LE OPINIONI

IL COMMENTO Il ponte delle spie (luminose)

Ricordate il bel film di Steven Spielberg “Il ponte delle spie” (Bridge of Spies), con Tom Hanks? Bene, a Ischia, non in periodo di guerra (calda o fredda che sia), sebbene una guerra mediatica sui social si sia scatenata, si disputa sul fatto che il ponte che va al Castello sia stato illuminato con luci fredde LED. E le contestazioni delle luci fredde sono vere e proprie “spie” sociali di due diversi modi di intendere il paesaggio, la storia, la natura e la cultura nella nostra isola. I social, di solito, favoriscono la spaccatura in due schieramenti contrapposti, pro o contro un determinato provvedimento. Nel caso dell’illuminazione nuova del Pontile Aragonese, si è verificata invece una sostanziale unanimità: le nuove luci appaiono -ai più- riprovevoli. I commenti registrati hanno toccato le corde del buon gusto, dello stridente contrasto tra luci fredde (del pontile) e luci calde ( del Castello), paragonando di volta in volta il Pontile, in tal modo illuminato, ad un parcheggio, ad un aeroporto o un’autostrada, trascurando però – a mio avviso – un aspetto più ampio di etica politica ed ecologica. Non è stato sottolineato che, ancora una volta, l’Amministrazione comunale ha operato una scelta, riguardante un pezzo importante della storia e del paesaggio del nostro Comune, senza preventivamente coinvolgere nessuno. Ancora una volta, accortosi dell’errore, il Sindaco Enzo Ferrandino afferma che si rimedierà all’errore con opportuni accorgimenti tecnici. Dubito perfino che i consiglieri e forse anche gli assessori siano stati preventivamente avvertiti della tipologia di illuminazione che s’intendeva installare. Non è così che funziona un ente democratico! Operando in tal modo, in maniera solitaria, sottocoperta, poco trasparente e non partecipata, si è compromessa anche una scelta ecologica – in via teorica – apprezzabile.

La scelta dell’illuminazione LED ha molti aspetti positivi, dal risparmio energetico, al telecontrollo, al minore inquinamento luminoso. Solo che la scelta avrebbe avuto molto più senso su strade, parcheggi, rotonde; non sul Pontile Aragonese, che ha bisogno di luci calde in sintonia con le luci del Castello. Comunque si può avere luce calda anche con i LED. Bastava un minimo di approfondimento del dossier. Bastava leggere lo Studio del 2016 sull’illuminazione LED (pubblicato sulla rivista scientifica GREEN) dal titolo “LED Street Lighting” a cura di Francesco Meneguzzo, Mario Pagliaro, Rosaria Ciriminna e Lorenzo Albanese, nel quale si parla anche di come rendere la luce LED più calda. Oltre all’errore metodologico della mancanza di confronto preventivo, c’è un altro errore di fondo: una sorta di ecologia superficiale, modaiola ed irriflessa, comune – purtroppo – a tanta parte dell’isola, come cercheremo di dimostrare con qualche esempio. Qui il discorso si fa complesso e richiede una sforzo di chiarezza e comprensione. Perché si è pensato di illuminare il Pontile con luci fredde LED? Perché appare scelta “moderna”, ecologica. Ma l’ecologia richiede l’impegno contemporaneo di “cuore” e “ testa”. Una ecologia solo calcolata ed utilitaristica rischia di non scaldare i cuori degli uomini, in particolare dei giovani. Al contrario, un’ecologia fatta solo di “ visione”, sogno, entusiasmo, senza supporto scientifico, rischia la sterilità e l’inattualità del disegno. Peggio ancora dell’ecologia solo calcolata e di quella visionaria, è la terza ipotesi , quella messa in atto dal Comune d’Ischia nell’illuminazione del Pontile e cioè l’ecologia propagandistica, quella fatta tanto per ingannare ed illudere la cittadinanza e la pubblica opinione.

