo crocieristico di lusso a Casamicciola. Per questo il Comune investì tempo, risorse pubbliche e credibilità istituzionale. Per questo fu inviato alle più importanti fiere internazionali del settore, fino al Seatrade Cruise Global di Miami, dove venne formalizzato un percorso che avrebbe dovuto aprire una nuova stagione per Casamicciola.

Oggi quel percorso approda altrove. Ed è qui che nasce una ferita politica con i cittadini di Casamicciola che Carotenuto difficilmente potrà rimarginarsi. Si può discutere all’infinito delle ragioni della rottura politica con Giosi Ferrandino. Si possono raccontare versioni diverse, attribuire responsabilità reciproche, rivendicare scelte personali. Ma c’è una domanda dalla quale Antonio Carotenuto difficilmente potrà sottrarsi.

Una contrapposizione politica può davvero giustificare il fatto che il progetto simbolo sul quale aveva costruito la propria esperienza amministrativa trovi il suo primo approdo fuori da Casamicciola?

È questa la domanda che pesa sul suo futuro. Perché un amministratore può anche cambiare alleanze, percorsi e riferimenti politici. Quello che non può cambiare è il giudizio della propria comunità quando percepisce che un’occasione storica è sfuggita di mano.

La politica vive di fiducia. E la fiducia si fonda su un principio semplice: chi rappresenta una comunità deve anteporre sempre l’interesse di quella comunità a qualsiasi altra considerazione.

Per questo la vera partita per Antonio Carotenuto non si giocherà nei comunicati stampa né nelle conferenze o foto di rito. Si giocherà il giorno in cui tornerà a bussare alle porte dei casamicciolesi chiedendo il loro voto. Quel giorno qualcuno potrà guardarlo negli occhi e rivolgergli una domanda semplice, forse persino brutale. «Antonio, se quel progetto era nato per Casamicciola, se Casamicciola aveva creduto in te, investito su su di te e affidato a te il compito di costruirlo, perché il primo approdo della Four Seasons non è stato a Casamicciola?»

A quella domanda non basteranno slogan. Non basteranno spiegazioni tecniche.

Salus populi suprema lex esto, Antonio!

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio