LE OPINIONI

IL COMMENTO Il PD, IdeaNapoli e la scuola di cinema

Il PD metropolitano (l’aggettivo non inganni, è notizia vera e non “leggenda metropolitana”) nella persona del segretario Marco Sarracino, ha annunciato che – in luogo della Conferenza Programmatica che si sarebbe dovuta tenere nel mese di aprile, ci sarà un appuntamento più importante: IdeaNapoli, che vedrà protagonista una base allargata del PD (non solo iscritti) e soprattutto vedrà impegnate, nell’elaborazione di un Progetto Napoli Futura, quelle eccellenze dei vari settori produttivi, culturali e accademici che, fino ad oggi, non sono stati coinvolti dal Partito. A questo appuntamento parteciperanno, da protagonisti, i partenopei Gaetano Manfredi, ministro per l’Università e la Ricerca, Enzo Amendola, ministro per gli Affari Europei e Peppe Provenzano, ministro per il Sud e la Coesione Territoriale.

L’obiettivo principe di questo Progetto è quello di fare di Napoli la Capitale dell’industria culturale italiana. Nel 2019, dice Sarracino, Napoli è stata la città in cui sono stati girati più film, un patrimonio immateriale fin qui troppo trascurato, generatore di ricchezza per varie fasce sociali ed economiche. Inoltre si cercherà di mettere in luce e far emergere, a tutto tondo, le potenzialità finora inespresse di Napoli capitale del Mediterraneo e di bacino sperimentale di nuovi modelli di coesione sociale e lotta alle diseguaglianze. Sarracino giura che sulle ceneri di un PD napoletano inconsistente e clientelare, si sta costruendo una nuova ossatura di partito, con l’ingresso di trentenni culturalmente e politicamente attrezzati. Niente più guerre interne, giura. E sul fronte delle proposte concrete, subito il ministro Manfredi, uno degli assi portanti di questo nuovo PD metropolitano, ha annunciato che si farà la Scuola di Cinema, progetto innovativo. In realtà questa iniziativa è partita da un appello firmato da nomi illustri del cinema, da Toni Servillo a Mario Martone ed altri noti cineasti, attori, artisti. Manfredi ne ha immediatamente parlato col ministro del Turismo e Cultura, Dario Franceschini ed entrambi hanno convenuto che la cosa è da farsi. Sullo stile della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano o della Scuola cinematografica di Arte Cinematografica Gian Maria Volontè di Roma, nascerà a Napoli la Scuola di Cinema che abbraccerà non solo regia e recitazione ma tutti gli aspetti della formazione cinematografica, comprese le maestranze e compresa la multimedialità, nonché l’audiovisivo.

Ora, cosa c’entra ad Ischia e, soprattutto, come può entrare la nostra isola in questo ambizioso progetto? Qui dobbiamo aprire una biforcazione di opzioni: da un lato occorrerà ad Ischia un’organizzazione politica, un laboratorio di idee che possa incrociarsi con il nascente laboratorio di un PD metropolitano allargato alle intelligenze della società civile; d’altro lato dobbiamo cucire quanto di buono esiste sull’isola da un punto di vista della cultura cinematografica (ed è tanto!) con ciò che si intende fare a Napoli e in special modo con l’istituenda Scuola di Cinema. Andiamo per ordine: si sta riorganizzando il PD Circolo di Ischia (e diremo in che modo) con la speranza di creare un effetto di trascinamento anche negli altri Comuni isolani. Ad Ischia c’è la voglia di allargare il Circolo ad esponenti della società civile e culturale e delle varie espressioni del mondo lavorativo per la partecipazione ed elaborazione di un Progetto per una Ischia futura, verde, sostenibile, solidale, attrattivo di un turismo nazionale ed internazionale di qualità, rispettoso del principio cardine del viaggiare inteso come “osmosi tra chi riceve e chi visita, scambio di esperienze tra ospite ed ospitante” al contrario del modello, attualmente in voga e che si è andato incattivendo negli anni, di “chi fagocita chi” (l’ospitante che sfrutta l’ospite e l’ospite che dissacra i luoghi ospitanti). Mi direte che non c’è bisogno di rifondare i partiti, essendoci i Comuni, i Sindaci, gli amministratori. Il punto è proprio questo: l’attuale incapacità della classe dirigente amministrativa di elaborare uno straccio di idea di paese, ecco perché dobbiamo ripartire dal dibattito e approfondimento di partito. E male fa il Sindaco d’Ischia a prendere le distanze dal partito in cui ha militato fino a poco tempo fa. E’ populismo puro contrapporre, come lui ha fatto in una piazza esacerbata dalle difficoltà occupazionali e retributive, il presunto interesse degli ischitani rispetto agli interessi di partito (di cui ha affermato che non gliene frega niente). Chi fa queste affermazioni ha un concetto di partito che è un’evidente devianza da quella che ne è la vera funzione costituzionale. Gli interessi di partito in sé non esistono e non può esistere contrapposizione tra interessi di partito e interessi degli ischitani; essi necessariamente coincidono.