Parimenti agli “ estremi” e agli ecologismi contrastanti, esistono diverse “ ecosofie”, posizioni riguardanti il rapporto filosofia-ecologia. In questi giorni c’è stato un clamoroso esempio di divaricazione tra un’ecosofia solo ragionata ed un’ecosofia solo “ visionaria”. Lo scontro è avvenuto a Forio nella riunione sul PUC, promossa da Vito Iacono, dove su fronti opposti si sono schierati il prof. Sebastiano Conte, sostenitore della pianificazione senza se e senza ma e Nicola Lamonica e Lega Ambiente. “ Dove eravate? – ha rimproverato il prof.Conte- quando sarebbe stato necessario preventivamente inserirsi nella confezione del PUC?” Non si può – ha affermato l’urbanista – adesso contestare l’Amministrazione comunale per scarso metodo democratico e di confronto, quando l’iter del PUC prevede democraticamente la possibilità di presentare opportune osservazioni al Piano. Il ragionamento, su un piano legale e formale, non fa una grinza. Tuttavia, pretendere, al di là degli strumenti legalmente previsti, un ampio confronto con la cittadinanza, in ogni fase della pianificazione risponde a criteri di aspirazione alla partecipazione, che coinvolgono la sfera del cuore, dell’attaccamento alle sorti del proprio paese, della “ visione” del futuro,del sogno. Ecco che ritorna impetuosa la metafora delle luci “ fredde” o “ luci calde”. Cuore e ragione, l’una cosa senza l’altra non reggono. Non è bella una società “ visionaria” ma priva di scientificità e competenza, come non lo è una società “ calcolatrice” e pianificatrice, che ignora l’anima popolare, le aspettative e le ansie delle singole rappresentanze sociali. C’è un organo dello Stato, creato per difendere la sensibilità, il gusto, la cultura ed è questi la Soprintendenza. E dov’era la Soprintendenza quando è stato approvato il progetto del parcheggio alla Siena? Qual è la sensibilità e la tutela di una rappresentante della Soprintendenza che, rispetto al dubbio se concedere un’ ulteriore proroga alla società Miramare si dice favorevole ad una proroga fino al 31/12/2020? Si tutela forse l’interesse pubblico assecondando l’incertezza, il ritardo, l’ignoranza ( perché hanno “ ignorato” la natura dei luoghi) del privato? E il Sindaco sente la propria coscienza tranquilla per il solo fatto di sentirsi le spalle coperte dalla Soprintendenza? E la Soprintendenza non è quello stesso organo che ha clamorosamente sbagliato per il rifacimento del Pontile, dei basoli e dei materiali scelti? Forse la tolleranza e la proroga che si intende concedere alla Miramare si mantengono nell’alveo della legge, ma urta contro la coscienza, il volere e il sentimento popolare. Ragione senza cuore, interesse senz’anima! E quale anima o cuore hanno avuto i 9 consiglieri comunali di Lacco Ameno che hanno provocato il commissariamento dell’ente? Il senso di insoddisfazione per un Sindaco? Ed era tanto forte da non poter aspettare maggio prossimo? E ai terremotati ci hanno pensato? Hanno pensato che con Schilardi devono colloquiare i Sindaci e che l’assenza del Sindaco di Lacco è un vulnus? Può la commissaria prefettizia Calcaterra, in breve tempo e col compito di ordinaria amministrazione, entrare immediatamente nel merito di tutta la controversa questione del post-terremoto?

Ancora una volta il “ calcolo” ha avuto la meglio sul “ bisogno reale”, sulle ansie, sulle aspettative della cittadinanza. Allora è proprio vero che sul Ponte delle Spie, si è accesa la “spia” di un equivoco sociale e politico: un indizio “ illuminante” che tra il potere e i cittadini un vero ponte non c’è. Nel film, sul Ponte di Glienicke, avviene un clamoroso scambio di prigionieri. Cosa è avvenuto, invece, sul Pontile Aragonese? Il “fallimento” di una scambio. Quello scambio tra popolo e potere che dovrebbe – da un lato – comportare una delega della rappresentanza, un atto fiduciario; d’altro lato la risposta dovrebbe essere un’azione amministrativa che costituisca l’interpretazione autentica della delega ricevuta. Ma perché ciò avvenga, ci vorrebbe una classe di amministratori “ illuminati”, questi sì a LED, con luce quanto più intensa e bianca possibile!

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Un commento

  1. Il Sig. Franco Borgogna ha fatto un analisi precisa , meticolosa come una foto, veritiera , elencando ALCUNE, cantonate di questa amministrazione.Complimenti , luci LED Bianche, ORRORE, il parcheggio La Siena, ORRORE,la sopraelevata, ORRORE, la pavimentazione di Ischia Ponte, ORRORE, creare mini dighe a Ischia ponte per evitare oramai il continuo allagamento dovuto dai Marosi, ORRORE, la società EAV, ORRORE, via Leonardo Mazzella, ORRORE, le pinete malate con Pini abbattuti e non sostituiti, ORRORE, Piazza degli Eroi, ORRORE, e mi fermo qua , sono moltissimessimamente , scusate l’errore, arrabbiato,ma la speranza è SEMPRE l’ultima a morire

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