Quanto alla considerazione e al retro pensiero che l’attuale circolo PD sarebbe appannaggio e dominio dell’europarlamentare Giosi Ferrandino, faccio notare- come prima cosa- che se si ritiene il circolo espressione alterata del partito locale, ci si batte all’interno per ristabilire un equilibrio che si ritenga più confacente; in secondo ordine, va considerato che è legittimo ed addirittura auspicabile che l’europarlamentare ischitano sia impegnato ad incidere fortemente sul partito locale. Terza cosa: temendo l’eccessiva influenza di Giosi sul circolo, il Sindaco automaticamente si riconosce “antitetico” all’eurodeputato e questo, credo, non gli faccia particolarmente bene. Non parliamo degli altri Comuni, i cui Sindaci sembrano non avvertire alcuna esigenza di “appartenenza politica”, illudendosi che il rapporto diretto Sindaco-cittadino risolva tutto. Chiusa questa lunga parentesi relativa al ruolo dei partiti nella politica locale, passiamo ad esaminare la proposta culturale per Napoli e tutto il contesto metropolitano. Se deve sorgere una Scuola Napoletana del Cinema, come si fa a non tener conto che Ischia vanta, da anni, due prestigiosi Festival Cinematografici, che hanno caratteristiche diverse tra loro, ma entrambi svolgono una funzione spettacolare, culturale e di marketing rilevante e, ai responsabili organizzativi dei quali, dobbiamo un sentito grazie per aver programmato, nonostante le difficoltà, l’edizione 2020. E come ci può sfuggire la circostanza che, ormai da anni, si cerca di trovare una soluzione degna e definitiva per la destinazione di La Colombaia di Luchino Visconti? Non era essa nata con l’intento di una Scuola di Cinema? E sono sicuro che l’ispiratore e il sostenitore di quel progetto, Franco Iacono, dalle energie inesauribili, non tarderà a riprendere (ormai da semplice cittadino) la battaglia per quella destinazione. Nessuno può negare che Ischia è stata storicamente location cinematografica di primissimo piano; che è stata la culla del sogno di Rizzoli di un’isola felice per artisti, registi, attori. Nessuno può negare che Visconti scelse la Colombaia come residenza in un contesto storico ambientale impareggiabile. Come si fa, dunque, a non pensare di interpellare subito il ministro Franceschini e il ministro Manfredi per proporre la Colombaia come sede metropolitana della Scuola Napoletana di Cinema? E pensare che l’amministrazione comunale di Forio, dopo aver bandito un concorso per assegnare la gestione per 2 anni della Villa ed essendo risultato vincitore ( per quel che mi risulta) il gruppo facente capo a Michelangelo Messina, ottimo manager di eventi cinematografici, decise poi di annullare tutto. Segnalo al Sindaco Francesco Del Deo l’opportunità unica che si offre oggi all’isola intera ( non solo certo a Forio) per rilanciare alla grande la Colombaia, per agganciare l’isola ad un grande Progetto Metropolitano, a cui non mancherebbero i fondi e di cui Napoli è certamente il fulcro e la potenziale Capitale del Mediterraneo, ma Ischia è un cardine essenziale, per il cinema, per la cultura, per la storia e – in quanto prima colonia greca- anche per la centralità di Napoli nel Mediterraneo.

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